Mediobanca supera il 5% di Nexi: dietro la posizione un investitore istituzionale. Occhi puntati su Cdp
Mediobanca supera il 5% di Nexi: dietro la posizione un investitore istituzionale. Occhi puntati su Cdp
Superate le soglie Consob attraverso un derivato Total Return Swap con controparte istituzionale. La merchant milanese è advisor della Cassa per la salita dal 19,6 al 29,9%

di Luca Gualtieri  11/08/2026 19:28

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Mediobanca si affaccia su Nexi e supera il 5%. Secondo le comunicazioni alla Consob di martedì 11, dietro la posizione c’è un investitore istituzionale, che ha costruito attraverso Piazzetta Cuccia un’esposizione sul gruppo milanese dei pagamenti. Per il momento non ci sono conferme ma, secondo fonti finanziarie, a muoversi sarebbe stata Cassa Depositi e Prestiti, socio forte di Nexi attraverso Cdp Equity.

Nei mesi scorsi via Goito ha annunciato l’intenzione di portare la propria quota dal 19,6% al 29,9%, appena sotto la soglia di opa obbligatoria, rafforzando così il presidio su una partecipata considerata strategica. E per l’operazione era stata scelta come advisor proprio Mediobanca, insieme a Jp Morgan e Pwc. Peraltro proprio nelle scorse settimane si era mossa Jp Morgan, spuntata nel capitale di Nexi con una partecipazione del 4,01%.

La dinamica dell’operazione

Il 3 agosto Piazzetta Cuccia ha superato contemporaneamente il 3% dei diritti di voto e il 5% della partecipazione complessiva. In quel momento aveva in portafoglio 44,64 milioni di azioni Nexi, pari al 3,8% del capitale, oltre a strumenti finanziari equivalenti a un ulteriore 1,27%, per una posizione aggregata del 5,07%. Nel giro di pochi giorni l’esposizione è cresciuta ancora: al 10 agosto Mediobanca indicava una partecipazione aggregata detenuta a titolo di negoziazione pari al 5,57%.

La chiave dell’operazione è però un total return swap. I quasi 45 milioni di azioni detenuti da Mediobanca nel portafoglio di negoziazione derivano «prevalentemente» dalla copertura di uno swap con sottostante azioni Nexi, stipulato con un cliente istituzionale. In sostanza, l’investitore ha preso attraverso il derivato un’esposizione economica al titolo, mentre la merchant milanese ha comprato titoli sul mercato per coprire il rischio della controparte.

Alla posizione in azioni si aggiungono opzioni call, diritti alla restituzione di titoli concessi in prestito e opzioni put con regolamento fisico. Sulla carta, dunque, la lettura è lineare: una pura operazione hedging, non l’ingresso di Mediobanca come nuovo socio industriale. L’istituto precisa inoltre a Consob che non intende esercitare i diritti di voto sulle azioni detenute. Resta però senza nome il cliente istituzionale che ha acceso lo swap.

I cambiamenti industriali e la nuova strategia di Nexi

Sono proprio le dimensioni dell’operazione e il timing scelto a non far passare inosservata la mossa. Nexi arriva da mesi complessi. A marzo il gruppo ha presentato un piano che segnava il passaggio dalla stagione della crescita per acquisizioni a una strategia maggiormente concentrata sulla generazione di cassa. Poco dopo Bernardo Mingrone ha preso il posto di Paolo Bertoluzzo, che aveva guidato Nexi per un decennio. I risultati più recenti mostrano però ancora le difficoltà della transizione: nel secondo trimestre l’ebitda è diminuito dell’1,9%, anche se la guidance per il 2026 è stata confermata.

Novità importanti sono arrivate anche dall’azionariato. Come detto, Cdp Equity ha annunciato l’intenzione di portare la propria quota dal 19,14% fino al 29,9%. La decisione era maturata per tutelare il gruppo milanese dopo che il fondo Cvc aveva esplorato una possibile acquisizione di Nexi da circa 9 miliardi di euro, con l’ipotesi di un delisting, incontrando però proprio la contrarietà di Cdp a cedere la partecipazione. E in questo scenario il 5% abbondante finito nella sfera di Mediobanca non può passare inosservato. (riproduzione riservata)