Mentre la candidata dell’estrema destra francese alle presidenziali, Marine Le Pen, propone martedì 6 ottobre una drastica riduzione del deficit, il titolo decennale, l’Oat, vede il rendimento scendere dal 4,9% al 4,76%. I mercati tornano quindi a comprare debito d’Oltralpe. Le Pen ha chiesto fra l’altro alla Banca centrale europea di intervenire per abbassare il costo crescente del debito, nel tentativo di rassicurare gli investitori sulla propria credibilità in materia di finanza pubblica in vista delle elezioni presidenziali del 18 aprile 2028.
La responsabile del Rassemblement National ha presentato martedì un piano per ridurre il deficit al 3,7% del pil il prossimo anno, contro il 5% previsto dal governo. Secondo lo scenario delineato da Le Pen nel caso di una vittoria del suo partito alle presidenziali, il disavanzo scenderebbe ulteriormente fino al 2,2% del pil nel 2032.
«Questo sforzo radicale è una scelta deliberata, per inviare un segnale inequivocabile: il deterioramento delle finanze pubbliche è finito e i mercati possono tornare a considerare la Francia un partner affidabile», ha detto Le Pen durante una presentazione a Parigi.
La riduzione del deficit proposta da Le Pen sarebbe nettamente più ampia di qualsiasi intervento realizzato dalla Francia negli ultimi anni e ha già attirato le critiche degli altri candidati alla presidenza. Il candidato della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon ha scritto sui social che Le Pen sta cercando l’approvazione degli speculatori e che il suo piano «paralizzerebbe l’economia e aggraverebbe deficit e debito».
Secondo Le Pen, il drastico risanamento dei conti permetterebbe alla Francia di recuperare credibilità e di avviare un confronto con la Bce per liberare «decine di miliardi di euro» di risorse in tutta Europa, anche attraverso finanziamenti agevolati per i progetti legati alla transizione climatica.
«La Bce deve intervenire perché i Paesi dell’area euro possano recuperare il margine di manovra finanziario necessario per investire nella nostra sovranità, ovvero nella difesa e nel recupero del divario tecnologico», ha detto.
La richiesta di un intervento della Bce è tuttavia destinata a incontrare resistenze, dal momento che l’istituto centrale non può finanziare direttamente i governi e deve rispettare criteri stringenti per intervenire sui mercati del debito. Le Pen cerca così di rassicurare gli investitori, mentre le preoccupazioni sulle prospettive politiche del Paese e sull’aumento del debito hanno alimentato le tensioni sui mercati obbligazionari. Una parte significativa dei risparmi individuati dal Rassemblement National deriverebbe da tagli alla spesa, dalla riduzione dei trasferimenti all’Unione europea e dal contenimento delle spese legate all’immigrazione.
La Francia sta affrontando una forte ondata di vendite sui titoli di Stato, che ha rapidamente fatto aumentare il costo del finanziamento rispetto agli altri Paesi europei. Lo spread tra i rendimenti dei titoli francesi e quelli tedeschi ha superato la scorsa settimana i 150 punti base per la prima volta dalla crisi del debito dell’area euro.
Gli investitori sono sempre più preoccupati per le prospettive dei conti pubblici francesi, mentre il governo di minoranza ha mancatol’obiettivo di riduzione del deficit e non dispone del sostegno politico necessario per adottare rapidamente misure correttive.
Martedì i titoli di Stato francesi hanno recuperato terreno. Lo spread tra il rendimento del decennale francese e quello del Bund tedesco si è ridotto di tre punti base a 133 punti, rispetto al recente picco vicino a 160 punti. Oltre all’incertezza di breve periodo sulla capacità del premier Sébastien Lecornu di superare il confronto parlamentare sulla legge di bilancio, le elezioni presidenziali, in programma tra meno di sette mesi, alimentano i timori sulle prospettive di lungo periodo del debito francese.
Le Pen è nettamente in testa nei sondaggi in vista del primo turno di aprile, ma finora non aveva illustrato nel dettaglio il proprio programma economico. I suoi precedenti tentativi di candidarsi alla presidenza avevano spaventato gli investitori, soprattutto per la proposta di politiche radicali, tra cui l’uscita della Francia dall’euro.
Da allora Le Pen ha ammorbidito le proprie posizioni e la scorsa settimana ha illustrato il progetto di una «golden rule» che obbligherebbe i governi a presentare bilanci finalizzati alla riduzione del debito. Restano però alcune costose promesse centrali del suo programma, tra cui il taglio delle tasse sui carburanti e l’impegno a garantire, per alcune categorie di lavoratori, un’età pensionabile a partire da 60 anni.
La scorsa settimana il governo ha presentato 43 miliardi di euro di nuove misure nella legge di bilancio per il prossimo anno, con l’obiettivo di ridurre il deficit dal 5,4% del pil di quest’anno al 5% nel 2027. Considerando anche gli altri interventi adottati recentemente, lo sforzo complessivo previsto per il 2027 ammonta a 54 miliardi di euro. Il piano interviene su alcune voci di spesa particolarmente sensibili, tra cui pensioni, welfare, indennità di malattia a carico dello Stato e salari e organici del settore pubblico. (riproduzione riservata)