S&P Global Ratings rivede al ribasso le prospettive sul merito di credito di Meta. L’agenzia ha modificato l’outlook da stabile a negativo, confermando il rating a lungo termine AA-. A pesare sulla decisione sono soprattutto le crescenti preoccupazioni legate agli investimenti nell’intelligenza artificiale e al peggioramento del flusso di cassa libero del gruppo.
Secondo S&P, l’elevato livello di spesa in conto capitale (capex) del gruppo fondato e guidato da Mark Zuckerberg alimenta un quadro di incertezza sulla capacità di Meta di sostenere gli investimenti senza compromettere la propria generazione di cassa. L’agenzia guarda in particolare alla capacità del gruppo di monetizzare le risorse destinate all’AI, soprattutto in un contesto in cui anche i principali concorrenti stanno investendo massicciamente nella costruzione di data center e nelle infrastrutture tecnologiche, con effetti negativi sui rispettivi flussi di cassa.
Il nodo, dunque, non riguarda soltanto l'entità degli investimenti, ma soprattutto i tempi necessari affinché questi si traducano in ritorni economici concreti. Nonostante il recente lancio dell'app Muse, basata su agenti di intelligenza artificiale, e dei relativi modelli fondativi, per S&P resta incerto quando queste nuove attività potranno generare ricavi significativi, in grado di superare l'aumento dei costi previsto nei prossimi anni.
La revisione dell'outlook è stata contestata da Meta. Un portavoce del gruppo ha dichiarato che la società non condivide le valutazioni dell'agenzia sulla propria capacità di monetizzare gli investimenti nell'intelligenza artificiale, sottolineando la presenza di importanti opportunità di sviluppo sia sul fronte dei prodotti sia su quello del business. Secondo la società, queste prospettive continuano a sostenere un profilo creditizio particolarmente solido.
Le preoccupazioni di S&P arrivano dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, il 22 ottobre scorso. Meta ha comunicato di prevedere per l'intero esercizio investimenti in conto capitale compresi tra 135 e 145 miliardi di dollari. Nel trimestre, inoltre, il free cash flow è risultato negativo per 2,12 miliardi di dollari: si tratta della prima volta in cui la società registra un dato negativo.
La reazione dei mercati è stata immediata. Dopo la diffusione dei conti, le azioni Meta hanno perso il 7%, nonostante ricavi superiori alle attese. Il titolo ha poi archiviato ottobre con una flessione del 15%, segnando la peggiore performance mensile degli ultimi quattro anni.
A confermare la portata del programma di investimenti è anche il piano di raccolta di capitali annunciato dalla società. Meta intende reperire complessivamente 95 miliardi di dollari per finanziare le proprie iniziative nell'intelligenza artificiale. L'operazione prevede una prima raccolta di 35 miliardi attraverso offerte pubbliche di azioni sottoscritte da intermediari finanziari, seguita da ulteriori 60 miliardi tramite un programma di vendita di titoli direttamente sul mercato.
Guardando ai prossimi anni, S&P prevede che la crescita degli investimenti in conto capitale possa iniziare a stabilizzarsi dal 2028. L'agenzia, tuttavia, si mostra meno convinta rispetto alle precedenti valutazioni sulla possibilità che Meta riesca effettivamente a contenere la spesa nei tempi inizialmente previsti.
Il giudizio riflette così una questione centrale per il settore tecnologico: la sostenibilità finanziaria della corsa all'intelligenza artificiale. (riproduzione riservata)