Non è mai facile scrivere di una persona che se ne va. Se poi è un amico e una parte di quella famiglia allargata che si chiama giornale lo è ancora di più. Eppure, occorre farlo per la scomparsa di Guido Salerno Aletta, economista di punta e commentatore di vaglia di MF-Milano Finanza e Class Cnbc.
Guido se ne è andato all'improvviso in quel di Nizza, dove trascorreva metà della sua vita - l'altra metà in Sicilia, dove produceva dall'olio al grano - con un occhio all'Italia e l'altro alla Francia, consapevole che i due paesi rappresentano un bel pezzo di storia del mondo e anche un'analoga quota di eccellenze e paradossi. E quanto scrivo l'abbiamo imparato grazie anche ai suoi articoli.
Guido Salerno Aletta, che anche oggi abbiamo cercato ma invano, perché già non poteva più risponderci, è ben conosciuto e apprezzato dai lettori di MF-Milano Finanza per la sua grande capacità di analizzare in modo anticonformista la realtà economica e la finanza pubblica, sin da quando essa volgeva al peggio, insieme alle sorti del nostro paese durante la crisi dello spread.
Con una solida e autorevole esperienza nello Stato ai massimi livelli, perché è stato alto funzionario del Senato, della Ragioneria Generale e segretario generale del Ministero delle Comunicazioni, il nostro Salerno Aletta, sin dalle prime avvisaglie dell'eurocrisi, mise in evidenza subito le assurdità del rigore delle norme europee e il cinismo contabile della Germania.
Troppo procicliche erano quelle regole, era solito ribadire anche nelle numerose conferenze cui ha partecipato, in quanto il Patto di Stabilità e il Fiscal Compact peggioravano la situazione dei conti pubblici quando un paese era in difficoltà, mentre non erano in grado di aiutare nel caso opposto, perché esse garantivano la stabilità ma non la crescita.
Oggi, nel 2026, queste posizioni critiche sullo strabismo dell'Europa del 3% e di Berlino sono consolidate e generalmente diffuse come se fosse una cosa scontata, ma quando Guido nel 2010 e nel 2011 scriveva queste cose su Milano Finanza, era in una posizione di discreta solitudine, accompagnato da grandi figure quali Paolo Savona, a cui spesso si ispirava, o Giuseppe Guarino, anch'egli molto critico con l'Unione dei Trattati. Non era affatto in cattiva compagnia.
Il suo modo di concepire con rigore e sapienza da scrittore il lavoro di commentatore dei fatti dell'economia e della finanza, ha influenzato anche molte posizioni dei partiti che si sono succeduti negli ultimi anni al governo in Italia senza provenire da quella che era la Prima Repubblica, che lui ha conosciuto nei gangli più profondi.
Così come la sua grande conoscenza delle regole di bilancio gli ha permesso di partecipare dalla prima ora alla campagna sul Tagliadebito della Repubblica italiana che questo giornale da anni porta avanti. Sapeva bene che conoscere per deliberare non era solo un adagio einaudiano ma anche un atteggiamento mentale, nel caso della complessità delle norme nazionali qualità necessaria.
La sua capacità di estendere un raggio d'azione prezioso e apprezzato svariava dalla politica monetaria, dove criticava la zoppìa di quella europea, priva di un Tesoro unico, all'incapacità del presidente francese Emmanuel Macron di gestire un paese grande e difficile come la Francia, unitamente a quella di investire un delfino in grado di rilevare la sua sempre più esigua eredità.
Ma Guido era anche un grande e reale conoscitore di geopolitica, anche se oggi, come accaduto per i virologi, tutti si spacciano per tali, e dunque questa sua conoscenza lo portava a scrivere molto prima degli altri della rotta delle terre rare, come delle enormi possibilità dell'Africa.
Guido Salerno Aletta era un precursore del pensiero che poi si diffondeva tra gli addetti ai lavori, perché ne esercitava la libera espressione, senza essere mai prono al potente di turno o ai luoghi comuni, ma devoto solo alle regole dell'economia.
Per questo lo ricordiamo con grandissimo affetto e ci stringiamo ai suoi figli e alla sua famiglia. Chi lo ha conosciuto, letto e ammirato ha avuto una grande fortuna, perché ha conosciuto un uomo colto, libero, caloroso. Un amico. (riproduzione riservata)