Mediobanca vede frenare l’utile nei primi tre mesi dell’anno ma registra i primi benefici dell’integrazione con Mps. A nove mesi dalla chiusura dell’opas da 14 miliardi di Mps, Piazzetta Cuccia ha registrato profitti per 323 milioni di euro, in calo del 3% su base annua per alcune componenti straordinarie, ma sopra il consensus Bloomberg che stimava un utile netto di 313 milioni. Anche i ricavi, pari a 939 milioni, hanno superato le attese ferme a circa 925 milioni. Il risultato operativo lordo si è attestato a 552 milioni, in aumento del 14% rispetto al trimestre precedente e del 4% anno su anno, mentre il rote si è mantenuto al 13,5%.
A sostenere i conti sono stati soprattutto la crescita del credito al consumo, la ripresa del Cib e il contributo dell’attività assicurativa (+27,1%, grazie alla quota Generali), in un contesto che continua però a risentire della debolezza del wealth management dopo le uscite di banker registrate nei trimestri precedenti.
Le masse scontano deflussi netti per 1,1 miliardi collegati alle uscite registrate nel corso del 2025 e nelle prime settimane del 2026 soprattutto nel segmento private domestico. Un confronto delle ultime trimestrali mostra che la rete private è passata dai 156 professionisti di fine 2024 agli attuali 120, con un calo complessivo di 36 unità. Una contrazione di oltre il 23% che si confronta invece con la tenuta del network Premier (passato dai 1.181 banker di fine 2024 agli attuali 1.221).
L’apporto dell’asset management è stato positivo favorito dalla prima distribuzione di prodotti di Mediobanca sgr sulla rete di capogruppo (circa 225 milioni) e dal closing di un clo in Polus. Nel trimestre l’effetto mercato è stato negativo per 1,1 miliardi.
La trimestrale iscrive a bilancio 3,9 milioni di oneri collegati alla retention dei banker che hanno contribuito a stabilizzare le uscite dei professionisti.
Nel trimestre sono emersi i primi effetti operativi dell’integrazione con Mps, oggi azionista di Mediobanca all’86,3%, a partire dall’avvio della distribuzione dei prodotti strutturati sulla rete commerciale della banca senese e dal collocamento dei prodotti di Mediobanca sgr.
L’impatto è visibile soprattutto nel consumer finance, che ha registrato erogazioni per 2,6 miliardi (+10% anno su anno) anche grazie alla maggiore capacità distributiva garantita dalla rete Mps. La divisione ha chiuso il trimestre con ricavi in crescita del 5% a 334 milioni e utile netto pari a 101 milioni, confermandosi uno dei principali motori reddituali del gruppo.
In recupero anche il Cib, che dopo mesi difficili per il mercato delle operazioni straordinarie ha riportato i ricavi a 220 milioni, in crescita del 17% sul trimestre precedente. La banca sottolinea una pipeline robusta nonostante l’incertezza dei mercati, con miglioramenti in tutte le aree operative — investment banking, debt capital markets e attività di mercato — e un utile netto di 71 milioni.
Sul fronte dei costi, Mediobanca evidenzia una riduzione sia del costo del lavoro (-10%) sia delle spese amministrative (-1%), con il cost/income ratio migliorato al 41%. Il Cet1 ratio si è attestato al 15,7%, in calo di 75 punti base rispetto al trimestre precedente per effetto dell’aumento dei volumi, delle partecipazioni e del payout al 100%.
L’ad Alessandro Melzi d’Eril ha commentato: «Mediobanca chiude il primo trimestre con un utile operativo di 552 milioni, in crescita del 14% e del 4% a/a, una performance solida nonostante il contesto operativo e di mercato caratterizzato da elevata turbolenza ed incertezza. Un andamento commerciale vivace ha garantito un’apprezzabile spinta nell’attività di erogazione del credito da parte della divisione consumer finance così come una ripresa delle commissioni, che segnano un rialzo del 6% trimestre su trimestre, in particolare, dall’apporto delle attività di Cib (+34%).
«Questi risultati – ha continuato il banchiere ex Anima – riflettono l’impegno quotidiano al fianco dei nostri clienti per offrire servizi di qualità. Testimoniano, inoltre, la disciplina mantenuta in questa fase di transizione e rafforzano le fondamenta per proseguire il processo di integrazione con Mps, su cui restiamo pienamente concentrati. In questo percorso, sono sempre più convinto che le competenze distintive delle nostre persone e una storia di 80 anni al servizio del sistema Paese contribuiranno a generare valore per tutti gli stakeholder». (riproduzione riservata)