Le incognite della guerra non sono cancellate, ma l’inizio dell’anno sul fronte pubblicitario lascia ben sperare. Così come può definirsi soddisfacente l’andamento del 2025, segnato dalla presa e dal consolidamento della tedesca Prosiebensat, con un utile più che raddoppiato su base annua e una cassa di quasi mezzo miliardo. Sono questi i primi messaggi lanciati dal presidente e ceo di Mfe-MediaForEurope, Pier Silvio Berlusconi, nell’incontro con la stampa tenutosi ieri nella Sala Camana della sede di Cologno Monzese. «Chiudiamo il bilancio il 15 aprile e non posso dare numeri precisi, ma posso dire che l’utile sarà più che raddoppiato rispetto all’anno precedente, che era stato di circa 138 milioni», ha rivelato Berlusconi, sottolineando il lavoro che il gruppo sta compiendo nell’integrazione con Prosiebensat. E che si riflette sia sul fronte della cassa, sia sul fronte di sinergie ed efficienze.
«Nel 2025 abbiamo generato tra Italia e Spagna circa 300 milioni di cassa; secondo le nostre stime, con la Germania potremmo arrivare vicino ai 500 milioni». Sul fronte delle sinergie «siamo più avanti del programmato; quanto ai costi abbiamo già superato l’obiettivo previsto per tutto il 2026», ha sottolineato Berlusconi. «Nel nostro lavoro abbiamo individuato 25 progetti comuni tra Germania, Italia e Spagna, che nel breve e medio periodo porteranno maggiore efficacia ed efficienza», ha aggiunto. Soprattutto, ha spiegato il numero uno di Cologno, «abbiamo già risparmiato anche 20 milioni nel 2026 sul procurement, quindi sugli acquisti; non si tratta di vere sinergie ma di risparmi ottenuti con un diverso approccio industriale».
Il lavoro che Mfe sta facendo entrando nelle maglie di Prosiebensat potrebbe anche portarla a rivedere alcuni temi che in un primo momento apparivano prioritari, come le dismissioni non core. Il «lavoro molto approfondito» che stanno facendo i manager guidati dal ceo di Prosiebensat, Marco Giordani (ora anche chief finance e international business officer del gruppo Mfe), sta inducendo Cologno a rivalutare la strategia. Si pensi al rivenditore di profumi online Flaconi: «Guardando ai fondamentali dell’azienda, per ora continuiamo il percorso, anzi stiamo valutando la possibile espansione in altri mercati, anche potenzialmente in Italia», ha rivelato Berlusconi.
Intanto non si arresta la raccolta pubblicitaria, nonostante le forti tensioni geopolitiche. «In Italia chiuderemo il trimestre con un piccolo segno positivo, con un gennaio positivo, febbraio in linea e marzo positivo», ha rassicurato Stefano Sala, chief global advertising officer di Mfe, spiegando di notare «un aprile positivo, anche in Spagna e Germania: questo ci fa pensare che non ci siano grandi impatti a causa della guerra». Anche Berlusconi ha sottolineato che «sono stati tre mesi faticosissimi in tutti e tre i Paesi, con segnali positivi in tutti e tre a marzo. La prospettiva è di un miglioramento, nonostante questa nuova guerra, quindi non abbiamo warning sulla raccolta pubblicitaria per il mercato e per noi». (riproduzione riservata)