«La risposta della Russia agli attacchi ucraini condotti con armi britanniche potrebbe comprendere azioni contro strutture militari del Regno Unito sia in Ucraina sia al di fuori dei suoi confini». Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, sottolineando che il Regno Unito e la Francia che «stanno giocando con il fuoco» fornendo all'Ucraina la tecnologia necessaria per la produzione di missili a lungo raggio.
«È chiaro che, trasferendo le cosiddette funzioni di assemblaggio agli ucraini, Londra e Parigi stanno disperatamente cercando di esimersi dalla responsabilità di aver condotto attacchi in profondità nel territorio ucraino. Non funzionerà. Voi, a Parigi, Londra, Berlino e nelle altre capitali, avete la responsabilità diretta di aver partecipato ad attacchi terroristici», ha affermato la Zakharova, aggiungendo che la Germania «sogna di creare l'esercito più forte d'Europa», mentre il Regno Unito e la Francia «stanno annunciando passi per trasferire tecnologia militare a Zelensky». Tutti e tre i Paesi «stanno alimentando e fomentando la crisi ucraina», ha sottolineato.Parole che hanno suscitato non poco sconcerto nel mondo occidentale.
Poco dopo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che le affermazioni su un possibile attacco russo contro la Nato «distorcono la realtà».
Il Cremlino ha infatti definito «storie allarmistiche» le notizie della stampa americana secondo cui il direttore della Cia, John Ratcliffe, si sarebbe recato questa settimana a Mosca per dissuadere la Russia dall'attaccare un Paese della Nato. «Naturalmente, tutto questo non ha nulla a che vedere con la realtà né con le intenzioni della Russia», ha dichiarato Peskov, accusando invece i Paesi europei di adottare una politica «aggressiva» nei confronti di Mosca.
Il Wall Street Journal e l'emittente Cbs avevano riferito che Ratcliffe era arrivato martedì 25 nella capitale russa per mettere in guardia Mosca da un potenziale attacco contro un membro dell'Alleanza atlantica. Secondo le testate americane, valutazioni dell'intelligence statunitense indicherebbero che la Russia potrebbe cercare di mettere alla prova la Nato.
Il presidente americano Donald Trump ha escluso che la missione fosse legata a minacce russe contro l'Alleanza, lasciando tuttavia intendere un collegamento con la guerra in Ucraina. «Vorremmo che la guerra in Ucraina finisse», ha dichiarato in un'intervista al commentatore conservatore Glenn Beck. Trump ha definito la visita «quasi di routine».
La missione è stata tuttavia la prima conosciuta di un direttore della Cia in Russia dal novembre 2021, quando William Burns si recò a Mosca pochi mesi prima dell'invasione dell'Ucraina. Anche il direttore del Servizio d'intelligence estero russo, Sergei Naryshkin, ha ridimensionato la portata dell'incontro con Ratcliffe, sostenendo che non vi sia stato «nulla di insolito». «Le riunioni tra i capi dei servizi, in presenza o a distanza, sono parte integrante del nostro lavoro», ha affermato.
Naryshkin ha spiegato di incontrare «quasi ogni settimana» responsabili dei servizi d'intelligence di diversi continenti. Non ha fornito dettagli sui temi discussi con Ratcliffe, limitandosi a dire che rientravano nelle competenze dei rispettivi apparati. Diversi Paesi della Nato hanno accusato negli ultimi mesi la Russia di operazioni di sabotaggio, spionaggio e altre forme di «guerra ibrida». Polonia e Romania hanno inoltre denunciato intrusioni nei propri spazi aerei di droni o missili attribuiti a Mosca. La Russia respinge le accuse.
Riguardo al capitolo sanzioni, Peskov ha dichiarato che la Russia utilizzerà «l'intero arsenale degli strumenti giuridici» per tutelare i propri interessi nel caso in cui l'Europa proceda alla confisca dei beni russi immobilizzati. Mosca avvierà azioni legali «contro coloro che adotteranno e attueranno tali decisioni», ha avvertito il portavoce del Cremlino. (riproduzione riservata)