Marcello Dell’Utri mandato a processo per i 42 milioni ricevuti da Silvio Berlusconi
Marcello Dell’Utri mandato a processo per i 42 milioni ricevuti da Silvio Berlusconi
La prima udienza si terrà il 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Su una parte delle donazioni è scattata la prescrizione

di Nicola Carosielli 27/04/2026 12:10

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Sono stati mandati a processo a Milano, l’ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, e la moglie Miranda Ratti per la vicenda delle presunte donazioni per circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi, e che Dell’Utri non avrebbe mai dichiarato. A deciderlo è stata oggi la gup Giulia Marozzi.

La prima udienza si terrà il prossimo 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale. Su una parte delle donazioni è scattata la prescrizione. Nel marzo 2025 il caso era stato trasferito da Firenze a Milano per competenza territoriale in base a una eccezione sollevata dai difensori Francesco Centonze e Filippo Dinacci.

Perché dell’Utri doveva comunicare

Condannato definitivamente per concorso in associazione mafiosa, Marcello dell’Utri ha l’obbligo per legge di comunicare le sue variazioni patrimoniali. E così, nell’ambito dell’inchiesta che lo vedeva indagato a Firenze per strage e associazione mafiosa, i magistrati avevano rilevato che nell’arco di alcuni anni l’ex senatore ha avuto un incremento patrimoniale che gli ha fatto incassare oltre 42 milioni di euro.

Cosa dice l’accusa

Nell’ottobre del 2024, la Procura guidata da Filippo Spiezia aveva chiesto il rinvio a giudizio per Dell’Utri, accusato di violazione della normativa antimafia e per trasferimento fraudolento di valori. Secondo l’accusa, l'ex senatore avrebbe ricevuto bonifici per 42 milioni in cambio del silenzio che doveva garantire «l’impunità» del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. «Con l’aggravante di aver commesso i reati al fine di occultare la più grave condotta di concorso - nelle stragi di mafia del 1993, compresa quella dell'Accademia dei Georgofili a Firenze - ascrivibile a Berlusconi e allo stesso Dell’Utri per la quale l’ex premier è stato indagato unitamente all’ex manager di Publitalia, sino al momento del suo decesso, avvenuto in epoca successiva all’ultima elargizione contestata, costituendo le erogazioni di quest’ultimo il quantum percepito da Dell’Utri per assicurare l’impunità a Silvio Berlusconi».

Si tratta dei bonifici che Berlusconi avrebbe versato alla moglie del suo amico con causale «prestito infruttifero». Soldi, si legge nel capo di imputazione, «mai restituiti ed erogati in ragione del rapporto che legava Berlusconi a Dell’Utri». A Dell’Utri erano stati sequestrati 10 milioni e 840 mila euro. Nel marzo 2025 il caso era stato trasferito da Firenze a Milano per competenza territoriale in base a una eccezione sollevata dai difensori Francesco Centonze e Filippo Dinacci. (riproduzione riservata)