Mps, in assemblea presente il 65,86% del capitale. Lovaglio: aver costretto Intesa a un rialzo è già una vittoria. La diretta
Mps, in assemblea presente il 65,86% del capitale. Lovaglio: aver costretto Intesa a un rialzo è già una vittoria. La diretta
Partiti alle 10 i lavori dell’assise del Montepaschi sulle ops per Banco Bpm e Banca Generali. Sul tavolo anche il dividendo straordinario in azioni Generali e la fusione di Piazzetta Cuccia. Sit-in dei sindacati: Mps è Siena e patrimonio del Paese

di Camilla Conti, Andrea Deugeni e Luca Gualtieri da Siena 29/10/2026 09:00

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Sono partiti alle 10 i lavori del’assemblea Montepaschi a Siena nel centro direzionale della banca, fuori dalle mura cittadine ma non lontano da piazza Salimbeni, dove si trova il quartier generale del gruppo. È presente il 65,86% del capitale. Fra gli azionisti titolari di una partecipazione sopra il 3% ci sono Delfin (17,53%), gruppo Caltagirone (12,66%), Blackrock (4,66%) e Barclays (3,77%). 

I soci sono chiamati a esprimersi sul futuro dell’istituto guidato da Luigi Lovaglio, alle prese con l’opas di Intesa Sanpaolo. Dieci i punti all’ordine del giorno, cinque in sede ordinaria e altrettanti in straordinaria. In assemblea è atteso poco meno del 70% del capitale e molti fondi e piccoli investitori hanno già votato per delega con il rappresentante designato. 

L'ordine del giorno tra parte ordinaria e straordinaria

La parte ordinaria si è aperta con la nomina di Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, i due consiglieri di minoranza già cooptati nel board lo scorso 8 settembre, la cui conferma è stata sottoposta a votazioni separate. Non sono passati invece l’'acquisto di azioni proprie e la revisione dei sistemi di incentivazione. Ancora più articolata la parte straordinaria. Il primo punto riguarda l'incorporazione di Mediobanca in Mps, destinata a completare l'integrazione avviata dopo l'acquisizione del controllo di Piazzetta Cuccia.

Le offerte su Banco Bpm e Banca Generali

Il piatto forte dell’assemblea sono però il terzo e il quarto punto della parte straordinaria, dedicati alle due ops su Banco Bpm e Banca Generali. Le delibere comprendono anche l'attribuzione al cda delle deleghe per effettuare gli aumenti di capitale necessari a finanziare le operazioni attraverso l'emissione dei nuovi titoli da consegnare in scambio. Il quinto e ultimo punto straordinario riguarda invece la riduzione volontaria del capitale sociale da circa 17,98 a 10 miliardi, con destinazione delle risorse liberate a riserve patrimoniali disponibili, previa integrazione della riserva legale.

Ore 12.15 – Lovaglio: aver costretto Intesa a un rialzo è già una vittoria
Per Lovaglio le ops su Banco Bpm e Banca Generale, «se fossero state presentate fuori dal contesto creato dall'offerta di Intesa, difficilmente sarebbero state descritte come una complicazione, sarebbero state lette per ciò che sono: un progetto di crescita e di creazione di valore». «La nostra iniziativa ha già prodotto un risultato concreto: ha impedito che il valore del Monte fosse considerato acquisito e ha costretto l'offerente a migliorare la propria proposta. Questo - ha sottolineato - è un punto che non deve essere oscurato dall'aritmetica assembleare. Senza la nostra iniziativa, il confronto sarebbe rimasto fermo alle condizioni iniziali, mentre il rilancio di Intesa Sanpaolo dimostra, nei fatti, che la posizione assunta da Mps ha creato valore e ha rafforzato il potere negoziale degli azionisti». «Abbiamo difeso il valore del Monte, abbiamo ottenuto condizioni migliori per gli azionisti anche prima che l'offerta si concretizzi: questa è già una vittoria dell'iniziativa assunta da Mps», ha concluso il banchiere.

Ore 11.45 – Lovaglio sulla fusione con Mediobanca: sinergie in rialzo a 800 milioni; sorpreso dal cambio parere di Intesa Sanpaolo
Il progetto di fusione con Mediobanca «sta funzionando meglio di quanto avevamo previsto», ma sull’esito del voto pesa un’aritmetica assembleare difficile. Lovaglio difende davanti agli azionisti la logica industriale dell’operazione e critica la posizione di Intesa Sanpaolo. «Ci ha sorpreso il cambio di rotta», ha dichiarato, descrivendo Intesa come «inizialmente favorevole alla fusione e successivamente orientata ad auspicarne la mancata approvazione». «Quando un attore così rilevante cambia posizione in un modo così netto, il contesto dell’assemblea cambia di conseguenza», ha aggiunto Lovaglio, precisando che il gruppo conosceva già le posizioni di alcuni azionisti rilevanti e le difficoltà nel raggiungere i consensi necessari. Sul piano industriale, il banchiere ha rivendicato la revisione delle sinergie da 700 a circa 800 milioni di euro. La riorganizzazione, ha spiegato, serve ad allineare la struttura societaria al modello operativo già adottato: prima l’incorporazione di Mediobanca in Mps, poi due scissioni per trasferire le attività di corporate e investment banking e di private banking in una società che manterrà il marchio Mediobanca. «Mediobanca non scompare», ha sottolineato, richiamando la complementarità tra la capacità creditizia del Monte e le competenze di consulenza e gestione patrimoniale di Piazzetta Cuccia. Il calendario indicato resta quello del completamento degli ultimi passaggi formali entro fine anno. Quanto al voto, Lovaglio ha fatto appello agli investitori istituzionali internazionali: un loro sostegno prevalente rappresenterebbe «un segnale forte e chiaro del valore del nostro progetto». Tre applausi in sala durante la prima parte dell’intervento di Lovaglio durato circa 10 minuti e accompagnato da alcune slides mostrate agli azionisti. 

Ore 11.40 – Lovaglio sul risanamento di Mps: Mantenute le promesse. Segnato anche da calcio d'angolo senza cambiare le regole
«Abbiamo mantenuto le nostre promesse, in questi 4 anni abbiamo fatto ciò che molti ritenevano impossibile, e lo abbiamo fatto con lavoro, disciplina e risultati. Se mi consentite una metafora calcistica, qualche gol lo abbiamo fatto anche da calcio d'angolo», ha spiegato il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, nel suo intervento in assemblea sulla fusione con Mediobanca in assemblea. «Siamo particolarmente orgogliosi» perché «quei gol li abbiamo segnati giocando la partita, non cambiando le regole del campionato, e tutto questo è stato possibile grazie alla forza delle nostre persone, all'attaccamento dei nostri clienti e all'identità straordinaria» del Montepaschi. 

Ore 11.35 – I soci bocciano anche la modifica dei sistemi incentivanti
Non passa neanche il terzo punto all'ordine del giorno della parte ordinaria che prevede la modifica dei sistemi incentivanti 2023, 2024 e 2025. I favorevoli sono stati il 40,85%, i contrari il 53,33%, gli astenuti il 5,8%.

Ore 11.20 – I soci bocciano la proposta di acquisto di azioni proprie
Primo voto contrario degli azionisti sui punti all'ordine del giorno dell'assemblea ordinaria, prima ancora che inizi la parte straordinaria. L'assemblea non ha approvato l'acquisto di azioni proprie per i programmi di assegnazione di azioni al personale della banca. La proposta è stata respinta da oltre il 50% del capitale.

Ore 11.12 – Brancadoro e Caltagirone jr nominati consiglieri
Passa a maggioranza assoluta in assemblea la nomina di Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, i due consiglieri di minoranza già cooptati nel board lo scorso 8 settembre. Brancadoro ha ottenuto l'89,78% dei voti favorevoli, a fronte del 6,39% di voti contrari e di astensioni pari al 3,81%, mentre Caltagirone jr ha ottenuto il sostegno dell'86,81% del capitale presente, con il 9,19% dei voti contrati e il 3,98% astenuti. 

Ore 11.05 – A Piazza Affari negativi i titoli Mps, Banca Generali, Banco Bpm e Mediobanca
Tutti con il segno meno a metà mattinata, in una Piazza Affari che viaggia sotto la parità, i titoli degli istituti coinvolti dalle offerte bancarie. Mps perde lo 0,4% a 10,83 euro, Banca Generali (-0,25% a 60,55 euro), Banco Bpm (-0,94% a 13,67 euro), Mediobanca (-0,62% a 25,65 euro), Intesa Sanpaolo (-0,92% a 5,9 euro). 

Ore 10.50 –  Fracesco Gaetano Caltagirone, non presente in sala, riduce la quota al 12,66%
Il gruppo Caltagirone è presente (delega data a Computershare) con il 12,66% del capitale, a fronte della quota del 13,49% che deteneva a maggio in occasione dello stacco dell'ultimo dividendo.

Ore 10.30 – In assemblea presente il 65,86% del capitale. Spunta Barclays con il 3,77% dei diritti di voto
In base alla relazione letta dal presidente Cesare Bisoni è presente in assemblea il 65,86% del capitale sociale. Fra i soci titolari di una partecipazione sopra il 3% ci sono Delfin (17,53%), gruppo Caltagirone (12,66%), Blackrock (4,66%). Nel capitale spunta Barclays con diritti di voto corrispondenti a una partecipazione aggregata del 3,77%, di cui un 1% rappresentato da azioni e il 2,77% da derivati.

Ore 10.22 – Non tutti i consiglieri Mps presenti all’assemblea
Non sono in sala presenti i consiglieri Nicola Maione, Paolo Boccardelli, Livia Amidani Aliberti e Paola De Martini. 

Ore 10.10 – Mps: se approvata fusione Mediobanca efficace entro fine 2026  
In caso di approvazione da parte dell'assemblea, si prevede che la fusione per incorporazione di Mediobanca (che «procede in linea con quanto atteso») e la correlata scissione siano efficaci entro la fine del 2026. Lo scrive Mps nelle risposte scritte alle domande pervenute dagli azionisti in vista dell'assemblea.

Ore 9.40 – Sit-in dei sindacati fuori dal centro congressi: il Monte è Siena!
Sono presenti fuori dall’edificio un centinaio di dipendenti del Montepaschi e iscritti ai sindacati del credito della Fisac-Cgil e della First-Cisl, con tanto di bandiere sindacali. «Mps non è soltanto una banca, rappresenta un pezzo fondamentale del sistema economico e sociale del nostro territorio. La protesta non solo è a tutela dell'occupazione e dei diritti di lavoratrici e lavoratori, sia diretti che dell'indotto, e della valorizzazione delle professionalità dei dipendenti, ma anche a sostegno della difesa dell'integrità del gruppo, delle Funzioni direzionali e della presenza della Banca nei territori», dichiarano i rappresentanti provinciali di Cgil Cisl Uil, Alice D'Ercole, Riccardo Pucci, Massimo Martini, al sit-in battezzato «Monte dei Paschi è Siena!». (riproduzione riservata)