Micron Technology è come il titolo più conveniente tra le principali società americane dei semiconduttori. Il gruppo presenta infatti un rapporto prezzo/utili forward di appena 3,72, il più basso tra le dieci aziende del comparto considerate nella classifica, che misura il rapporto tra il prezzo delle azioni e gli utili attesi nei prossimi dodici mesi.
Il dato arriva dopo una seduta particolarmente difficile per il settore. Giovedì 5 novembre le azioni Micron hanno perso oltre il 17%, travolte da un’ondata di vendite che ha coinvolto anche gli altri produttori di chip e le società legate all'intelligenza artificiale. A pesare sono i dubbi sulla sostenibilità degli investimenti nelle infrastrutture AI e il timore che una maggiore attenzione politica possa rallentare lo sviluppo dei data center e la relativa spesa tecnologica.
Il multiplo di 3,72 significa che il mercato valuta Micron meno di quattro volte gli utili attesi per i prossimi dodici mesi. La società presenta anche il Quant Rating più elevato tra i dieci titoli analizzati, con un punteggio di 4,99, equivalente a strong buy (comprare a mani basse).
La valutazione quantitativa favorevole si confronta però con alcune criticità. Oltre alla debolezza generale del comparto, Micron deve affrontare questioni specifiche legate alle proprie attività produttive. Secondo alcune indiscrezioni, il gruppo avrebbe sospeso i lavori per il progetto di uno stabilimento a Taoyuan, a Taiwan, a causa di una controversia sul lavoro che si protrae da tempo.
Un elemento che si aggiunge alle preoccupazioni degli investitori sulla capacità del settore di mantenere gli attuali ritmi di crescita, soprattutto alla luce delle ingenti risorse necessarie per sostenere la domanda di infrastrutture dedicate all'intelligenza artificiale.
Al secondo posto tra i semiconduttori e i produttori di apparecchiature quotati negli Stati Uniti si trova Penguin Solutions, con un p/e a 12 mesi di 8,16 e un rating buy (comprare). Segue First Solar, che presenta un multiplo di 11,14 e una valutazione hold (mantenere).
La quarta posizione è occupata da Amkor Technology, con un rapporto prezzo/utili atteso di 12,18 e un rating Hold di 2,58. Subito dopo si colloca Cirrus Logic, a 13,09, anch’essa con giudizio Hold.
Proseguendo nella graduatoria si incontrano Mks, con un p/e di 13,44 e un rating Buy di 3,71, e Skyworks Solutions, a 14,42 e con valutazione hold di 3,44.
Qualcomm si posiziona all’ottavo posto con un multiplo di 15,43 e un rating hold di 3,13. Seguono Kulicke and Soffa Industries, con un P/E di 15,49 e un giudizio buy di 4,03, ed Enphase Energy, che chiude la top 10 con un multiplo di 17,42 e un rating hold di 2,66.
La classifica comprende società di dimensioni molto differenti. Micron capitalizza 742,65 miliardi di dollari, mentre Qualcomm raggiunge 167,72 miliardi. Penguin Solutions si colloca invece su una scala decisamente più contenuta, con una capitalizzazione di 2,24 miliardi di dollari.
La pressione sulle azioni Micron si inserisce in una correzione più ampia del comparto tecnologico. Nella seduta di giovedì Astera Labs ha perso quasi il 20%, Advanced Micro Devices oltre il 17% e Nvidia poco più del 9%.
Il movimento riflette la crescente cautela degli investitori sulle valutazioni raggiunte dai titoli legati all'intelligenza artificiale. Dopo la forte crescita degli ultimi mesi, il mercato sta rivalutando i costi e i tempi di ritorno degli investimenti necessari per espandere la capacità dei data center.
In questo scenario, il basso multiplo di Micron può attirare l’attenzione di chi cerca società con valutazioni contenute rispetto agli utili attesi. Ma un p/e particolarmente basso non equivale automaticamente a un titolo sottovalutato: può anche incorporare aspettative di riduzione degli utili o rischi specifici sull’attività aziendale.
Il dato di Micron resta comunque significativo: nonostante il forte ribasso in Borsa, il gruppo conserva il multiplo più basso e il rating quantitativo più alto tra i dieci titoli della graduatoria. La tenuta delle stime sugli utili sarà determinante per capire se questa distanza rispetto ai concorrenti rappresenti un’opportunità o rifletta rischi che il mercato sta iniziando a prezzare. (riproduzione riservata)