Anche Mercedes-Benz valuta un possibile ingresso nel settore della difesa, seguendo una tendenza che sta coinvolgendo sempre più gruppi automobilistici europei alle prese con il rallentamento del mercato auto e con il riarmo del continente.
In un’intervista al Wall Street Journal, il ceo Ola Källenius ha spiegato che il costruttore tedesco sarebbe disponibile a svolgere un ruolo nel comparto militare. «Il mondo è diventato un luogo più imprevedibile ed è assolutamente chiaro che l’Europa debba rafforzare il proprio profilo di difesa. Se potessimo avere un ruolo positivo in questo senso, saremmo pronti a farlo», ha dichiarato il manager.
Källenius ha comunque precisato che le attività legate alla difesa resterebbero «una quota minore» del business rispetto alla produzione di auto e veicoli commerciali leggeri, ma potrebbero rappresentare «una nicchia in crescita» capace di contribuire ai risultati economici del gruppo. «Le case automobilistiche sanno costruire macchine in grandi volumi e noi siamo bravi in questo», ha aggiunto.
In realtà Mercedes è già presente indirettamente nel comparto militare. Nel 2021 il gruppo ha scorporato la divisione truck, oggi Daimler Truck, di cui resta il principale azionista e che produce anche mezzi utilizzati per scopi militari. Da anni, inoltre, la casa della Stella commercializza versioni militari del suv Classe G in diversi Paesi.
Le aperture arrivano mentre il settore automotive tedesco attraversa una fase difficile, schiacciato tra il rallentamento della domanda europea, la crescente concorrenza cinese nel premium elettrico e l’impatto dei dazi statunitensi. Mercedes ha visto quasi dimezzarsi l’utile nell’ultimo esercizio, anche a causa di un aggravio da circa 1,2 miliardi di dollari legato alle tariffe Usa.
Secondo il settimanale Der Spiegel, il gruppo franco-tedesco della difesa Knds starebbe inoltre trattando con Mercedes-Benz per un possibile acquisto dello stabilimento di Ludwigsfelde, a sud di Berlino.
Il possibile approdo di Mercedes nella difesa si inserisce in un trend più ampio. Volkswagen ha confermato contatti con aziende israeliane per la produzione di componenti destinati al sistema antimissilistico Iron Dome, mentre Rheinmetall continua ad ampliare la capacità produttiva grazie alla crescita delle spese militari europee. Sempre in Europa, Renault ha deciso di iniziare a produrre droni.
Negli Stati Uniti, invece, General Motors e Ford Motor Company hanno avviato colloqui con l’amministrazione Trump per valutare il supporto produttivo all’industria della difesa.
(riproduzione riservata)