La Consob ha reso obbligatori gli impegni assunti da Monte Titoli, la cassaforte digitale dei titoli finanziari italiani che fa parte del gruppo Euronext, per superare le criticità emerse durante un'ispezione conclusa nel 2025.
Con la delibera n. 24016 del 28 maggio 2026, l'authority che attende ancora la nomina del successore di Paolo Savona (la delibera è firmata dalla presidente vicaria Maria Chiara Mosca) ha chiuso senza accertamento di violazioni il procedimento sanzionatorio avviato nei confronti della società controllata dal listino paneuropeo di cui fa parte anche Borsa Italiana, subordinando però la chiusura all'attuazione di un ampio piano di interventi.
Al centro delle contestazioni figuravano carenze nella governance societaria, nei flussi informativi verso il consiglio di amministrazione, nella gestione dei conflitti di interesse, nei sistemi di controllo interno, nell'outsourcing infragruppo e nella gestione dei rischi operativi e informatici.
La richiesta più significativa riguarda il rafforzamento dell'autonomia decisionale di Monte Titoli rispetto alle strutture centrali di Euronext. Per questo la società si è impegnata a introdurre un comitato di amministratori indipendenti, rivedere le regole di governance e i flussi informativi verso il consiglio, rafforzare i comitati rischi e audit e potenziare le funzioni di risk management, compliance e internal audit.
Sul fronte operativo, la Consob ha chiesto una maggiore formalizzazione dei rapporti di outsourcing con la capogruppo, controlli più rigorosi sui fornitori, procedure rafforzate per la continuità operativa, la sicurezza informatica e la gestione degli accessi ai sistemi critici.
La commissione monitorerà l'attuazione degli impegni attraverso relazioni periodiche e aggiornamenti bimestrali. In caso di mancato rispetto delle misure, il procedimento potrà essere riaperto e le eventuali sanzioni amministrative potranno essere aumentate del 10%. La decisione rappresenta un segnale dell'attenzione delle autorità italiane verso la tutela dell'autonomia e della resilienza delle infrastrutture finanziarie strategiche nazionali all'interno dei grandi gruppi europei dei mercati. (riproduzione riservata)