Il colosso dei semiconduttori Usa, Micron Technology, ha registrato un aumento di quindici volte dell'utile trimestrale, spingendo al rialzo il titolo del gruppo da 1.300 miliardi di dollari di capitalizzazione e galvanizzando Nikkei e Kospi giovedì.
La società statunitense ha comunicato che l'utile netto è salito a 28,2 miliardi di dollari nel trimestre fiscale chiuso il 28 maggio, rispetto agli 1,9 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente. Il risultato ha superato di 4 miliardi di dollari le stime di Wall Street grazie all'espansione dei margini.
I conti hanno innescato un rally del titolo, salito del 16% nelle contrattazioni after-hours a New York, riportando la capitalizzazione di mercato intorno a 1.300 miliardi di dollari e recuperando le perdite accusate durante la recente correzione dei tecnologici a Wall Street. Il titolo ha chiuso mercoledì a 1.213 dollari, Deutsche Bank lo vede a 1.550, Morgan Stanley a 1.200, Goldman Sachs a 1.100, JP Morgan a 1.540, Citi a 1.400 dollari.
I futures sul Nasdaq 100 indicano un'apertura in rialzo del 2%. In Asia, il Nikkei 225 è balzato del 4,6%, mentre il produttore di memorie Kioxia ha guadagnato un ulteriore 8%, portando il rialzo da inizio anno a circa il 780%.
Anche il mercato sudcoreano ha beneficiato dell'entusiasmo per il settore: il Kospi è salito del 5,5%, con SK Hynix in progresso dell'11% dopo aver annunciato un piano per raccogliere 29 miliardi di dollari attraverso la quotazione di American Depositary Receipts (Adr) sul Nasdaq il prossimo mese.
I risultati record di Micron confermano come la carenza di memorie utilizzate nei server che addestrano e ospitano i principali modelli di intelligenza artificiale stia facendo impennare i prezzi del settore. Nel trimestre chiuso a maggio i ricavi del gruppo sono aumentati del 350%, raggiungendo 41,5 miliardi di dollari. Per il trimestre in corso, Micron prevede vendite intorno ai 50 miliardi di dollari, ben al di sopra dei 43,7 miliardi attesi dagli analisti interpellati da Visible Alpha.
L'exploit arriva dopo settimane di forte volatilità per i titoli dei produttori di chip, protagonisti del rally di Wall Street per gran parte del 2026 ma recentemente penalizzati da prese di profitto.
I prezzi delle memorie sono aumentati rapidamente quest'anno dal momento che questi componenti sono diventati uno dei principali colli di bottiglia nella costruzione dei data center dedicati all'intelligenza artificiale. I chip prodotti da aziende come Nvidia e AMD richiedono infatti memorie ad alta larghezza di banda (HBM), realizzate da pochi operatori tra cui Micron, per gestire i carichi di lavoro necessari all'addestramento e all'esecuzione dei modelli di AI più avanzati.
A testimonianza della forte domanda e della scarsità dell'offerta, il margine lordo adjusted è balzato all'84,9% nel trimestre di maggio, rispetto al 39% registrato un anno prima. La società prevede inoltre che il dato possa salire ulteriormente all'86% nel trimestre in corso, circa un punto percentuale sopra le aspettative del mercato.
«Nvidia ha colto il momento dell'intelligenza artificiale alcuni anni fa grazie alle sue Gpu. Oggi le memorie non sono mai state una componente così preziosa dell'intera infrastruttura di calcolo», ha dichiarato Manish Bhatia, vicepresidente esecutivo delle operazioni globali di Micron.
In una novità per il settore, Micron ha inoltre siglato 16 accordi strategici di lungo termine con alcuni dei suoi principali clienti. Per la prima volta tali contratti prevedono pagamenti anticipati per miliardi di dollari per garantirsi le forniture future di memorie.
Il produttore statunitense, insieme alla sudcoreana SK Hynix e a Samsung Electronics, domina il mercato mondiale delle memorie ed è diventato uno dei principali beneficiari della corsa agli investimenti nell'infrastruttura AI. Quest'anno Amazon, Meta, Microsoft e Alphabet dovrebbero investire complessivamente 725 miliardi di dollari nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Tutte e tre le principali società del settore hanno superato nel 2026 la soglia di 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, confermando il ruolo centrale delle memorie nella nuova corsa globale all'AI. (riproduzione riservata)