Chiusa la parentesi pasquale, il Parlamento torna a riunirsi da martedì 7 aprile con un’agenda che metterà a dura prova i ritmi di opposizione e maggioranza. Si parte alla Camera con l’informativa urgente del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sull’utilizzo delle basi militari statunitensi in Italia. Anche se il momento politicamente più rilevante sarà giovedì 9 aprile, con le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attesa annunciare le linee guida del governo per l’ultimo scorcio della legislatura.
Il ritorno in aula – che coincide con la ripresa del confronto sulla riforma della legge elettorale a Montecitorio – avviene in un clima reso più complesso dal tema della sicurezza energetica e dalle ricadute economiche della crisi con l’Iran. Proprio questo scenario ha spinto la premier a una missione lampo di 48 ore nel Golfo Persico, con l’obiettivo dichiarato di tutelare gli interessi italiani in una fase di crescente instabilità.
Le comunicazioni della presidente del Consiglio rappresentano il passaggio centrale della settimana parlamentare. Giorgia Meloni ha accettato di riferire anche sugli effetti politici del referendum sulla giustizia del 22 e 24 marzo. L’esito del voto, segnato dalla vittoria del No ha avuto un impatto significativo sugli equilibri della maggioranza, alimentando tensioni interne, dimissioni di peso e ipotesi di elezioni anticipate, poi rientrate con il mini-rimpasto.
La linea scelta dalla premier è quella della continuità: rilancio dell’azione di governo a partire da misure immediate, come il secondo decreto carburanti – con la proroga del taglio delle accise fino al 1° maggio – e una più intensa iniziativa diplomatica nel Golfo. L’intervento in Parlamento è previsto alle 9 di giovedì 9 aprile, prima alla Camera e poi al Senato. Non sono previste votazioni al termine delle comunicazioni, scelta criticata dalle opposizioni.
Prima delle comunicazioni della premier, l’attenzione sarà rivolta al titolare di Palazzo Baracchini, Guido Crosetto, chiamato a chiarire nuovamente sull’uso delle basi Nato in Italia da parte delle forze statunitensi nel contesto della crisi con l’Iran.
Al centro del dibattito c’è il caso della base di Sigonella, dopo il rifiuto italiano di autorizzarne l’impiego come scalo per bombardieri diretti verso il Golfo. Secondo la ricostruzione del governo, la decisione è stata presa nel rispetto degli accordi internazionali: l’uso delle basi è automatico solo per attività logistiche o di addestramento, mentre operazioni militari richiedono un via libera esplicito dell’esecutivo. In questo caso, la richiesta statunitense sarebbe arrivata quando i velivoli erano già in volo, portando al diniego di Palazzo Chigi.
L’episodio non avrebbe incrinato i rapporti con Washington, ma ha riacceso il confronto politico interno. La linea del governo resta quella di valutare caso per caso, con la possibilità di coinvolgere il Parlamento qualora si tratti di operazioni offensive. Le opposizioni chiedono invece una linea più rigida, fino alla sospensione dell’utilizzo delle basi italiane da parte degli Stati Uniti, sul modello adottato dalla Spagna.
In chiusura di settimana, la Commissione Affari costituzionali tornerà a occuparsi della riforma della legge elettorale. Le prime votazioni potrebbero riguardare il perimetro della riforma e, in particolare, le modalità di voto degli italiani all’estero. Anche su questo dossier lo scontro è destinato a irrigidirsi. Le opposizioni si preparano a una linea di forte contrasto, mentre la maggioranza ha lasciato aperti margini di trattativa su diversi punti chiave, dal premio di maggioranza al sistema delle preferenze fino ai criteri di distribuzione dei seggi. (riproduzione risercata)