Dopo che nella giornata del 4 maggio Game Stop ha presentato la sua offerta per acquisire il colosso dell’e-commerce Ebay, di cui già detiene il 5%, Michael Burry, l’investitore reso celebre dal film «La grande scommessa» sulla crisi del 2008, ha deciso di vendere la sua partecipazione nella società dei videogiochi.
L’offerta di Game Stop è di 125 dollari per azione di Ebay, di cui metà in contanti: un’operazione da 55 miliardi di dollari con un premio del 46% rispetto al prezzo di chiusura di eBay del 4 febbraio, il giorno a partire dal quale la società texana di videogiochi ha iniziato a costruire la sua posizione sul titolo.
Il titolo Game Stop ha chiuso la giornata in cui ha lanciato l’offerta crollando del 10,1% e continuando a scendere nell’after-hours e durante la seduta di oggi, 5 maggio.
Wedbush Securities ha avvertito che l’uscita di Michael Burry dalla partecipazione in Game Stop si traduce nel defilarsi di uno dei rialzisti di lungo periodo più riconoscibili tra gli azionisti e potrebbe essere interpretata come un segnale di scetticismo nei confronti dell’operazione su Ebay in termini di creazione di valore. «Ci aspettiamo una continua volatilità di Game Stop mentre il mercato ha dubbi sulle probabilità del concretizzarsi dell’accordo», ha avvertito l’analista Michael Piccolo.
«Ho venduto l’intera mia posizione in Game Stop», ha scritto Burry in un post su Substack nella serata americana di lunedì 4 maggio. «In qualunque modo la analizzassi, la tesi Instant Berkshire non era mai compatibile con un rapporto debito/ebitda superiore a 5 volte, né accettabile con una copertura degli interessi inferiore a 4 volte».
Burry aveva ipotizzato che operazioni straordinarie potessero trasformare Game Stop in una sorta di Berkshire Hathaway (la società di investimenti di Buffett), ma ha concluso che la struttura del capitale della società dopo l’acquisizione proposta non era compatibile con questa tesi.
«Instant Berkshire non prevedeva neanche lontanamente una leva superiore a 5 volte», ha scritto Burry. «Non confondere mai il debito con la creatività», ha chiosato.
Come riporta Cnbc, Burry ha aggiunto che, alla valutazione proposta, l’esito più probabile sarebbe una leva pari a circa 7,7 volte il rapporto tra debito ed ebitda, un livello che si avvicina a situazioni di difficoltà finanziaria. Ha citato aziende come Wayfair e Carvana come esempi di società che hanno sofferto sotto oneri di debito simili.
Gli analisti di Wedbush inoltre ritengono che GameStop potrebbe non generare abbastanza entusiasmo sull’operazione da compensare la consistente emissione di nuove azioni Game Stop necessaria per completare l’acquisizione di Ebay. (riproduzione riservata)