Mariani (Leonardo): ecco come andrebbero spesi i 9 miliardi dei prestiti Safe
Mariani (Leonardo): ecco come andrebbero spesi i 9 miliardi dei prestiti Safe
Le proposte del manager al governo: si eviti la dispersione delle risorse verso ecosistemi industriali esterni all'Europa. Tra le priorità del gruppo il super caccia Gcap, i veicoli militari con Rheinmetall, il Michelangelo Dome, i droni e lo spazio

di Angela Zoppo 23/09/2026 20:00

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«Ho fatto delle proposte concrete su come utilizzare i fondi Safe; mi auguro che vengano raccolte dal governo». L’audizione del 23 settembre alla commissione Difesa della Camera è servita all’ad di Leonardo, Lorenzo Mariani, per mettere in fila i dossier industriali e strategici e chiedere un uso mirato dei circa 9 miliardi di euro che l’Italia ha detto di voler impiegare sui 14,9 richiesti nell’ambito del programma Security Action for Europe. Una tranche preliminare del 15% dovrebbe arrivare a breve, ma intanto l’appello di Mariani sembra aver fatto breccia. Per Nino Minardo (FI), presidente della commissione Difesa, «le proposte avanzate da Mariani sul Safe meritano attenzione da parte del governo. È uno strumento importante e occorre utilizzare queste risorse per rafforzare non solo le capacità operative ma anche tecnologia, produzione e competenze della base industriale italiana ed europea».

La linea indicata dal ceo di Leonardo parte da una considerazione: sicurezza, autonomia tecnologica e capacità industriale sono oggi elementi inscindibili e per rafforzare la resilienza del sistema nazionale ed europeo «è fondamentale che una quota significativa delle risorse per la difesa e la sicurezza venga reinvestita nella base industriale e tecnologica europea, contribuendo a sviluppare competenze, occupazione qualificata, innovazione e capacità produttive sul nostro continente, ed evitando la dispersione delle risorse verso ecosistemi industriali esterni all'Europa».

I dossier strategici, dai carri armati allo spazio

Il contributo di Leonardo arriverà anche dal rafforzamento della cooperazione con i principali partner europei e internazionali. Tra i dossier prioritari citati da Mariani c’è il Gcap (Global Combat Air Programme), sviluppato assieme a Regno Unito e Giappone per il nuovo caccia di sesta generazione e un sistema comune di piattaforme pilotate e non pilotate, sensori, effettori e capacità digitali. Un secondo ambito definito «fondamentale» dal manager è quello dei sistemi unmanned sviluppati dalla jv con Baykar. «È un modello che ci consente di rispondere rapidamente a un mercato in fortissima evoluzione e allo stesso tempo di costruire una capacità industriale europea competitiva», osserva. Nel dominio terrestre, l’esempio è la jv Leonardo Rheinmetall Military Vehicles per i sistemi di combattimento di nuova generazione progettati sui requisiti richiesti dalle Forze Armate italiane. «L’acquisizione di Iveco Defence completa e rafforza questo posizionamento».

Citazione d’obbligo per il Michelangelo Dome nei sistemi di difesa aerea, «un’architettura multidominio e multistrato capace di individuare la minaccia, selezionare la risposta più appropriata e coordinare l’intervento». Nello Spazio è in via di definizione il progetto Bromo, per integrare le attività spaziali di manifattura e servizi di Leonardo, Airbus e Thales, facendone «un soggetto europeo con la scala industriale e tecnologica necessaria a competere in un mercato che sta cambiando molto rapidamente». Un ulteriore tassello riguarda lo sviluppo delle capacità digitali e di intelligenza artificiale applicate ai processi decisionali.I n questo ambito si inserisce l’acquisizione di Raft da parte di Leonardo Drs, per rafforzare le competenze nell’elaborazione e valorizzazione dei dati multidominio e nelle applicazioni di intelligenza artificiale a supporto delle decisioni operative. «Sono iniziative differenti», conclude Mariani, «ma hanno un elemento comune: stiamo usando investimenti, acquisizioni e partnership per costruire più rapidamente le capacità tecnologiche e industriali necessarie nello scenario futuro». (riproduzione riservata)