Giorgia Meloni a Milano Finanza: cosa penso del risiko e perché Mps non deve essere smembrata
Giorgia Meloni a Milano Finanza: cosa penso del risiko e perché Mps non deve essere smembrata
Le risposte della presidente del Consiglio in un’intervista al direttore di MF/Milano Finanza Roberto Sommella

di Redazione Online 14/08/2026 14:40

Ftse Mib
53.723,36 15.45.55

+0,06%

Dax 30
26.466,29 15.45.52

+0,63%

Dow Jones
53.832,81 15.50.44

-0,01%

Nasdaq
26.841,46 15.45.51

+0,14%

Euro/Dollaro
1,1567 15.30.36

+0,31%

Spread
77,73 15.57.57

+0,20

Il ministero dell’Economia (Mef) controlla ancora il 4,86% di Monte dei Paschi di Siena (Mps). Poca cosa in confronto al 68% che lo Stato aveva in pancia a fine 2017,  dopo la maxi ricapitalizzazione precauzionale della banca senese. Tuttavia, il pacchetto di azioni rimasto rende il Mef parte in causa, come socio, dell’ultima stagione del risiko bancario italiano, che vede il Monte oggetto di un’offerta pubblica di acquisto e scambio (ops) di Intesa Sanpaolo.   

A dare qualche indicazione sul sentiment del governo sulle operazioni in corso è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In un’intervista al direttore di MF-Milano Finanza Roberto Sommella, Meloni chiarisce che la posizione dell’esecutivo resta neutrale. Ma su Mps puntualizza: «Mi auguro che non finisca smembrata». 

La risposta di Meloni su Mps

«Non siamo parte attiva nelle attuali dinamiche di mercato che interessano il settore bancario. Il governo ne era in parte coinvolto quando aveva il controllo del Monte dei Paschi di Siena, banca che noi abbiamo ereditato agonizzante e che abbiamo riportato in salute. Oggi Mps, la banca più antica d’Italia e del mondo, fortemente radicata sul territorio, è tornata in salute ed è diventata il pezzo pregiato su cui si concentrano le attenzioni», ha detto Meloni. «Mi auguro che dalle dinamiche di mercato possa emergere un sistema ancor più solido e concorrenziale, capace di produrre benefici per famiglie e imprese. E che Mps non finisca smembrata, perdendo il proprio nome e la propria identità».

La scalata tedesca di Unicredit

Anche sull’altra partita che vede impegnata una banca italiana, ovvero la scalata di Unicredit nel capitale della tedesca Commerzbank, Meloni specifica che l’esecutivo non intende prendere parti.

«Si tratta di un’operazione di mercato nella quale il governo italiano non ha avuto alcun ruolo. Quello che posso dire è che mi auguro che Unicredit possa continuare ad avere solide radici italiane e che tra l’istituto di credito e le autorità tedesche possa instaurarsi un dialogo collaborativo», ha sottolineato la presidente del Consiglio. (riproduzione riservata)