Viaggio a sorpresa di Giorgia Meloni nel Golfo Persico. La presidente del Consiglio è appena arrivata a Gedda, in Arabia Saudita, per una missione istituzionale in Medio Oriente. In programma ha una serie di incontri con i principali esponenti politici di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
Nel giorno della nomina di Gianmarco Mazzi come nuovo ministro del Turismo al posto di Daniela Santanché e della proroga del taglio delle accise su benzina e gasolio, Meloni ha anche blindato il governo: «Andiamo avanti, non c’è tempo da perdere», dice la premier da Gedda al Tg1. «Le alchimie di palazzo che non interessano a nessuno, si continui pure a parlarne mentre noi continuiamo a lavorare per il bene di questa nazione».
Un chiaro riferimento alle polemiche sul ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per la sua relazione con la giornalista Claudia Conte, negli ultimi tempi presente a diversi eventi istituzionali e, da metà di febbraio, consulente a titolo gratuito della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle periferie.
Durante l’intervista Meloni chiarisce anche il perché della missione in Medio Oriente. «Li aiutiamo a difendersi, siamo qui sia per proteggere i connazionali sia per garantire gli approvvigionamenti energetici», spiega. L’obiettivo insomma è rafforzare le relazioni con i Paesi del Golfo - duramente colpiti dalla guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran - e ribadire il sostegno dell’Italia di fronte agli attacchi di Teheran.
La missione mira a quindi a rafforzare la sicurezza energetica nazionale: il Golfo rappresenta una fonte cruciale di petrolio e gas per l’Italia e ha un ruolo determinante nell’andamento dei prezzi energetici globali. Si tratta della prima visita nella regione da parte di un leader di Ue, G20 e Nato dall’inizio del conflitto. (riproduzione riservata)