Mps: le ops su Banca Generali e Bpm continuano anche se vince Intesa Sanpaolo. La richiesta della Consob
Mps: le ops su Banca Generali e Bpm continuano anche se vince Intesa Sanpaolo. La richiesta della Consob
L’authority punta a chiarire il valore effettivo delle due operazioni, le sinergie attese e gli effetti di un eventuale successo dell’opas di Ca’ de Sass

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 14/09/2026 08:40

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Consob interviene nel groviglio di offerte bancarie a Piazza Affari per consentire al mercato di valutare le offerte di Mps separando il progetto industriale dall’effetto dell’offerta di Intesa Sanpaolo sul prezzo del titolo senese. 

Su richiesta dell’authority presieduta da Guido Stazi, Rocca Salimbeni ha integrato le comunicazioni diffuse il 21 agosto relative alla doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali con una serie di informazioni aggiuntive su valorizzazioni, razionali industriali, sinergie e impatti patrimoniali delle due operazioni.

Il prezzo delle offerte

Un punto delicato riguarda il prezzo delle offerte. L’opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps l’8 giugno ha infatti modificato la quotazione del titolo senese e, di conseguenza, anche il valore apparente dei concambi offerti da Mps. Per questo il confronto richiesto dall’authority prende come riferimento i prezzi antecedenti al 5 giugno, cioè prima dell’annuncio di Intesa.
 

Su queste basi, l’offerta su Banco Bpm presenta uno sconto compreso tra il 5,7% e il 10,4% (fino a 12 mesi precedenti al giorno del lancio dell’opas di Ca’ de Sass) a seconda dell’orizzonte considerato. Sul prezzo di venerdì 11 settembre, invece, emerge un premio del 3,4%. Mps precisa però che quest’ultimo dato non può essere depurato con precisione dall’effetto dell’offerta Intesa «senza ricorrere ad assunzioni discrezionali».
 

Analoga fotografia per Banca Generali: sui prezzi precedenti all’opas di Intesa il concambio incorpora sconti tra l’1,6% e il 7,9%, mentre ai valori dell’11 settembre il premio implicito sale al 12,8%. In sostanza, Consob vuole che gli investitori possano distinguere il valore economico originario delle offerte dall’effetto che la scalata di Intesa ha avuto sul titolo Mps.

Il dettaglio delle sinergie

La banca guidata da Luigi Lovaglio risponde anche sul piano industriale. In caso di perfezionamento di entrambe le operazioni, la banca stima 1,8 miliardi di sinergie annue a regime e 1,9 miliardi di costi di integrazione una tantum. Di questi, 1,4 miliardi di sinergie riguarderebbero Banco Bpm e 400 milioni Banca Generali, con piena realizzazione prevista nel 2029.

L’incrocio delle offerte

Infine il nodo Intesa. Il passaggio più rilevante riguarda però il destino delle due operazioni nel caso in cui Intesa Sanpaolo riesca a conquistare Mps. Siena ribadisce il carattere «irrevocabile» delle offerte e precisa che né quella su Banco Bpm né quella su Banca Generali sono condizionate al mancato perfezionamento dell’Opas di Intesa.
 

Un eventuale cambio di controllo di Mps quindi, secondo Rocca Salimbeni, non determinerebbe di per sé la decadenza, l’inefficacia o la facoltà di revoca delle offerte già lanciate. Resterebbero ferme le condizioni previste nei documenti d’offerta, le relative facoltà di modifica o rinuncia nei limiti consentiti e le prerogative delle autorità di vigilanza. (riproduzione riservata)