Rendere Milano il punto di riferimento per la governance dell’intelligenza artificiale a livello globale. L’idea è dell’American Chamber of Commerce in Italia (AmCham Italy) che ha elaborato un position paper, presentato il 27 luglio, con un obiettivo: candidare il capoluogo lombardo a ospitare una futura agenzia delle Nazioni Unite per la governance etica dell’AI.
«Ospitare in Italia la governance di una tecnologia sviluppata in larghissima parte negli Stati Uniti sarebbe la prova di un’alleanza viva, capace di unire la forza dell’innovazione americana e la nostra idea di sviluppo tecnologico centrato sulla persona», ha osservato Stefano Lucchini, presidente di AmCham Italy.
La scelta di Milano non è casuale. La città è già il polo di riferimento per l’innovazione in Italia: nel primo semestre 2026 il 61% dei capitali di rischio investiti sono finiti in Lombardia, grazie proprio al traino delle startup con sede a Milano. «L’hub attirerebbe investimenti in ricerca e sviluppo che formerebbero talenti e genererebbero domanda, dando vita a nuove startup. È un circuito che si autoalimenta», ha aggiunto Claudio Bassoli, presidente del comitato AI di AmCham Italy e ad di Hpe Italia.
In più, il capoluogo lombardo dispone delle infrastrutture necessarie all’AI, con 33 data center attivi che corrispondono al 68% della potenza installata nella Penisola. Senza contare gli 83 nuovi progetti promossi da 30 aziende, dal valore di circa 25 miliardi, in via di realizzazione in Italia entro il 2028, molti dei quali sorgeranno sempre a Milano.
Di recente la città meneghina ha già tentato di accaparrarsi un’agenzia: l’Ema, Agenzia europea dei medicinali, che però è andata ad Amsterdam. «Milano e la Lombardia hanno sempre saputo raccogliere sfide ambiziose, da Expo alle Olimpiadi, fino alla competizione per Ema», ha ricordato Raffaele Cattaneo, sottosegretario alle Relazioni internazionali ed europee di Regione Lombardia, «per questo non considero fuori scala l’idea di ospitare un hub internazionale per la governance etica dell’AI».
L’agenzia in questione, tuttavia, ancora non esiste. Di conseguenza, l’auspicio dell’American Chamber of Commerce è che la proposta raccolga il supporto trasversale della politica, dal livello cittadino a quello regionale e nazionale, per trasformarla in un progetto concreto. Il position paper indica infatti una roadmap che prevede innanzitutto l’istituzione di una cabina di regia nazionale, promossa dal governo e con il coinvolgimento del Comune di Milano e della Regione Lombardia.
Dopodiché, l’Italia dovrebbe produrre un dossier ufficiale per candidare Milano al ruolo di hub dell’AI e promuoverlo nelle principali sedi diplomatiche (G7, Onu, Ocse, Unesco) in modo da costruire fin da subito una coalizione intorno alla proposta italiana. (riproduzione riservata)