Mps, cade l’ultimo baluardo: anche la Fondazione aderirà all’opas di Intesa Sanpaolo
Mps, cade l’ultimo baluardo: anche la Fondazione aderirà all’opas di Intesa Sanpaolo
L’ex primo socio ha lo 0,2%. La decisione sarà sottoposta il 23 ottobre alla deputazione amministratrice. Il sostegno arriva a ridosso dell'assemblea. Favorevole anche il fondo qatariota Goldstone

di Luca Gualtieri 16/10/2026 21:26

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La Fondazione Mps si schiera a sorpresa a favore dell'opas di Intesa Sanpaolo sul Montepaschi. Dopo Delfin, Caltagirone e Benetton, l’endorsement arriva ora da un azionista storico della banca senese che nella serata di venerdì 16 ha annunciato l'intenzione di aderire all'offerta del gruppo guidato da Carlo Messina. Si tratta di una mossa altamente segnaletica visto che l’ente di Palazzo Sansedoni è stato fino a una decina di anni fa l’azionista di maggioranza assoluta e il dominus nella governance dell’istituto.

La quota si è poi ridotta tra cessioni forzose e aumenti di capitale non seguiti e oggi si è stabilizzata attorno allo 0,2%. La presa di posizione è arrivata a meno di due settimane dall'assemblea straordinaria del 29, chiamata a votare le operazioni con cui l'amministratore delegato Luigi Lovaglio intende contrastare la scalata.

La posizione della Fondazione e l'impatto sul territorio

Il presidente dell’ente, Riccardo Coppini, ha comunicato che «anche alla luce delle analisi tecniche richieste e successivamente alla riunione della deputazione di indirizzo, porterà alla riunione della deputazione amministratrice convocata per il prossimo 23 ottobre la proposta di esprimere una valutazione positiva dell’opas e la conseguente intenzione di aderire all’offerta», spiega una nota.


Il presidente Coppini «esporrà ai componenti della Deputazione il valore insito nell’operazione di IntesaSanpaolo per la Fondazione Mps nella sua veste di azionista e punto di riferimento dei territori del senese, nei confronti dei quali si ritiene che Intesa Sanpaolo avrà un ruolo di particolare significato per l’economia e la società».

Il presidente ha inoltre richiamato positivamente lo storico rapporto tra Intesa e le fondazioni presenti nel suo capitale, considerato un modello di riferimento per il futuro. Il sostegno della Fondazione assume anche un valore simbolico, alla luce dello storico legame con il Montepaschi, ma soprattutto si inserisce in una fase decisiva della contesa.

La battaglia assembleare e il peso del fronte contrario

All'assemblea del 29 ottobre gli azionisti dovranno pronunciarsi sulle ops su Banco Bpm e Banca Generali, sui relativi aumenti di capitale e sulla distribuzione straordinaria prevista dal piano di Lovaglio. Intesa ha subordinato il successo della propria opas alla mancata approvazione delle delibere straordinarie relative alle due acquisizioni e alla riduzione del capitale funzionale all’extra cedola.

Il fronte contrario alle difese di Mps ha già superato la soglia del 34% sufficiente per porre il veto alle delibere, grazie soprattutto alle posizioni assunte da Delfin, titolare del 17,6%, Caltagirone, con il 13,5%, Edizione della famiglia Benetton, con l'1,45%, e Praude, con lo 0,72%. Si è aggiunta anche Fondaco Lux, che gestisce per Fondazione Roma una partecipazione dello 0,41%. 

Dai proxy al fondo Goldstone

A complicare ulteriormente i piani di Lovaglio sono arrivate le raccomandazioni dei proxy advisor Iss e Glass Lewis, entrambi contrari alle offerte su Banco Bpm e Banca Generali e alla distribuzione straordinaria, pur sostenendo la fusione con Mediobanca. Il consiglio di amministrazione di Mps ha tuttavia confermato le operazioni, giudicando ancora insufficiente il corrispettivo dell'opas di Intesa, che il 3 ottobre ha aumentato da 1 a 1,25 euro per azione la componente in contanti. 

Sempre venerdì 16 è arrivato anche il sostegno di Goldstone Capital Limited, società riconducibile a un importante investitore privato del Qatar. Goldstone ha annunciato di appoggiare l'offerta di Intesa, ritenendola «nell'interesse complessivo degli azionisti» e preferibile, in una prospettiva di lungo periodo, a qualsiasi altra alternativa prospettata. Secondo quanto riferito da ambienti finanziari, la società detiene una partecipazione in Mps compresa tra l'1 e il 2% del capitale. (riproduzione riservata)