Microdrammi: mini serie, grandi affari
Microdrammi: mini serie, grandi affari
Lanciate per la prima volta in Cina, le mini soap sono diventate un’industria globale che ha superato 11 miliardi di dollari di fatturato. E che raddoppierà entro il 2030

di di Ester Corvi 31/07/2026 20:40

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Catturano l’attenzione del pubblico, lo coinvolgono e creano assuefazione al punto da spingere a vere e proprie maratone video. Sono le caratteristiche dei microdrammi, le mini serie da guardare sullo smartphone, che dopo il grande successo in Asia stanno spopolando anche in America Latina trasformandosi in un fenomeno mondiale, tanto da attrarre l’interesse di colossi come Disney e Netflix. Non solo: in Italia è recente l’annuncio che contenuti di questo tipo verranno resi disponibili su Mediaset Infinity.

Si tratta di serie tv verticali, ideate esclusivamente per il cellulare, con episodi che durano da uno a due minuti e stagioni che possono arrivare a superare le cento puntate. Lanciate per la prima volta in Cina, le mini soap sono diventate un’industria globale che nel 2025 ha superato gli 11 miliardi di dollari di fatturato, cifra destinata ad aumentare progressivamente nei prossimi anni: secondo un report di Maria Rua Aguete, head of media & entertaiment di Omdia, entro il 2030 i ricavi raddoppieranno a 22 miliardi di dollari, di cui 3 miliardi fuori dalla Cina.

I casi ReelShort e DramaBox

A trainare questo boom sono due app che si contendono il primato: ReelShort e DramaBox, il colosso cinese di proprietà di Dianzhong Technology. I contenuti che propongono sono di genere romance-fantasy. «Rispetto alla durata di un film, circa due ore, e dell’episodio di una serie, intorno a trenta minuti, nel caso dei contenuti verticali siamo intorno a un minuto e mezzo. Questo implica una diversa modalità di raccontare le storie. Dal pubblico vengono visualizzati più volte durante la giornata creando un effetto dipendenza, che si autoalimenta» spiega David. W. Zucker, chief creative officer della casa di produzione Scott free production, fondata nel 1995 dai registi Ridley Scott e suo fratello Tony, scomparso nel 2012. Zucker è stato produttore esecutivo di un successo della serialità mondiale come The good wife e, per ricordare i suoi due più recenti impegni, sta seguendo la serie tratta dal film Alien (Alien: Earth) e quella Blade Runner 2099, in uscita tra fine 2026 e inizio 2027. «Dal punto di vista creativo» continua Zucker «il fenomeno dei microdrammi crea nuove opportunità, perché si tratta di riuscire a catturare l’attenzione del pubblico in un lasso di tempo molto breve». Pubblico composto prevalentemente da under 35 e donne, in base ai dati raccolti da Omdia.

Tre fattori di successo

In sintesi, dal punto di vista della domanda, tre sono i fattori che trainano il successo delle miniserie: gli smarphone sono negli Usa, così come in molti altri Paesi, il dispositivo più utilizzato per consumare contenuti video; due terzi della popolazione sotto i 35 anni guarda i video sul cellulare; il multiscreen, cioè l’abitudine di usare lo smarphone mentre si guarda un altro schermo è sempre più diffusa e non riguarda solo i giovani ma ampie fasce di età. Questo spiega il forte aumento dei fruitori medi mensili (mau) dei microdrammi, che dopo la Cina, vede l’Indonesia (con oltre 70 milioni), gli Usa. l’India, il Brasile e il Messico. In Europa al primo posto c’è il Regno Unito, con 8,2 milionidi fruitori. Le loro principali fonti di scoperta e promozione sono i social media come Instagram e Facebook Reels, YouTube Shorts e TikTok.

I vantaggi per i player

Ma per gli operatori dello streaming, che vantaggi offre questo business? Oltre a quello di raggiungere una platea molto vasta, garantisce buoni margini reddituali in tempi brevi, perché se i costi di marketing sono abbastanza elevati, non è così per quelli di produzione, dato che non vengono ingaggiati attori famosi ed esteso è l’impiego dell’intelligenza artificiale per la post-produzione e la sceneggiatura.

Dal punto di vista delle tecniche di monetizzazione, i player fanno ricorso sia agli abbonamenti - dopo un certo numero di episodi gratuiti - sia alla pubblicità. Proprio sull’onda di questo trend, Procter & Gamble, uno dei maggiori inserzionisti Usa, ha lanciato «The Golden Pear Affair», una micro soap da 50 episodi che sarà inizialmente disponibile sui social media e, in seguito, tramite un’app mobile dedicata. C’è da scommettere che molte altre aziende seguiranno il suo esempio. (riproduzione riservata)