Meloni striglia l’Europa: «Basta inseguire le crisi, serve una strategia sistemica». Poi vola in Azerbaigian per blindare il gas
Meloni striglia l’Europa: «Basta inseguire le crisi, serve una strategia sistemica». Poi vola in Azerbaigian per blindare il gas
Nel pomeriggio la missione a Baku per rafforzare il partenariato energetico: il gas azero copre oggi il 17% del fabbisogno italiano

di Anna Di Rocco 04/05/2026 13:10

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Passare dalla reazione alla capacità di anticipare una «policrisi». È su questo passaggio che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, costruisce il suo intervento alla Comunità Politica Europea di Yerevan in Armenia, provando a spostare il baricentro del dibattito europeo: non più solo gestione delle emergenze, ma prevenzione sistemica degli shock.

Nel forum che riunisce 47 Paesi europei – insieme ai vertici Ue e ai principali attori della sicurezza continentale – la premier italiana propone una lettura integrata delle crisi che l’Europa si trova ad affrontare in questo momento: immigrazione, economia, energia, sicurezza e democrazia sono «tutte legate» e si alimentano reciprocamente. Da qui la necessità di un cambio di paradigma: affrontarle separatamente non basta più.

Il tema dell’energia, in questo quadro, «è sicuramente centrale nel dibattito che stiamo portando avanti in queste settimane, a livello soprattutto di Consiglio europeo», ha sottolineato Meloni a margine dei lavori, specificando che tuttavia «non ho avuto occasione di parlare di spazi di bilancio in questa sede con Ursula von der Leyen, ma come sapete con lei parlo spesso.

Rafforzare la strategia di lungo termine

Il punto, però, è soprattutto uno. «Dobbiamo passare dalla capacità di risposta alla capacità di anticipare», ha affermato Meloni, indicando una linea che ha implicazioni dirette anche per la politica economica europea. Anticipare significa, nelle sue parole, «rafforzare la strategia di lungo termine» e concentrare l’attenzione sulle aree più esposte agli shock: in primis il Mediterraneo.

Non è solo una posizione geopolitica. È anche una proposta operativa: la creazione di un formato di cooperazione dedicato al bacino Mediterraneo, sul modello della stessa Comunità Politica Europea. Un’idea che si inserisce nella strategia italiana di proiezione verso Sud, già visibile sul dossier energia e sulla gestione dei flussi migratori.

Il contesto del vertice – centrato su «unità e stabilità in Europa in tempi di policrisi» – rafforza la lettura italiana. Negli ultimi anni, l’Unione ha dimostrato capacità di reazione, dalla pandemia alla crisi energetica. Ma, secondo Meloni, questo non è più sufficiente in uno «scenario segnato da shock concatenati» e da crescente instabilità.

Sul fronte dei rapporti transatlantici, Meloni ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare la sicurezza europea: «Noi sappiamo che da tempo gli Stati Uniti discutono di un loro disimpegno dall’Europa. È la ragione per la quale penso che dobbiamo crescere nella nostra capacità di dare risposte da questo punto di vista».

Interpellata nel dettaglio sull’ipotesi di un ritiro delle truppe americane dall’Italia, Meloni ha ammesso che si tratterebbe di «una scelta che non condividerei», pur ribadendo che «non dipende da me». A proposito dei rapporti transaltantici, Meloni ha risposto con un cauto «penso di sì» alla possibilità di un incontro con il segretario di Stato, Marco Rubio, nei prossimi giorni a Roma. 

La missione a Baku: il nodo energetico

Non a caso, il passaggio a Yerevan si intreccia con la missione a Baku, dove la premier – sempre lunedì 4 maggio – incontrerà il presidente Ilham Aliyev. L’Azerbaigian rappresenta oggi uno snodo chiave per la sicurezza energetica italiana: secondo fornitore di gas e petrolio, con circa il 16-17% del fabbisogno nazionale coperto. Le importazioni di gas azero avvengono attraverso il Corridoio meridionale del gas, di cui il Trans-Adriatic Pipeline (Tap) rappresenta il tratto finale. Dal 2020 al 2025, sono stati trasportati in Italia via Tap circa 45 miliardi di metri cubi.

La sequenza politica è significativa. In un contesto internazionale segnato da elevata incertezza e instabilità, che incide sulla tenuta delle catene di approvvigionamento e sulla sicurezza dei flussi energetici, Meloni e Aliyev approfondiranno le modalità per consolidare la relazione che lega Roma e Baku, lavorando sulla qualità del partenariato lungo tutta la filiera.


Nel corso dell’incontro, si ragionerà anche sulle modalità per sviluppare ulteriormente il partenariato bilaterale anche attraverso l’organizzazione, nella seconda metà dell’anno, di un Business Forum a Baku, orientato a far emergere nuove opportunità di investimento. Margine anche per affrontare le principali questioni dell’attualità internazionale: dalla guerra in Ucraina fino alla situazione in Iran. (riproduzione riservata)