Milano capitale mondiale dell’AI, firmato il Manifesto per la candidatura Onu. Si muovono anche Cina e Corea
Milano capitale mondiale dell’AI, firmato il Manifesto per la candidatura Onu. Si muovono anche Cina e Corea
Il progetto di Milano come capitale dell'AI etica, nato da AmCham Italy, ora cerca un sostegno trasversale. Il 9 novembre la presentazione ufficiale alle istituzioni

di Sara Bichicchi  12/10/2026 16:42

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Prende forma il progetto di Milano capitale mondiale dell’AI etica. L’idea, lanciata in estate dall’American Chamber of Commerce in Italia (AmCham Italy), è diventata un Manifesto firmato il 12 ottobre 2026 in occasione dell’assemblea annuale di Assolombarda. «Al Manifesto aderiscono una ventina di personalità eminenti della società civile milanese, tutti i rettori delle università di Milano e importanti imprenditori, con inoltre il forte sostegno di Assolombarda e Confcommercio», racconta Simone Crolla, consigliere delegato di AmcCham Italy. Il prossimo step sarà il 9 novembre, quando il comitato promotore MilanoAI presenterà ufficialmente la candidatura del capoluogo lombardo come sede di una futura agenzia Onu alle istituzioni.

I numeri di Milano 

«Milano è la capitale economica d’Italia, oltre a essere una delle capitali economiche europee. È una città in continua espansione, con un ecosistema che cresce più dell’1%. Inoltre, sta vivendo un forte sviluppo nell'infrastruttura legata all'intelligenza artificiale, come dimostra la crescita dei data center e di tutto l'indotto», specifica Crolla. «L’Europa, l'Italia e in particolare Milano si trovano inoltre in una posizione baricentrica rispetto ai due poli in cui si sviluppa l'AI di frontiera: San Francisco negli Stati Uniti e la Cina».

Di qui la convinzione che la città abbia tutte le carte in regola per essere il punto di riferimento globale della governance dell’intelligenza artificiale.  Assolombarda stima infatti per il 2026 una crescita del pil milanese dell’1,2% (a fronte dell’1% nazionale). Nel 2024 gli investimenti di private equity in imprese lombarde si sono avvicinati ai 9 miliardi, il 60% del totale nazionale. In più, sette data center nell’area milanese hanno ricevuto il riconoscimento di interesse strategico nazionale.

Il ruolo della politica

Ora la palla passerà alle istituzioni, a cui sarà richiesto di sostenere Milano. Finora a farsene carico è stato Giulio Centemero (Lega), che a settembre ha partecipato all’81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York come presidente dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Ma il dossier ha bisogno di un supporto più ampio. 

«Ci auguriamo questo progetto unisca la politica a destra a sinistra. Si tratta di un'iniziativa di cui beneficerebbero Milano e l'Italia con risvolti pratici e concreti», è l’appello di Crolla. «Siamo stati i primi, come società civile, a portare il tema della governance dell’AI a questo livello. Abbiamo un vantaggio competitivo che la politica deve cogliere. La presidente Giorgia Meloni oggi (all’assemblea Assolombarda, ndr) ha dimostrato di voler cogliere questa opportunità».

Le mosse di Cina e Corea 

Anche perché nel frattempo i primi concorrenti hanno iniziato a muoversi. «Il primo governo a proporre una propria struttura è stato quello della Cina, che ha promosso un’alleanza per la governance dell'AI a cui hanno già aderito oltre venti Paesi dell'area Indo-Pacifica», avverte Crolla. «Poi c'è stato un tentativo della Corea in sede Onu e, di recente, su iniziativa di Norvegia, Finlandia e della Commissione europea è stata approvata una mozione all'Assemblea generale Onu per chiedere di istituire un percorso per creare un'agenzia». 

L’iter potrebbe entrare nel vivo nel 2027, dopo l’avvio del mandato del prossimo segretario generale dell’Onu a gennaio e la seconda sessione del Global Dialogue in programma a New York a maggio. (riproduzione riservata)