Mattarella, il messaggio in vista del Primo Maggio: l’industria è il pilastro dell’Italia, ma l’Europa deve correre
Mattarella, il messaggio in vista del Primo Maggio: l’industria è il pilastro dell’Italia, ma l’Europa deve correre
In occasione della Festa del Lavoro, il Capo dello Stato traccia la rotta per il futuro economico: innovazione, colmare il gap competitivo della Ue e scommettere su giovani e donne per invertire la rotta demografica

di Anna Di Rocco 30/04/2026 13:45

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L’industria non è solo un settore economico, ma l’architrave su cui poggia l’intero sistema Paese. Da Pontedera, cuore della manifattura italiana, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lancia un messaggio chiaro: l’Italia è una potenza industriale, ma per restare tale deve smettere di guardare lo «specchietto retrovisore» e abbracciare una visione europea e sostenibile.

I numeri parlano chiaro e il presidente li rivendica con forza: la manifattura contribuisce al 15% del pil nazionale, posizionando l’Italia come la seconda forza industriale d’Europa e l’ottava a livello globale. Tuttavia, il primato non è una rendita di posizione. «Per essere attori, e non piatti curatori di un’eredità passata», avverte Mattarella, «occorre guardare avanti». La parola d’ordine è innovazione basata sulla sostenibilità, unico strumento per garantire la resilienza delle aziende in un contesto globale segnato da conflitti e fragilità economiche.

Il deficit competitivo e il richiamo al Piano Draghi

Il discorso si è poi allargato allo scenario internazionale, dove pesano le tensioni internazionali e i conflitti in corso. Il Capo dello Stato ha denunciato un ritardo strutturale dell’Europa in termini di produttività e innovazione, sollecitando l'abbattimento immediato di quelle barriere che ancora frenano una compiuta unione dei mercati interni.

In questo contesto, Mattarella ha richiamato esplicitamente la strategia della Commissione Europea e il «provvedimento di accelerazione industriale» ispirato al Rapporto Draghi, sottolineando che non è più tempo di misure di corto respiro, ma di una vera integrazione politica ed economica. «È  tempo di visione. Non di misure di corto respiro. È tempo di procedere, con coraggio, sulla strada dell’integrazione europea», ha detto. 

Giovani e donne: le energie inespresse del Paese

Uno dei passaggi più profondi del discorso ha riguardato le criticità del mercato del lavoro interno, lette però come potenzialità ancora inespresse. Il presidente ha posto l'accento sul lavoro femminile, dove nonostante la crescita dell'occupazione resta un gap profondo rispetto alla media europea, aggravato da disparità persistenti nelle retribuzioni e nelle carriere.

Parallelamente, è stata affrontata l'emergenza legata alle nuove generazioni. «Nella nostra società i giovani sono poco ascoltati. C’è una scarsa attenzione alla loro maturazione e alla loro indipendenza. Se guardiamo ai lavoratori definiti indipendenti che lavorano per un solo datore, scopriamo che la parte più consistente è formata proprio da under 30. Sono numerosi i giovani ben istruiti che lasciano il nostro Paese per lavorare all’estero. Sono più di quelli che vengono in Italia. Nell’interesse del Paese, nell'interesse nazionale, questa tendenza va invertita».

Sicurezza e coesione sociale

Il presidente non ha mancato di affrontare il dramma degli infortuni sul lavoro. Con oltre mille vite spezzate ogni anno, Mattarella ha definito questo dato un «tributo inaccettabile» che richiede un impegno senza rinunce da parte di istituzioni e imprese. La sicurezza deve essere il presupposto di un Paese forte, che vive di coesione sociale e di un dialogo costante tra le parti.

«La lotta alle incurie, alle illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti. Imprenditori, lavoratori, istituzioni, società. Sono le cronache a intimarci che ciò facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora», ha detto il capo dello Stato. In chiusura, un riconoscimento è stato dedicato al ruolo dei sindacati: la loro libertà e la loro capacità di unità sono state indicate come elementi insostituibili della vita democratica italiana, garanti di un lavoro che deve essere sempre protetto contro ogni forma di illegalità e sfruttamento. (riproduzione riservata)