Mps contesta il rilancio di Intesa Sanpaolo: premio limitato e incertezze sul futuro della banca
Mps contesta il rilancio di Intesa Sanpaolo: premio limitato e incertezze sul futuro della banca
Il board di Mps esprime dubbi sull'offerta di Ca’ de Sass, giudicando il premio proposto inferiore rispetto alla media di mercato e sollevando preoccupazioni sull'esecuzione industriale e le sinergie promesse. Ma non mette in campo altre operazioni difensive

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 12/10/2026 21:00

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Un premio ancora distante dai precedenti di mercato e la richiesta di abbandonare il progetto industriale del Montepaschi senza la certezza che l’offerta alternativa che prevede anche il coinvolgimento di Unipol per rispettare i limiti antitrust arrivi al traguardo. Sono le principali critiche mosse dal consiglio di amministrazione di Mps a Intesa Sanpaolo nelle considerazioni preliminari diffuse il 12 ottobre in risposta al comunicato di Ca’ de Sass del 3 ottobre.

Il board senese esprime solo «considerazioni preliminari» perché non esiste ancora un documento di offerta ufficiale che deve esser ancora approvato dalla Consob, via libera che arriverà dopo quello della Bce. E non mette in campo altre misure difensive in vista dell’assemblea del 29 ottobre in cui ha convocato i soci per far passare la doppia offerta su Banca Generali e Banco Bpm che hanno bisogno dell’approvazione dei due terzi dei soci e che però si scontrerà con il blocco di azionisti contrari che già arriva a un terzo del capitale. 

La valutazione sul rilancio e sul premio per gli azionisti

Dopo un consiglio durato più di tre ore e iniziato a borsa chiusa, il gruppo guidato da Luigi Lovaglio prende atto dell’aumento della componente in contanti da 1 a 1,25 euro per azione, accanto alle 1,6 azioni Intesa offerte. Ma osserva che il premio, calcolato sui prezzi del 5 giugno, sale dal 12,5% al 15,3%, contro circa il 30% medio delle operazioni bancarie italiane comparabili selezionate da Mps.

Un riconoscimento da valutare, secondo Siena, anche alla luce del passaggio di controllo e della successiva separazione delle attività del Monte. L’adeguamento del concambio per l’acconto sul dividendo Intesa, aggiunge la banca, neutralizza lo stacco della cedola senza rappresentare un ulteriore rilancio.

Il nodo del voto assembleare e i rischi di decadenza

Il nodo centrale riguarda però il voto del 29 ottobre. Intesa ha chiarito che l’approvazione delle operazioni su Banco Bpm e Banca Generali farebbe decadere la propria offerta, mantenendo margini di valutazione su altre delibere. Per Mps, gli azionisti rischiano così di rinunciare al progetto senese prima di disporre del documento d’offerta e del giudizio formale del consiglio, senza garanzie sul successivo completamento dell’opas. 

I dubbi sull'esecuzione industriale e le sinergie

Le obiezioni investono anche l’esecuzione industriale. Il piano Intesa prevede circa 625 filiali e Mediobanca nel proprio perimetro e altre 635 filiali, insieme al marchio e alle strutture centrali del Monte, a Unipol, in vista di una combinazione con Bper. Una sequenza subordinata ad autorizzazioni e decisioni ulteriori. Siena mette inoltre sotto esame i 2,9 miliardi di sinergie annunciati: secondo i suoi calcoli, quelle di costo valgono circa il 63% della base costi del perimetro destinato a Intesa, quelle di ricavo il 24% dei ricavi 2025.

La difesa del progetto Mediobanca e l'impatto occupazionale

Il Monte difende infine la fusione con Mediobanca, il cui mancato perfezionamento potrebbe comportare costi per adeguare le passività ai requisiti regolamentari, e giudica insufficientemente dettagliati gli impegni su Siena, occupazione e investimenti.

Sullo sfondo, la critica alla maggiore concentrazione bancaria e alle sovrapposizioni di Intesa con Generali «nei settori assicurativi, del risparmio gestito e del wealth management e le sovrapposizioni concorrenziali che ne possono derivare». Mentre «in caso di pieno successo del progetto di Mps, invece, il gruppo risultante rafforzerebbe la presenza nel mercato di un operatore nazionale indipendente e dotato di scala significativa, ampliando le possibilità di scelta per famiglie, imprese e territori». Si tratta di rilievi che anticipano, senza sostituirla, la valutazione formale dell’offerta. (riproduzione riservata)