Anche Glass Lewis invita i fondi a fermare le Ops di Montepaschi su Banco Bpm e Banca Generali. Dopo Iss, il secondo grande proxy advisor raccomanda agli investitori istituzionali, cui fa capo circa il 60% del capitale senese, di votare contro le acquisizioni e la maxi-distribuzione da circa 4 miliardi all’assemblea del 29 ottobre. ??????Promossa invece l’integrazione di Mediobanca. Sul fronte della governance arriva anche il no alla conferma di Alessandro Caltagirone, figlio di Francesco Gaetano, cooptato in consiglio l’8 settembre.
Il nodo è il rapporto tra benefici attesi e rischi di esecuzione, mentre resta aperta l’opas di Intesa Sanpaolo. Le proposte di Mps «non sono prive di una logica industriale», riconosce Glass Lewis. Ma i vantaggi prospettati «non appaiono sufficientemente convincenti, su base corretta per il rischio, da giustificare l’eliminazione o l’indebolimento di un’alternativa» ancora disponibile agli azionisti.
A pesare è soprattutto la sovrapposizione delle operazioni: Siena dovrebbe integrare due nuove banche mentre il riassetto di Mediobanca è incompleto, senza due diligence sulle target né piani di attuazione concordati. Si aggiungono l’opposizione di Banco Bpm e Crédit Agricole e l’assenza di un impegno di Generali ad apportare la partecipazione di controllo in Banca Generali.
Per il proxy, respingere le proposte «preserva tale possibilità di scelta senza obbligare gli azionisti ad accettare l’offerta migliorata di Intesa». Che ha ritoccato aumentando di 25 centesimi la componente cash della sua offerta (1 euro per ogni titolo Mps portato in adesione), alzandola di 800 milioni a patto che però l’assemblea di Mps bocci proprio i punti in questione.
Il giudizio converge quindi con quello di Iss: no agli aumenti al servizio delle ops e alla riduzione del capitale. Glass Lewis boccia anche il trasferimento diretto a Mps della quota (13,35%) in Assicurazioni Generali detenuta attraverso Mediobanca e la maxi-cedola con il 4,5% del Leone più un miliardo cash, la cui distribuzione è subordinata all’efficacia di almeno una delle acquisizioni.
Via libera invece alla fusione di Mediobanca e alla riorganizzazione collegata: completano un investimento già effettuato e oltretutto già bollinato dalla Bce e non pregiudicano l’offerta Intesa.
La differenza più evidente rispetto a Iss riguarda Alessandro Caltagirone. Glass Lewis richiama i legami con il gruppo familiare, azionista di Mps al 10,26%, e l’indagine sul presunto concerto non dichiarato nell’acquisizione di Mediobanca che coinvolge il padre.
Glass Lewis riconosce il rispetto delle procedure statutarie nella cooptazione di Caltagirone jr ma ritiene tuttavia che il suo ruolo nelle attività familiari possa «legittimamente sollevare interrogativi» sulla capacità di agire nell’interesse di tutti gli azionisti. Da qui l’indicazione contraria alla conferma, mentre viene sostenuta quella dell’altro consigliere cooptato, Gianluca Brancadoro. (riproduzione riservata)