I piani di New Princes e Angelo Mastrolia dopo l’acquisto di Carrefour. Ecco come sarà lo sbarco nella gdo
I piani di New Princes e Angelo Mastrolia dopo l’acquisto di Carrefour. Ecco come sarà lo sbarco nella gdo
Con l’acquisizione delle attività italiane del gruppo francese, NewPrinces raddoppia i ricavi e integra la distribuzione. Ma la vera sfida sarà rendere redditizia una rete da anni in perdita

di Fabio Pavesi  01/08/2025 18:57

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Angelo Mastrolia, il dominus di NewPrinces (la ex Newlat Food), è il personaggio del momento. Ci vuole coraggio e lungimiranza ad acquisire l’intero pacchetto delle attività italiane di Carrefour, in crisi da anni. L’operazione sul piano industriale non fa una grinza. Il gruppo da produttore di food diventa anche distributore dei suoi prodotti con una filiera integrata e una catena del valore tutta sotto controllo dell’imprenditore campano. Che in pochi anni con una fitta campagna di acquisizioni ha fatto crescere in modo esplosivo un gruppo che ora, con Carrefour, avrà un giro d’affari vicino ai 7 miliardi di euro.

La lunga marcia di Mastrolia parte da lontano: ha iniziato la sua carriera imprenditoriale comprando Giglio da Parmalat e poi la Centrale del Latte di Torino fino alla grande acquisizione in terra inglese con la catena Princes e ora il balzo con i supermercati targati Carrefour. Vedremo come sarà possibile per il vulcanico imprenditore integrare il boccone di Carrefour Italia senza mettere a repentaglio la struttura patrimoniale del nuovo gruppo, che con i supermercati raddoppia in un colpo solo le sue dimensioni.

Ma intanto va segnalato come Mastrolia si stia rivelando non solo un imprenditore dalla vista lunga e innovativa, ma anche un formidabile investitore finanziario che sa far lievitare il valore delle sue azioni. Nei giorni scorsi Newlat Sa, la holding finanziaria svizzera che fa capo alla famiglia Mastrolia, ha ricomprato 6,3 milioni di titoli Newlat al prezzo di soli 6,3 euro per azione rispetto ai 22 euro circa dell’attuale quotazione. Un riacquisto da Mitsubishi previsto nell’accordo di acquisto di Princess dalla casa giapponese nell’estate del 2024. L’operazione che segue il riacquisto di altri 3 milioni di titoli avvenuto a febbraio di quest’anno sempre a un prezzo di 6,3 euro. In totale Mastrolia si è ricomprato ben 9,3 milioni di azioni pari al 21% della società sborsando solo 6,3 euro per azione, il valore pre-operazione Princes. Nel frattempo però il titolo è volato appunto a 22 euro, quasi quadruplicando il suo valore rispetto all’esborso della famiglia. Con un incremento di valore implicito del suo pacchetto azionario in NewPrinces di oltre 150 milioni in solo anno.

Quei titoli ricomprati a basso prezzo un anno dopo l’operazione Mitsubishi-Princes erano parte del corrispettivo di 700 milioni, di cui 650 milioni per cassa, versato da Mastrolia per acquisire Princes. Come si vede, l’imprenditore, salernitano di nascita e con residenza fiscale in Svizzera, puntava sulla forte rivalutazione del titolo a seguito della poderosa campagna di shopping, culminata con Princes ma nata tempo fa con oltre 20 acquisizioni negli ultimi anni.

Il modello Del Vecchio e una strategia iperattiva

Del resto il vulcanico imprenditore con base a Reggio Emilia, dove ha sede la NewLat (ora NewPrinces), ha dichiarato di recente di avere come modello il defunto Leonardo Del Vecchio di Luxottica. Che ha costruito un impero integrato tra produzione e vendita a colpi di acquisizioni, una all’anno nell’arco di 25 anni, per consolidare l’impero Essilux, oggi quotato a Parigi dopo la fusione Essilor-Luxottica. E in effetti il modello Luxottica si attaglia più che bene a NewPrinces.

Partito da una latteria nella Piana del Sele in Campania, Angelo Mastrolia ha cominciato fin da subito a comprare e integrare sotto il marchio NewLat Food. Prima Polenghi, Giglio e Ala dall’allora Parmalat. Poi pasta Pezzullo e Buitoni da Nestlé. E ancora la Centrale del Latte d’Italia nel 2020. Un anno prima aveva portato la NewLat in borsa. Uno shopping quasi compulsivo ma vincente. Il suo gruppo ha anche acquistato lo storico stabilimento ex Cinzano in provincia di Cuneo da Diageo, Princes da Mitsubishi, Plasmon da Kraft-Heinz e infine il grande deal con il boccone più grosso e impegnativo, la catena italiana del marchio francese della grande distribuzione organizzata. Che in Italia non ha mai sfondato. Anzi ha sempre lavorato in perdita, cumulando un passivo di ben 2 miliardi dal suo approdo sul mercato tricolore. E soprattutto bruciando cassa e vedendo incrementare anno su anno il suo indebitamento. Mastrolia ha chiuso l’accordo con i francesi, che volevano uscire da un mercato che non ha mai dato loro nessuna soddisfazione, a una valutazione della branch italiana di un miliardo, di cui l’equity pari a un euro. Nei fatti si è comprato l’intero debito di Carrefour Italia permettendo ai francesi di deconsolidare quel miliardo di esposizione dai conti del gruppo di Parigi.

Redditività cercasi: la sfida della Gdo

Ora tocca alla famiglia Mastrolia provare a rendere efficiente il gruppo della gdo. Lo farà ripristinando lo storico marchio GS, ma dovrà soprattutto riequilibrare il rapporto costi-ricavi. Carrefour porta in dote un fatturato di 3,7 miliardi con un margine operativo lordo di 115 milioni, ma da anni in perdita secca nell’ultima riga di bilancio. E così, ad acquisizione completata, NewPrinces si appresta a chiudere i prossimi bilanci con un fatturato consolidato che sfiorerà i 7 miliardi. Potenza della crescita via acquisizioni con ben 3,7 miliardi di nuovi ricavi che arrivano proprio da Carrefour. Il compito di Mastrolia sarà portare finalmente a reddito la lunga striscia negativa dei rossi di bilancio.

Di certo la massiccia campagna di shopping non solo ha portato NewPrinces a nuovi record di fatturato, ma anche a nuovi record di borsa. Basti pensare che poco più di un anno fa, prima dell’operazione di acquisto della britannica Princes, il titolo valeva poco più di 6 euro. Oggi veleggia sopra i 22 euro. E anche il calo del 9% subito dopo l’annuncio della presa di Carrefour è stata recuperato nell’arco di poche sedute.

Oggi NewPrinces capitalizza 970 milioni. In poco più di un anno il valore dell’azione si è quasi quadruplicato. La spinta l’ha data proprio l’acquisizione da 700 milioni di sterline del gigante inglese. E ora si tratterà di vedere quanto carburante sul listino metterà la nuova preda Carrefour. Il rischio che finora Mastrolia ha scampato più che bene nella sua vorticosa campagna acquisti è il debito. E la sua sostenibilità. Crescere senza accumulare troppo debito è la ricetta per non veder naufragare le campagne di espansione. Cosa che finora è riuscita più che bene all’imprenditore salernitano.

Debito sotto controllo, ma ora conta la cassa

Anche per Carrefour Mastrolia è fiducioso: nel comunicato di acquisizione NewPrinces scrive che «l’operazione non determina impatti significativi sul rapporto tra debito netto ed ebitda del gruppo, che, in base alle previsioni per fine anno, continuerà a migliorare la propria generazione di cassa e il proprio profilo finanziario, anche grazie al contributo di Carrefour». Su cui c’è un piano di investimento da 437 milioni, di cui 237 come contributo di Carrefour e 200 milioni di NewPrinces. Che a febbraio ha emesso un bond da 300 milioni con cedola al 4,75% e scadenza 2031, dopo l’emissione da 200 milioni del 2021 che andrà a rimborso nel febbraio 2027.

La posizione finanziaria netta del gruppo alla fine dello scorso marzo ammontava a 302 milioni, cui si aggiunge un prestito dal socio di controllo per 200 milioni che porta la posizione a 500 milioni. Ma NewPrinces ha dimostrato di saper produrre cassa con forza, con un incremento della liquidità a 516 milioni alla fine dello scorso marzo. Ed è proprio la generazione di cassa che Mastrolia ha saputo creare dopo ogni acquisizione a rendere per ora sostenibile la leva del debito. Occorrerà vedere quanta cassa riuscirà a estrarre anche da Carrefour per continuare ad avere una leva finanziaria sotto controllo.

Nel 2024, prima dell’operazione Carrefour e dopo l’acquisto di Princes, il gruppo ha chiuso i conti con 2,8 miliardi di ricavi, un margine operativo lordo di 177 milioni, un utile consolidato di 142 milioni e una produzione di cassa libera per 225 milioni.

Il primo trimestre di quest’anno ha confermato i buoni numeri, con ricavi per 672 milioni e un margine operativo lordo a quota 55 milioni. Per l’intero 2025, escludendo l’apporto futuro di Carrefour, gli analisti di Intesa Sanpaolo di aspettano ricavi a un passo dai 2,9 miliardi con un ebitda margin al 7,4% dei ricavi.

Il contributo dell’operazione Princes si vede eccome, dato che la ex NewLat, prima dello shopping inglese, viaggiava a 700 milioni di fatturato. Ora si tratterà di capire se e come la gestione degli oltre mille punti vendita acquistati da Carrefour sprigioneranno l’efficienza perduta in termini di redditività e la produzione di cassa che Mastrolia si aspetta. Finora il tocco magico ha funzionato in tutte le acquisizioni che ha portato a casa. Si vedrà se il grande boccone Carrefour sarà una replica dei successi precedenti. (riproduzione riservata)