Mfe, Pier Silvio Berlusconi: ripresa della raccolta pubblicitaria nel secondo semestre. Rai Way? Occasione mancata
Mfe, Pier Silvio Berlusconi: ripresa della raccolta pubblicitaria nel secondo semestre. Rai Way? Occasione mancata
Pubblicità debole nel primo semestre, ma Mfe vede un rimbalzo nella seconda parte del 2026. Il gruppo spinge su connected tv, digitale e raccolta internazionale, mentre prepara una nuova organizzazione per sostenere la crescita europea. Con Prosiebensat già 160 milioni di efficienze

di Nicola Carosielli 09/07/2026 12:53

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Mfe-MediaForEurope prevede di chiudere un anno sostanzialmente stabile sul fronte della raccolta pubblicitaria, grazie a un recupero nella seconda parte del 2026, dopo un primo semestre non particolarmente frizzante alla luce di eventi come Olimpiadi e Mondiali. «Italia e Spagna sono in una situazione di mercato complicata», ha detto il presidente e ceo Pier Silvio Berlusconi, durante l’incontro con la stampa negli studi Mediaset di Cologno Monzese. «L’Italia regge ma, nonostante gli eventi, l’ultimo dato Nielsen di aprile mostra un mercato pubblicitario in leggero calo (-1,8%, ndr)». Berlusconi non si sbilancia in stime, ma pur sottolineando che «nei primi sei mesi facciamo un filo meno del mercato», ha precisato come  «rispetto al futuro, nel secondo semestre, pur con mille variabili difficili da capire – dalla situazione internazionale all’inflazione – rimaniamo positivi».

Stefano Sala: Il nostro business crescerà sempre di più

A margine della conferenza, il ceo di Mfe Advertising, Stefano Sala, ha quindi confermato che in Italia Mfe conta «di fare un anno sostanzialmente flat» ma che ci si aspetta «un rimbalzo». Del resto, dopo un 2025 chiuso praticamente in pareggio, il 2026 sconta il confronto con eventi che l’anno scorso avevano sostenuto la raccolta. La televisione resta sotto pressione, nonostante le stime Upa indichino un mercato complessivo in crescita dell’1,3%. La radio va meglio del mercato, mentre il digitale corre a doppia cifra.

E la connected tv diventa uno dei motori: «Il nostro business crescerà sempre di più», dice Sala, legando la spinta a connected tv, digital e international ad sales. Del resto, Mfe Advertising ha ormai spostato il suo baricentro dalla raccolta nazionale a quella paneuropea, offrendo  campagne su ben 24 Paesi e 580 milioni di clienti nel mondo. «Nel 2021 avevamo 5 Paesi più Mediaset e Spagna, adesso ne abbiamo 24», con una copertura che «raggiunge più di 580 milioni di cittadini europei», ricorda Sala. Che spiega: «Parliamo di 310 televisioni, 775 brand digitali, 235 radio digital audio, 900 milioni di follower e 580 milioni di cittadini». Sostanzialmente un referente unico per l’Europa.

La nuova strategia di Mfe: pronto un nuovo organigramma 

Ciò detto, Mfe va avanti nel proprio progetto. La nuova strategia sarà accompagnata da un nuovo organigramma aziendale che è in fase di ottimizzazione per eseguire la strategia e cogliere i frutti già nel 2027. «La forza di questa nuova organizzazione sta nella sua semplicità – ha spiegato Berlusconi – partiamo da un’integrazione vera per far emergere tutte le sinergie di un gruppo presente in sei Paesi che si rivolge a 200 milioni di persone, di cui già 183 milioni guardano i nostri programmi». «Siamo editori, e torneremo a dare una nuova spinta ai contenuti di tutti i Paesi dove siamo presenti, produrremmo contenuti originali e crossmediali su tv radio e digitale, e costruiremo una piattaforma digitale unica e integrata dove Infinity sarà il frontend (la parte visibile ndr), e la tedesca Joyn il backend (l’infrastruttura che non si vede, ndr)».

Raggiunte già 160 milioni di sinergie con Prosiebensat

Una parte importante del progetto paneuropeo voluto da Berlusconi è certamente la Germania, culminata con la conquista di Prosiebensat. Le sinergie annunciate al mercato si attestano a 261-315 milioni in quattro anni e, su questo fronte, Mfe è già molto avanti (praticamente un anno di anticipo): ne ha realizzate 60 milioni sui costi e altri 100 milioni in termini di maggiori efficienze. «Abbiamo già realizzato 160 milioni di sinergie, più di quelle previste dal piano – e sono fiducioso che potremmo fare anche meglio». L’obiettivo è chiaro, spiega Berlusconi: «Aumentare i margini, non ci interessano i ricavi se non sono redditizi. Per questo abbiamo già venduto 6 attività che esulavano dal core business delle tv, e una settima è in trattative avanzate». Una rimodulazione che dovrebbe portare a una leggerissima flessione dei 6,7 miliardi di ricavi con cui si è chiuso il 2025. Il tutto, mentre Mediaset ha allargato i contenuti dedicati ai bambini: «Boing – di cui abbiamo il 51% del capitale – ha siglato un accordo con il socio di minoranza Warner Bros. Discovery per trasmettere altri 2 canali ovvero K2 e Frisbee», ha detto Berlusconi.

Occasione mancata nelle antenne di Ei Towers

L’appuntamento di ieri è stato anche il momento in cui riflettere sull’ennesima occasione sfumata con Rai Way per la nascita di un polo delle torri tv. Una trattativa praticamente di 11 anni che avrebbe aggregare Ei Towers (40% Mfe e 60% F2i) e Rai Way (65% Rai). «È una grande occasione persa per il Paese, per gli azionisti che avevano una sicura creazione di valore e distribuzione dei dividendi, siamo gli unici in Italia ad avere due reti di antenne tv», ha chiosato Berlusconi. «Ci abbiamo provato in tutti i modi per 11 anni, ma il piano si è arenato per un visione che privilegia questioni fiscali e interessi di breve termine. Credevamo nel progetto di creare una grande infrastruttura italiana, con azionisti italiani, e invece continuiamo ad aprire le porte agli stranieri, di investire e controllare le nostre reti». E ancora: «Le abbiamo provate tutte, eravamo disposti a estendere il contratto fino al 2047, ma non c’è stato modo di trovare un accordo». A questo punto quindi Ei Towers tornerà a concentrarsi sulla crescita organica, pianificando nuovi investimenti per diversificare la propria attività. (riproduzione riservata)