Materie prime critiche, Urso: Italia in campo con un progetto per il primo sito europeo di stoccaggio. Dove sarà
Materie prime critiche, Urso: Italia in campo con un progetto per il primo sito europeo di stoccaggio. Dove sarà
Il progetto italiano per un hub di stoccaggio delle materie prime critiche valorizza Porto Marghera e altre infrastrutture del Nord Est, cruciali per le nuove catene del valore europee

di Silvia Valente 12/06/2026 17:05

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Continua il lavoro di approfondimento sul possibile ruolo del sistema logistico e industriale del Nord Est nell’ambito della candidatura italiana a ospitare uno dei primi hub europei di stoccaggio strategico delle materie prime critiche previsti dal Critical Raw Materials Act (Crm Act) dell’Ue. 

Oggi, venerdì 12 giugno, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato a Venezia il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Prosperità e la Strategia industriale, Stéphane Séjourné, con il quale ha effettuato un sopralluogo nell’area portuale e retroportuale di Porto Marghera.

L’Italia, ha ribadito il titolare del Mimit, «è in campo con un progetto di sistema per rafforzare il proprio ruolo nelle nuove catene del valore europee». Spiegando inoltre che «per posizione geografica, infrastrutture e forza manifatturiera, il Nord-Est può rappresentare una porta d’accesso strategica per le materie prime critiche necessarie all’industria europea, garantendo approvvigionamenti rapidi e sicuri al cuore produttivo del continente. In questo quadro Porto Marghera, insieme agli altri siti, rappresenta una piattaforma logistica e industriale naturale, inserita in un ecosistema già attivo nel riciclo, nella trasformazione e nelle nuove filiere tecnologiche».  La visita proseguirà di Urso e Séjourné proseguirà con un analogo sopralluogo nell’area dell’Interporto «Quadrante Europa» di Verona.

La candidatura italiana infatti è una proposta di sistema: valorizza Porto Marghera e gli altri asset logistici e industriali del Nord Est, tra cui il Porto di Trieste, il Porto di Ravenna, l’Interporto Quadrante Europa di Verona e la miniera di dolomia di Tassullo, in Val di Non. Una dorsale strategica collocata al crocevia dei principali corridoi europei Ten-T e al servizio di una delle aree produttive più forti d’Europa: il Nord Est, che nel 2025 ha espresso quasi 200 miliardi di euro di esportazioni, con competenze già presenti nella logistica di materiali complessi, nella chimica industriale, nel riciclo e nelle nuove filiere tecnologiche.

Il progetto italiano, ha commentato Séjourné, è «un’iniziativa particolarmente interessante, perché mette infrastrutture e competenze nazionali al servizio dell’intera Europa». Laddove «la sovranità europea sulle materie prime critiche non si costruisce soltanto attraverso obiettivi: si costruisce con azioni concrete». (riproduzione riservata)