Mcc rinnova il cda: il generale Giorgio Toschi diventa presidente della banca. L’ex numero uno Ferruccio Ferranti in pole come ad
Mcc rinnova il cda: il generale Giorgio Toschi diventa presidente della banca. L’ex numero uno Ferruccio Ferranti in pole come ad
Ferranti prenderebbe il posto di Francesco Minotti. E nel nuovo cda di Mcc c’è spazio anche per tre conferme e altre due new entry. Ora sprint sulla vendita dell’ex Popolare di Bari

di Luca Carrello 29/05/2026 12:10

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Cambio ai vertici per Mediocredito Crentrale. La banca controllata dal Mef - attraverso Invitalia - ha nominato il nuovo cda, che resterà in carica per tre anni. In cima alla lista c’è Giorgio Toschi, che diventerà presidente. Il generale della Guardia di Finanza prende il posto di Ferruccio Ferranti, che secondo fonti finanziarie dovrebbe essere nominato ceo dell’istituto romano nei prossimi giorni.

L’ex presidente - con un passato alla guida di Consip, Invitalia e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - andrebbe così a sostituire Francesco Minotti, ex manager di Unicredit e Banco Bpm nominato ad di Mcc a maggio del 2023. Nei tre anni successivi l’ex ceo ha portato la banca quasi a raddoppiare i profitti, passati dai 44,7 milioni del 2023 agli 82,7 milioni del 2025. 

Gli altri consiglieri

Nel nuovo cda di Mcc c’è spazio anche per tre conferme e altre due new entry. Vengono rinnovati la docente Alessandra Bianchi (Università di Bologna), Carmela D’Amato (senior advisor della Regione Sicilia) e l’avvocato Andrea Messuti (equity partner di Lca Studio Legale). Mentre fanno ingresso nel board Sandro Donati (consigliere anche di Simest e presidente di Bcc Banca del Piceno) e la commercialista Valeria Giancola, già membro del cda di Banca Widiba.

Ora sptint su BdM

Cambiati i vertici, Mcc potrà concentrarsi sulla vendita della Banca del Mezzogiorno (BdM), l’ex Popolare di Bari salvata nel 2020 con un intervento da 1,6 miliardi, di cui 1,2 miliardi a carico del Fitd. Finora sono arrivate tre manifestazioni d’interesse, quelle di CredemCrédit Agricole e di Iccrea in cordata con la Popolare di Puglia e Basilicata. Ma la gara potrebbe presto allargarsi ad altri istituti come Unicredit. Le offerte non vincolanti sono attese a giugno e la base d’asta sono i 600 milioni del patrimonio. (riproduzione riservata)