Mercedes punta sulla difesa anti-droni: accordo con la startup Tytan. Così l’auto tedesca guarda al business militare
Mercedes punta sulla difesa anti-droni: accordo con la startup Tytan. Così l’auto tedesca guarda al business militare
Il sistema utilizzerà il furgone Sprinter e le Classe G militari per intercettare droni ostili. Berlino punta sulla capacità produttiva dell’auto per sostenere il riarmo europeo

di Andrea Boeris 10/06/2026 09:30

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La corsa al riarmo europeo continua a coinvolgere sempre più da vicino l’industria automobilistica. Dopo Volkswagen, Renault e altri costruttori che stanno esplorando opportunità nel settore della difesa, anche Mercedes-Benz si prepara a rafforzare la propria presenza in questo mercato attraverso una partnership con la startup bavarese Tytan Technologies, specializzata nella protezione di infrastrutture critiche dai droni ostili.

Secondo fonti vicine al dossier citate dal Financial Times, il gruppo di Stoccarda sta per firmare un memorandum d’intesa con Tytan per sviluppare un sistema mobile di difesa aerea destinato a contrastare i piccoli droni Fpv (First Person View), diventati una minaccia crescente per aeroporti, basi militari e infrastrutture strategiche europee dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

Il sistema Drone Defender

Il sistema, denominato Drone Defender, utilizzerà come piattaforma il furgone Sprinter e una versione militare del celebre fuoristrada Classe G, già impiegata dalle forze armate tedesche. I veicoli saranno equipaggiati con sensori avanzati e droni intercettori sviluppati da Tytan, capaci di neutralizzare i velivoli sospetti sia tramite impatto diretto sia attraverso piccole testate esplosive.

L’obiettivo è realizzare una soluzione molto più economica rispetto ai sistemi antiaerei tradizionali. Il confronto inevitabile è con lo Skyranger di Rheinmetall, efficace contro i droni russi in Ucraina ma caratterizzato da costi superiori ai 10 milioni di euro per veicolo e da tempi di consegna elevati. Fondata nel 2023 da due ex studenti della Technical University di Monaco, Tytan ha già ottenuto dalla Bundeswehr un contratto da quasi 20 milioni di euro per sviluppare un prototipo destinato alla protezione delle basi militari tedesche. L’azienda punta ad avviare la produzione del Drone Defender entro la fine dell’anno e ad arrivare a migliaia di unità annue.

L’automotive tedesco va a caccia di opportunità nella difesa

L’iniziativa si inserisce nella strategia di Berlino volta a mobilitare la capacità produttiva dell’industria automobilistica a sostegno del riarmo europeo. La Germania prevede infatti oltre 750 miliardi di euro di spesa militare entro il 2030 e guarda alle case automobilistiche, alle prese con margini in calo e con la crescente concorrenza cinese, come partner industriali ideali per accelerare la produzione di equipaggiamenti militari.

Negli ultimi mesi Volkswagen ha avviato colloqui con il produttore israeliano Rafael per la realizzazione di componenti del sistema di difesa Iron Dome, mentre il costruttore franco-tedesco di carri armati Knds avrebbe manifestato interesse per capacità produttive oggi inutilizzate di Mercedes.

Il precedente di Renault sui droni, ma la difesa resta una nicchia

Anche Renault ha recentemente annunciato il proprio ingresso nel settore dei droni militari attraverso una collaborazione industriale in Ucraina. Il gruppo francese, tuttavia, ha precisato che il business della difesa resterà limitato e non supererà il 5% del fatturato complessivo. Una soglia fissata per preservare l’integrità del marchio, evitare una trasformazione dell’identità aziendale e mantenere la compatibilità con i criteri Esg adottati da molti investitori istituzionali. Una cautela condivisa anche da Mercedes. L’amministratore delegato Ola Källenius ha recentemente affermato che le attività legate alla difesa potrebbero crescere, ma resteranno una nicchia all’interno del gruppo.

Per Mercedes il ritorno nel settore militare rappresenta in parte un ritorno alle origini. Il costruttore produce già la versione militare della Classe G, nota come Wolf, nello stabilimento austriaco di Graz. Il gruppo ha però ridotto significativamente la propria esposizione al comparto dopo lo spin-off di Daimler Truck nel 2021, che ha separato gran parte delle attività storicamente legate alla produzione per uso militare. (riproduzione riservata)