Mps, anche la famiglia Benetton si schiera a favore dell’offerta di Intesa Sanpaolo
Mps, anche la famiglia Benetton si schiera a favore dell’offerta di Intesa Sanpaolo
Edizione, la cassaforte di Ponzano Veneto, si impegna ad aderire con il proprio 1,45%. Alessandro Benetton: «Diventeremo azionisti stabili della banca guidata da Messina»

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 07/10/2026 19:00

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Si fa sempre più in salita la strada per le due offerte del Montepaschi su Banca Generali e Banco Bpm. Dopo quello di Delfin, è arrivato l’impegno a sottoscrivere l’opas di Intesa anche da parte di Edizione, la holding della famiglia Benetton. La cassaforte di Ponzano Veneto ha in portafoglio l’1,45% di Rocca Salimbeni, frutto della vecchia partecipazione in Mediobanca portata in adesione alla scalata di Siena alla merchant bank dello scorso anno. L’1,45% corrisponderebbe allo 0,7% del capitale di Intesa Sanpaolo. Con la componente cash di 1,25 euro ad azione Mps portata in adesione, Edzione riceverà 55 milioni di euro. 
 

«Intesa è una delle principali istituzioni finanziarie private italiane ed europee. L’opas promossa su Mps può creare valore sia per la banca senese, sia per i suoi azionisti. Per questo è nostra intenzione partecipare all’offerta, conferendo l’1,45% di Mps detenuto da Edizione, che diventerà così azionista stabile di Intesa», spiega il presidente di Edizione Alessandro Benetton che con questa scelta incasserà anche la componente cash dell’offerta di Ca’ de Sass.

«Ho molto apprezzato che Carlo Messina abbia sottolineato che l’operazione promossa da Intesa rappresenterà un significativo valore sotto il profilo della stabilità dell'azionariato e dell'indipendenza di Assicurazioni Generali», conclude Benetton. Edizione è anche azionista forte della compagnia assicurativa triestina guidata da Philippe Donnet con il 4,9%.


Entro fine anno la quota Montepaschi e se portata quindi in adesione anche quella di Intesa sarà soggetta al processo di recesso in corso del ramo Giuliana dalla holding di Ponzano Veneto. In base agli accordi di quest’estate i quattro figli di Giuliana Benetton (Paola, Franca, Daniela e Carlo) potrebbero ricevere lo 0,36% di Mps (10,8 milioni di azioni) del valore di quasi 128 milioni, quota che però su scelta unilaterale di Edizione potrebbe essere liquidata totalmente in denaro. 
 

Sommando l’1,45% di Edizione al 17,6% di Delfin, il fonte che non voterà a favore delle operazioni proposte da Lovaglio sale così al 19,05%, a cui si sommerà nei prossimi giorni probabilmente il 13,5% del gruppo Caltagirone, portando ai nastri di partenza il fronte contrario al 32,55% del capitale di Rocca Salimbeni.

Considerando che Il Mef con il suo 4,86% non parteciperà all’assemblea del 29 ottobre e il Banco Bpm (3,74%) non si esprimerà sulle operazioni in quanto istituto target, questi numeri rendono di fatto impossibile il raggiungimento della soglia dei due terzi dei voti favorevoli per far passare le operazioni in assise. I due terzi sono necessari per la passivity rule a cui è sottoposta Rocca Salimbeni dopo il lancio dell’opas a giugno da parte di Intesa. (riproduzione riservata)