Mondiali 2026, business Fifa da oltre 11 miliardi di dollari. Dagli sponsor al turismo: i titoli che ne beneficiano
Mondiali 2026, business Fifa da oltre 11 miliardi di dollari. Dagli sponsor al turismo: i titoli che ne beneficiano
I Mondiali di calcio 2026 si preparano a diventare l'edizione più redditizia della storia. A trainare i ricavi saranno diritti televisivi, sponsorizzazioni, turismo e consumi, con un impatto positivo per compagnie aeree, hotel, piattaforme di prenotazione e grandi marchi globali

di di Giusy Iorlano 10/06/2026 12:26

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I Mondiali di calcio 2026 non saranno soltanto il più grande evento sportivo del pianeta, ma anche un potente motore economico. Secondo l'analisi di David Pascucci, market analyst di Xtb, la competizione che si svolgerà dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico potrebbe segnare nuovi record sotto il profilo finanziario, in un contesto globale caratterizzato da inflazione ancora elevata e da un mercato del lavoro sostanzialmente stagnante.

Fifa verso ricavi record

La Fifa prevede ricavi superiori agli 11 miliardi di dollari nel ciclo legato al torneo, in forte crescita rispetto ai 7,5 miliardi registrati per Qatar 2022. A sostenere il risultato saranno soprattutto i diritti televisivi, che rappresentano circa la metà delle entrate complessive, insieme alle sponsorizzazioni e alle attività di licensing.

L’evento conferma così la crescente capacità del calcio di attrarre investimenti e generare valore economico su scala globale, trasformandosi in una piattaforma commerciale che coinvolge broadcaster, sponsor e grandi marchi internazionali.

Le città ospitanti puntano sul turismo

L’impatto economico per le città nordamericane coinvolte potrebbe oscillare tra 3,5 e 5 miliardi di dollari. Un risultato favorito dalla presenza di infrastrutture sportive già esistenti, che consente di evitare i costi elevati sostenuti in passato da Paesi come Qatar, Brasile e Sudafrica per la costruzione di nuovi impianti.

A sostenere l’economia locale contribuirà soprattutto l’arrivo di oltre un milione di visitatori unici, con una forte crescita della spesa in alberghi, ristoranti, trasporti e servizi turistici.

Gli sponsor che dominano il business del torneo

I Mondiali rappresentano una vetrina strategica per alcuni dei principali gruppi multinazionali. Tra i protagonisti figurano innanzitutto Adidas, partner storico della Fifa e fornitore del pallone ufficiale della competizione.

Accanto ad Adidas c’è Nike, che veste molte delle nazionali più seguite al mondo, tra cui Francia, Brasile e Stati Uniti, e che tradizionalmente beneficia dell’aumento delle vendite di maglie, scarpe e merchandising durante il torneo.

Tra gli sponsor globali figura anche Coca-Cola, partner Fifa di massimo livello, che gode di un’importante visibilità commerciale e di un accesso privilegiato ai canali di vendita all'interno degli stadi.

Nel comparto beverage è coinvolta anche Anheuser-Busch InBev, proprietaria del marchio Budweiser, che gestisce i diritti di branding e vendita di bevande nelle fan zone e nelle aree ufficiali della manifestazione.

Completa il gruppo dei principali partner Visa, che detiene l’esclusiva per i pagamenti elettronici all'interno dei siti ufficiali Fifa e degli stadi.

Le aziende che beneficiano dell’indotto

L’effetto Mondiale non riguarda soltanto gli sponsor ufficiali. Le compagnie aeree nordamericane, come Delta Air Lines, United Airlines e Air Canada, potrebbero registrare un forte aumento delle prenotazioni sia sui voli intercontinentali sia sulle tratte interne.

Anche il comparto alberghiero e delle prenotazioni online è destinato a beneficiare dell'evento. Piattaforme come Booking.com e Airbnb, insieme a gruppi come Marriott International, potrebbero beneficiare di un forte incremento della domanda, con tariffe alberghiere in forte crescita nelle città ospitanti.

Il punto su occupazione e lavoro

I Mondiali 2026 potrebbero generare oltre 100 mila posti di lavoro a tempo pieno o equivalenti tra occupazione stabile e contratti stagionali. Il settore dell’hospitality e dell’accoglienza assorbirà circa il 60% delle nuove assunzioni, coinvolgendo alberghi, ristorazione e servizi ai visitatori. Opportunità sono attese anche nei trasporti, negli aeroporti, negli stadi e nel comparto tecnologico, con una crescente domanda di personale per telecomunicazioni, broadcasting e gestione delle reti 5G. L’aumento dei consumi legato all’evento potrebbe inoltre contribuire a mantenere elevate le pressioni inflazionistiche. (riproduzione riservata)