Non un semplice intervento tecnico, ma l’adeguamento a una trasformazione già avvenuta nei fatti. Il Montepaschi rivede il proprio statuto per riflettere il «nuovo profilo di gruppo» e la «posizione assunta nel contesto bancario» dopo la conquista di Mediobanca.
È su queste basi che il cda di Mps motiva la proposta di revisione dello statuto, illustrata nella relazione messa a disposizione degli azionisti in vista dell’assemblea del 4 febbraio. I soci saranno chiamati a pronunciarsi su una serie di cambiamenti rilevanti: dall’adozione della lista del consiglio di amministrazione all’abbattimento al 5% delle riserve sugli utili, dall’innalzamento dei tetti ai bonus alla rimozione dei limiti di mandato per gli amministratori.
Nel dettaglio, le modifiche consentirebbero di portare la riserva legale dall’attuale 10% al 5%, aprendo così alla possibilità di distribuire fino al 100% degli utili agli azionisti, e di rafforzare la componente variabile della remunerazione del top management. L’obiettivo dichiarato è quello di allineare le regole di Siena a quelle delle grandi banche quotate.
Il capitolo più delicato riguarda l’introduzione della lista del cda in vista del rinnovo del board e dei vertici, previsto in primavera. L’assemblea per la nomina del nuovo consiglio dovrebbe tenersi il 16 aprile: se la data sarà confermata, le liste dovranno essere depositate 40 giorni prima, lasciando quindi poco più di due mesi per definire gli equilibri.
Formalmente, resta possibile anche la presentazione di una lista di maggioranza da parte dei soci privati. Ma è verosimile che l’amministratore delegato Luigi Lovaglio e il presidente Nicola Maione avviino un confronto con gli azionisti per cercare la convergenza più ampia possibile.
In linea teorica, la lista del cda potrebbe muoversi in continuità con l’attuale governance. Il consiglio presieduto da Maione ha infatti raccolto apprezzamenti sia dagli azionisti sia dal governo, e una parte dei consiglieri è frutto di nomine recenti. Un anno fa nel board di Siena erano entrati due membri indicati da Caltagirone, uno da Delfin e due da Anima.
Lovaglio può contare sui risultati conseguiti dall’istituto e sulla conquista di Mediobanca, elementi che peseranno nella dialettica con alcuni soci. Intanto, i recenti acquisti in Borsa, che hanno sostenuto il titolo nei giorni scorsi, potrebbero segnalare nuovi posizionamenti nel capitale della banca.
Nella relazione agli azionisti, il consiglio di amministrazione rivendica il cambio di passo compiuto dal gruppo: «Si sono realizzati i presupposti per una significativa creazione di valore — ha scritto il cda nella relazione - e una solida remunerazione per gli azionisti». Un messaggio che sintetizza la filosofia delle modifiche statutarie: consolidare il rilancio di Mps e accompagnarne il nuovo ruolo di terzo gruppo bancario italiano.
Come riportato da MF-Milano Finanza, la prossima tappa per Mps sarà la stesura della lista, un lavoro che dovrebbe iniziare il prossimo 22 gennaio quando il cda della banca tornerà a riunirsi per aprire il cantiere. In quella sede gli amministratori potrebbero già nominare l’head hunter che affiancherà il comitato nomine presieduto da Domenico Lombardi. Le tappe successive saranno l’autovalutazione del cda, il varo del regolamento interno per la lista e l’avvio del processo di engagement con i grandi soci, da Delfin a Caltagirone fino al Tesoro. (riproduzione riservata)