Il costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone schiera il suo 13,5% contro il piano difensivo di Mps, posizione seguita a ruota dal fondo Praude titolare dello 0,72%, posizioni che rendono ancora più difficile la strada delle ops su Banco Bpm e Banca Generali.
Giovedì 8 il cda della holding Fgc ha deciso all'unanimità di votare contro tutte le proposte sottoposte alla parte straordinaria dell'assemblea del prossimo 29 ottobre. Una presa di posizione che arriva dopo il sostegno all'offerta di Intesa Sanpaolo già annunciato da Delfin e dalla famiglia Benetton e che avvicina il fronte contrario alla strategia del Monte alla soglia di un terzo del capitale.
In una nota diffusa al termine della riunione, Fgc comunica di aver «recepito integralmente le valutazioni del comitato degli amministratori Indipendenti coadiuvato dal parere del professor Giovanni Fiori» e di aver quindi «deliberato all'unanimità di dare voto contrario a tutti e 5 i punti dell'ordine del giorno». La holding ha inoltre disposto che le valutazioni e le determinazioni assunte siano trasmesse alle società direttamente e indirettamente controllate, affinché possano tenerne conto nelle rispettive decisioni, «ferma restando la piena autonomia deliberativa di ciascuna entità».
Complessivamente le numerose società del gruppo Caltagirone, in cui l’imprenditore di solito parcellizza i pacchetti degli investimenti finanziari, riceveranno circa 510 milioni per la componente cash dell’offerta di Intesa, di cui il gruppo post-adesione avrebbe il 2,9%. Oltre 650 i milioni invece che arriverebbero a Delfin (al 3,9% post-adesione) e circa 50 ad Edizione dei Benetton (allo 0,7% finale).
Praude Asset Management, società di gestione che fa riferimento a Massimo Malvestio ha deciso che all'assemblea dei 29 ottobre voterà contro i punti all'ordine del giorno relativi al piano di Lovaglio, aderendo all’opas di Ca’ de Sass.
La società maltese gestisce una serie di fondi tra cui Hermes Linder che ha 820 milioni di massa gestita. La società, che si era astenuto in occasione dell'assemblea di Mps per il rinnovo del consiglio d'amministrazione, è orientato ad appoggiare «in tutto e per tutto l'offerta di Intesa Sanpaolo che a noi sembra equa». Praude riconosce i «grandi meriti di Luigi Lovaglio e gode della nostra stima ma la proposta di Intesa è oggettivamente conveniente e quindi noi dobbiamo fare gli interessi dei sottoscrittori dei nostri fondi».
Le decisioni assumono un peso rilevante negli equilibri azionari della banca senese. Il 13,5% di Caltagirone, lo 0,72% di Praude vanno a sommarsi al 17,5% di Delfin e all'1,45% di Edizione. Complessivamente, il fronte contrario alle operazioni difensive arriva così a circa il 33,22% del capitale, una quota che potrebbe risultare determinante per bloccare le delibere straordinarie, indipendentemente dal livello di affluenza. Per la passivity rule, nell’assemblea straordinaria lo stop scatta con la soglia del 34%.
Il rafforzamento del fronte favorevole a Intesa segue il rilancio dell'opas annunciato sabato 3 ottobre, con un incremento di 25 centesimi della componente in contanti. La banca guidata da Messina ha inoltre vincolato il successo dell'operazione alla bocciatura delle principali misure difensive proposte dal Monte, trasformando l'assemblea del 29 ottobre in un passaggio decisivo per il futuro della banca.
Per Lovaglio si restringono quindi i margini per portare avanti il progetto di costruire un grande polo bancario attraverso le acquisizioni di Banco Bpm e Banca Generali. Il management sta valutando possibili contromosse al nuovo scenario, mentre nei prossimi giorni sono attese le raccomandazioni dei proxy advisor Iss e Glass Lewis, che potrebbero orientare una parte significativa del voto degli investitori istituzionali.
Tra le ipotesi allo studio, secondo le indiscrezioni di stampa, figura la distribuzione agli azionisti della partecipazione del 13,2% detenuta da Mediobanca in Generali, dal valore di mercato superiore a otto miliardi. Un'operazione che consentirebbe di aumentare la remunerazione immediata dei soci, ma priverebbe il gruppo di un investimento strategico.
Non è esclusa neppure la possibilità di un rinvio dell'assemblea per consentire al consiglio di esaminare eventuali modifiche al piano. Sullo sfondo restano poi speculazioni di vario tipo, non ancora confermate, a partire da una possibile mossa difensiva di Generali sulla controllata Banca Generali. (riproduzione riservata)