Mps, ecco come si è arrivati alla terna Palermo-Passera-Vivaldi come candidati ceo. Le carte del cda
Mps, ecco come si è arrivati alla terna Palermo-Passera-Vivaldi come candidati ceo. Le carte del cda

di Luca Gualtieri 07/03/2026 12:18

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Dopo i rilievi sollevati dalla Bce nelle due lettere inviate mercoledì 4 e venerdì 6 marzo, Monte dei Paschi pubblica sul proprio sito la documentazione relativa alla formazione della lista del consiglio di amministrazione.

Il materiale, un dossier di oltre 500 pagine, ricostruisce la procedura seguita dal board per la selezione dei candidati e contiene le valutazioni sui profili presi in considerazione per i ruoli apicali della banca, a partire dai possibili amministratori delegati: Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi.

Tra i candidati analizzati, il fascicolo dedica ampio spazio al profilo di Palermo. La candidatura è accompagnata da una dichiarazione formale sui requisiti richiesti agli esponenti delle banche. Nel documento il manager perugino afferma «di essere in possesso dei requisiti di professionalità, onorabilità e correttezza previsti dalla normativa vigente» e dichiara anche «l’assenza di cause di ineleggibilità, decadenza o incompatibilità ai sensi della normativa applicabile».

Il profilo di Palermo 

Il dossier ripercorre poi il percorso professionale di Palermo, oggi amministratore delegato di Acea. Tra le esperienze evidenziate figurano soprattutto la guida di Cassa Depositi e Prestiti tra il 2018 e il 2021, dopo l’incarico di cfo della stessa Cdp, e in precedenza il ruolo di direttore finanziario di Fincantieri. Nel curriculum vengono citate anche le precedenti esperienze in Morgan Stanley e McKinsey.

Il documento sottolinea che Palermo ha maturato «oltre cinque anni di esperienza complessiva negli ultimi venti anni in posizioni apicali» in gruppi di grandi dimensioni, ritenute coerenti con la guida di una banca come Mps. Una parte del fascicolo confronta in termini dimensionali le realtà in cui il manager ha operato e l’istituto senese, richiamando i dati di Cassa Depositi e Prestiti per evidenziare la familiarità del candidato con organizzazioni di grande scala.

Il candidato dichiara inoltre di essere consapevole che, per essere considerato indipendente non devono esistere «rapporti rilevanti» tra l’amministratore, la banca o altri soggetti indicati dalla normativa e di «poter agire con indipendenza di giudizio e consapevolezza dei doveri e dei diritti connessi all'incarico». Palermo dichiara inoltre di «poter dedicare adeguato tempo allo svolgimento dell'incarico di amministratore della banca» e di «rispettare il limite al cumulo degli incarichi».

L’elemento più rilevante della valutazione è però la matrice delle competenze allegata alla candidatura. La griglia utilizzata dal consiglio prevede tre livelli – «molto approfondito», «approfondito» e «di base» – per misurare la preparazione dei candidati in quindici ambiti chiave per la governance di una banca. A Palermo viene attribuito sempre il livello massimo: nella matrice si assegna infatti il grado «molto approfondito» in tutti i quindici ambiti di competenza, senza alcuna voce valutata a livelli intermedi o di base.

Passera: carriera tra banca, industria e governo

Nel caso di Corrado Passera, il dossier ripercorre una carriera che attraversa consulenza, industria, telecomunicazioni e banca. Il curriculum allegato ricorda che Passera «ha ricoperto ruoli di vertice in imprese sia private che pubbliche ed è stato ministro della Repubblica italiana», richiamando poi le principali tappe del suo percorso: McKinsey, Olivetti, Banco Ambroveneto, Poste Italiane, Intesa Sanpaolo e infine illimity.

Nella dichiarazione allegata alla candidatura Passera afferma «di essere in possesso dei requisiti di professionalità, onorabilità e correttezza previsti dalla normativa vigente» e richiama una «esperienza complessiva di almeno un quinquennio negli ultimi venti anni», maturata in ruoli apicali tra Poste Italiane, Intesa Sanpaolo e illimity. Anche sul piano dell’indipendenza la formulazione è positiva. Passera dichiara «di essere in possesso dei requisiti».

La matrice delle competenze è molto ampia ma non totale come quella di Palermo. A Passera è attribuito il livello «molto approfondito» in quattordici dei quindici ambiti indicati dalla banca. L’unica eccezione è la voce «mercati e prodotti assicurativi e relativa regolamentazione», dove il giudizio è solo «approfondito».

Le valutazioni su Vivaldi

Una valutazione del tutto sovrapponibile a quella di Carlo Vivaldi, nonostante il diverso profilo e percorso professionale dei due banchieri. Anche l’ex manager di Unicredit ottiene il massimo dei voti in tutta la griglia tranne appunto alla voce «mercati e prodotti assicurativi e relativa regolamentazione», dove il suo livello di competenza è indicata come «approfondito».

Il curriculum descrive una carriera costruita quasi interamente all’interno di Unicredit. Nella sintesi del profilo si parla di «30 anni in Unicredit, inizi come cassiere, sviluppato poi come cfo (…) e ceo divisione Cee», con responsabilità su undici paesi e una piattaforma bancaria di grandi dimensioni.

Nel modulo di accettazione della candidatura Vivaldi dichiara inoltre di essere in possesso dei requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza e correttezza, indicando anche di aver maturato «una esperienza complessiva di almeno un quinquennio negli ultimi venti anni» in ruoli apicali nel settore bancario.

Insomma i tre top manager hanno incassato valutazioni molto simili, quasi sovrapponibili, nonostante la differenza di percorsi, competenze e profili. Ed è su questo punto che Bce ha acceso un faro rivolgendo una serie di quesiti a cui spetterà ora a Montepaschi rispondere. (riproduzione riservata)