Moderna, una fuga di notizie fa crollare le azioni in borsa: cosa succede al colosso Usa del pharma
Moderna, una fuga di notizie fa crollare le azioni in borsa: cosa succede al colosso Usa del pharma
Dopo il boom grazie al farmaco anti-Covid, l’azienda Usa è tornata a crescere grazie all'oncologia. L’analisi degli esperti

di Alessandro Rigamonti 23/10/2026 14:02

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Moderna, la società biotecnologica statunitense, sta vivendo una seconda giovinezza, ma si iniziano a intravedere i primi cedimenti. Nel settembre del 2021, grazie alla produzione del vaccino per il Covid-19, l’azienda aveva toccato i 181,5 miliardi di dollari di capitalizzazione. Poi, con la fine della pandemia, il titolo si era più che dimezzato, ma dalla fine di agosto era tornato a crescere, fino a raggiungere i 90 miliardi di market cap, grazie all’annuncio di un prodotto che contrasta il melanoma.

Il 22 ottobre il rally si è interrotto: titolo è tornato a scendere (-17,5%) dopo la fuga di notizie dei dati clinici parziali del suo vaccino contro il cancro. E adesso gli investitori hanno dubbi sul reale potenziale della società. Ma andiamo con ordine.

Il core business di Moderna

L’andamento di Moderna è legato alla tecnologia che rappresenta anche il suo ticker in borsa: mRna. Nel 2021 la società aveva utilizzato questa tecnica per creare i vaccini contro il coronavirus in tempo rapido. Forti anche dell’esperienza acquisita durante la pandemia, Moderna lo scorso agosto ha annunciato risultati positivi di uno studio di Fase 3 su un vaccino innovativo contro il melanoma, sviluppato insieme a Merck, che contrasta il ritorno della malattia e riduce il rischio di metastasi in altre parti del corpo.

Una svolta nelle cure tumorali che, il giorno dell’annuncio, ha fatto schizzare del 176% il titolo della casa biotecnologica. «Il risultato è estremamente importante per l’oncologia personalizzata e per le prospettive di sviluppo di Moderna», spiega a Milano Finanza Gianpaolo Nodari, ad di J. Lamarck, società di consulenza finanziaria specializzata nell'investimento indipendente nel settore Biotech e Pharma. «Il primo è la validazione clinica della tecnologia a mRNA in oncologia. Il successo concreto di uno studio di sperimentazione avanzato rafforza la credibilità e la potenzialità dei vaccini terapeutici personalizzati contro il cancro. Inoltre, se l’approccio riuscisse a dimostrare efficacia anche in altre indicazioni, il mercato potenziale potrebbe ampliarsi significativamente». E aggiunge: «Dopo le difficoltà legate al mercato dei vaccini contro il Covid, un programma oncologico di successo potrebbe contribuire a diversificare i ricavi e a valorizzare la piattaforma tecnologica dell’azienda».

La altre ragioni della crescita in borsa

C’è anche una motivazione «tecnica» per la recente crescita di Moderna: l'inclusione a inizio ottobre nell'indice Nasdaq-100 al posto di Warner Bros Discovery (uscita dopo l’acquisizione da parte di Paramount Skydance) ha portato i fondi come gli Etf che replicano l'indice ad adeguare i portafogli, generando acquisti aggiuntivi sul titolo.

Inoltre, gli investitori stanno puntando sulle grandi società biotecnologiche perché, come anticipato dal New York Times, il National Institutes of Health americano sta pianificando una collaborazione pubblico-privata per accelerare lo sviluppo di vaccini contro il cancro.

La fuga di notizie

Ma una fuga di notizie ha interrotto il cammino di Moderna. Fino al pomeriggio del 22 ottobre, il titolo era salito di oltre il 530% dall’inizio dell’anno. Poi, a insaputa dell’azienda, sono stati rivelati i dati parziali del vaccino contro il melanoma e le azioni hanno iniziato a crollare in borsa, nonostante i risultati siano soddisfacenti. Questa fuga di notizie ha costretto l’azienda a pubblicare in anticipo l’intero studio.

Secondo le rilevazioni cliniche, il vaccino personalizzato, abbinato all’immunoterapia Keytruda di Merck, ha ridotto del 42% il rischio di recidiva o di decesso in alcuni pazienti affetti da melanoma, rispetto alla sola somministrazione di Keytruda. Inoltre, i dati hanno dimostrato che l’iniezione in combinazione con Keytruda ha ridotto del 38% il rischio di metastasi o di decesso, rispetto alla sola immunoterapia. Infine, le società hanno affermato che l’82% dei pazienti che ha ricevuto il vaccino contro il cancro insieme a Keytruda è vivo e senza recidive a due anni dalla somministrazione, rispetto al 70% di coloro che hanno ricevuto solo Keytruda. E allora cosa è successo?

Il titolo resta incerto

Moderna, insieme a Merck, si è messa a studiare il vaccino per contrastare altri tumori, come il carcinoma polmonare non a piccole cellule, quello alla vescica e quello alle cellule renali. Ma il titolo rappresenta il vero valore della società? «Rischio e incertezza rimangono alti», analizza Giancarlo Giudici, co-direttore del Programma Executive in Finance di Polimi GSoM. «Il target price medio indicato dagli esperti è 123 dollari, contro un prezzo di mercato che si aggira intorno ai 200. C'è quindi il rischio concreto di una bolla speculativa».

Tutti gli occhi sono puntati sulle prossime fasi di sviluppo del farmaco contro il melanoma. «La notizia rappresenta un catalizzatore potenzialmente importante per Moderna e per l’intero comparto biotech, ma la vera opportunità di lungo periodo dipenderà dalla capacità di trasformare il risultato clinico in un prodotto commercialmente sostenibile e di replicare il successo in altre forme di tumore», conclude Nodari. Moderna e Merck, dopo aver anticipato i dati clinici, dovrebbero chiedere l'approvazione regolatoria del vaccino il prossimo anno. (riproduzione riservata)