Microsoft licenzia quasi 5 mila persone: via il 20% dello staff Xbox. Cedute quattro società di produzione di videogiochi
Microsoft licenzia quasi 5 mila persone: via il 20% dello staff Xbox. Cedute quattro società di produzione di videogiochi
A maggio 2026 la società aveva previsto opzioni di uscita volontaria per il 7% dei dipendenti negli Usa. Xbox paga margini troppo deboli e la volontà di Microsoft di dirottare risorse sull’AI

di Sara Bichicchi e Andrea Bonfiglio (MF-Newswires) 06/07/2026 17:20

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Tornano i licenziamenti in Microsoft. Il taglio coinvolge circa 4.800 dipendenti, ovvero il 2,1% della forza lavoro a livello globale. E l’impatto, secondo quanto riportato da diverse testate internazionali, sarà duro soprattutto per Xbox, la divisione dedita alla produzione di videogiochi e console. 

Il colosso di Redmond ha già licenziato 15 mila persone nel 2025 e a maggio 2026 ha dichiarato di voler offrire un’opzione di uscita volontaria al 7% dei lavoratori negli Stati Uniti. Anche Amazon, Meta e Oracle hanno effettuato ampie riduzioni dell’organico nei mesi passati, mentre continuano a destinare cifre da capogiro allo sviluppo dell’intelligenza artificiale: gli investimenti cumulati dei principali player dovrebbero arrivare a 700 miliardi di dollari quest’anno. Per Microsoft le spese in conto capitale (capex) stimate per l’anno fiscale terminato il 30 giugno 2026 arrivano fino a 190 miliardi.

I tagli su Xbox

Nel caso di Microsoft, la divisione Xbox si prepara a tagliare circa 3.200 posti di lavoro, il 20% del totale. Le uscite avverranno in parte subito e in parte nei prossimi mesi, nell’ambito di un generale processo di riallocazione delle risorse che porterà alla dismissione di quattro società di produzione. Sono inoltre in corso trattative per fare lo stesso con una quinta azienda.

È quanto riportano diverse testate internationali, menzionando una nota diffusa internamente alla società da Asha Sharma, ceo di Xbox. Nel messaggio si precisa che «il business non gode di buona salute» dal momento che i margini di Xbox si collocano tra le tre e le dieci volte sotto quelli dei peer.

Ulteriori licenziamenti interessano le divisioni vendite, come effetto dei cambiamenti nel modo in cui vengono sviluppati i prodotti e delle esigenze dei clienti, come sostiene la chief people officer Amy Coleman nel memo. Nel complesso si parla di una sforbiciata da 6.400 posti di lavoro (di cui quasi 5.000 a luglio 2026).

Il futuro delle società di produzione

Come effetto del piano, gli studi Compulsion Games e Double Fine Productions torneranno a essere indipendenti. Ninja Theory e Undead Labs, entrati in Microsoft nel 2018, hanno invece stipulato accordi per passare sotto una nuova proprietà. Arkane Studios, con sede in Francia, confluita in Microsoft tramite l’acquisizione di ZeniMax Media per 8,1 miliardi nel 2021, è in contatto con il consiglio di fabbrica per valutare le opzioni strategiche.

«Decisioni come queste non sono mai facili, e vi garantisco che stiamo costantemente cercando modi per ridurre la necessità di licenziamenti», ha scritto Coleman. «Allo stesso tempo è vero che l’AI sta cambiando il modo in cui si lavora. Alcune delle attività che svolgiamo quotidianamente possono ora essere automatizzate e questo significa che tutti noi dobbiamo continuare ad apprendere, acquisire nuove competenze e adattarci all’evoluzione del lavoro». 

Non solo Microsoft

I tagli annunciati da Microsoft seguono il maxi round di licenziamenti di Oracle, che a giugno 2026 ha deciso di lasciare a casa ben 21 mila dipendenti per dirottare più risorse sull’AI. A maggio Paypal ha eliminato circa 4.800 posti di lavoro, con l’intenzione di ridurre l’organico del 20% nel giro di tre anni. Ad aprile Meta ha comunicato un piano di esuberi che coinvolger nel complesso 8 mila lavoratori, pari al 10% del totale. Infine, Amazon: il gruppo, che detiene il record di spesa per l’AI con 200 miliardi di dollari di investimenti previsti nel 2026, a gennaio ha confermato il licenziamento di circa 16 mila persone dopo aver tagliato 14 mila posizioni nel 2025. (riproduzione riservata)