Microsoft offre l’uscita volontaria a 60mila dipendenti: esclusi data center e vendite
Microsoft offre l’uscita volontaria a 60mila dipendenti: esclusi data center e vendite
Il colosso tecnologico introduce un programma di uscita volontaria per i dipendenti negli Stati Uniti, in Canada, India e Regno Unito. L’iniziativa punta a rendere più flessibile la struttura aziendale senza ricorrere a una nuova ondata di licenziamenti

di di Giusy Iorlano 26/10/2026 17:44

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Microsoft offre incentivi per l’uscita volontaria a circa 60mila dipendenti, secondo una nota inviata al personale. Il programma riguarda team selezionati in quattro Paesi e rappresenta un nuovo tentativo del gruppo di ridimensionare e riorganizzare la forza lavoro senza procedere con licenziamenti generalizzati.

L’iniziativa interessa dipendenti negli Stati Uniti, in Canada, India e Regno Unito, come ha confermato un portavoce dell’azienda. Non tutte le divisioni potranno però aderire: tra i gruppi esclusi figurano quelli che si occupano di data center, vendite e marketing.

Microsoft punta sulla flessibilità della forza lavoro

Il programma di uscita volontaria si inserisce nella strategia di Microsoft per adattare la propria organizzazione alle nuove esigenze aziendali, offrendo ai dipendenti selezionati la possibilità di lasciare l’impresa attraverso un percorso incentivato.

«L’offerta di uscita volontaria riflette un aspetto importante del nostro approccio al cambiamento: creare maggiore flessibilità e, ove possibile, più opportunità per i dipendenti di plasmare il loro futuro professionale», ha dichiarato Amy Coleman, vicepresidente esecutiva e Chief People Officer di Microsoft, in un memo ai dipendenti.

Microsoft in Borsa, titolo in rialzo dell’1,1%

Sul fronte dei mercati finanziari, le azioni Microsoft registrano un rialzo dell’1,1% nella seduta del 26 ottobre intorno alle 17:30. Il movimento si inserisce in una seduta in cui gli investitori continuano a monitorare le strategie operative e organizzative dei grandi gruppi tecnologici.

L’offerta di uscita volontaria mostra come Microsoft stia cercando di conciliare la riorganizzazione interna con la necessità di incrementare gli investimenti nei data center per far fronte all’elevata domanda legata all’intelligenza artificiale, fornendo servizi cloud ad aziende come Anthropic, OpenAI e molte altre, mettendo allo stesso sotto pressione le finanze del gruppo

Il colosso di Redmond ha già licenziato 15mila persone nel 2025 e a maggio 2026 ha dichiarato di voler offrire un’opzione di uscita volontaria al 7% dei lavoratori negli Stati Uniti. Ancora, lo scorso luglio Microsoft ha annunciato che anche la divisione Xbox si prepara a tagliare circa 3.200 posti di lavoro, il 20% del totale. Le uscite avverranno entro la fine dell’anno, nell’ambito di un generale processo di riallocazione delle risorse che porterà alla dismissione di quattro società di produzione. Sono inoltre in corso trattative per fare lo stesso con una quinta azienda. Nel complesso si è trattato di una sforbiciata da 6.400 posti di lavoro (di cui quasi 5mila solo a luglio 2026).

Ma non è solo Microsoft. Anche Amazon, Meta e Oracle hanno effettuato ampie riduzioni dell’organico nei mesi passati, mentre continuano a destinare cifre da capogiro allo sviluppo dell’intelligenza artificiale: gli investimenti cumulati dei principali player dovrebbero arrivare a 700 miliardi di dollari quest’anno.  (riproduzione riservata)