Il documento politico congiunto firmato a fine maggio dai ministri delle Finanze di Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia e Spagna per influenzare i negoziati sul Misp (Market Integration and Supervision Package) ha provocato qualche mal di testa negli ambienti Consob. In pratica, i sei maggiori Paesi comunitari coinvolti nei mercati finanziari stanno indicando al Consiglio dell'Ue le priorità che vorrebbero vedere nel testo finale della riforma dei mercati dei capitali.
L'obiettivo è accelerare la Savings and Investments Union, il progetto con cui Bruxelles vuole creare un mercato dei capitali più integrato. E qui la novità importante è la creazione della super Esma. Si tratta dell'autorità indipendente dell'Unione Europea con sede a Parigi, istituita nel 2011, che deve tutelare gli investitori e promuovere la stabilità dei mercati finanziari. E dove l’Italia ha un rappresentante. Il punto è che fino ad oggi l’Authority ha operato come elemento di coordinamento, lasciando ampia autonomia ai singoli Paesi, in Italia è il caso di Consob. Ma con il documento della scorsa settimana la situazione cambia. Perché apre la strada che porterà alla nascita di un’Esma rafforzata, con maggiori poteri.
Di conseguenza è logico che questo possa creare qualche timore in seno a Consob, anche perché l’autorità italiana di controllo dei mercati ha mandato gli ispettori lo scorso anno nella sede di Monte Titoli, controllata da Borsa Spa, a sua volta parte del gruppo Euronext. E ora teme che se il controllo sulla holding dei listini partecipata da Cdp (con l’8%) passerà nelle mani di Esma, l’Italia di fatto rischia di essere messa in un angolo. Anche perché dalle analisi degli ispettori sono emerse, fra le altre, carenze nella governance societaria e nei flussi informativi verso il consiglio di amministrazione. Non sono state comminate sanzioni, ma la holding dei listini europei guidata dall’ad Stéphane Boujnah resta osservata speciale. Intanto è in corso uno scontro legale in Italia e in Olanda, dove ha sede Euronext, per la nomina dei vertici di Borsa Spa e di Mts (la società che sovrintende ai titoli di Stato).
Dal canto suo, Borsa Italiana ha emesso una nota in cui spiega che «nell’ambito di un continuo e costruttivo dialogo con le Autorità competenti, ha assunto alcuni impegni volti a rafforzare ulteriormente i presidi di governance».
Gli impegni, prosegue la nota, «non comportano alcun riconoscimento di responsabilità né alcun accertamento di violazioni, ma sono stati assunti in un’ottica di piena cooperazione con l’Autorità competente e al fine di favorire una rapida conclusione del procedimento».
Giulio Centemero, capogruppo della Lega in commissione Finanze alla Camera e fondatore di Sandwich Club, nota che «il dibattito sulla vigilanza non può essere ridotto a una semplice contrapposizione tra livello nazionale ed europeo». La sfida è costruire un «sistema che sia al tempo stesso efficiente, proporzionato e competitivo». Centemero ricorda che il governo ha lavorato negli ultimi anni in questa direzione, «con la creazione della sandbox regolamentare su fintech e insurtech, la Legge Capitali e la riforma del Tuf cercando di rafforzare l’attrattività dell’infrastruttura finanziaria italiana». Una delle sfide per Consob, ora, aggiunge Centemero, è quella di «rendere l’Italia più competitiva per esempio potenziando le sperimentazioni, creando un polo finanziario sperimentale in grado di attrarre capitali». Claudio Borghi, senatore della Lega, ex responsabile del trading azionario Italia a Merrill Lynch, nota che «prima di cedere qualsiasi competenza alla Francia dovremo pensarci bene. Diciamo che sarà opportuno parlarne con il nuovo presidente Consob quando sarà nominato».
Il punto più rilevante del documento firmato dal ministro Giancarlo Giorgetti è «Making Esma fit for future» dove si spiega che si punta a trasferire all’autorità europea la vigilanza diretta sulle infrastrutture di mercato più importanti, le Ccp (Central Counterparties), le camere di compensazione che garantiscono il buon esito delle operazioni finanziarie, i Csd (Central Securities Depositories), i depositari centrali di titoli, alcune grandi piattaforme di trading paneuropee (per esempio Euronext) e più poteri nel settore crypto. I ministri propongono una riforma della governance con un executive board più forte, processi decisionali più rapidi e maggiore indipendenza. La trasformazione di Esma averrà pian piano, precisa il documento, per rendere la trasformazione meno traumatica. Fonti vicine al Mef fanno notare che l'Italia chiaramente difenderà le sue prerogative. (riproduzione riservata)?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????