Manovra, quasi 5 miliardi da banche e assicurazioni
Manovra, quasi 5 miliardi da banche e assicurazioni
Per la famiglia e spesa sociale saranno stanziati circa 5 miliardi mentre per le «misure fiscali» 2,16 miliardi, si legge nel Documento Programmatico di Bilancio inviato a Bruxelles

di Silvia Valente 15/10/2026 11:51

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Il governo bussa ancora una volta alle banche e alle assicurazioni per trovare le risorse a copertura della legge di bilancio, questa volta l’ultima della legislatura. La manovra 2027 varrà poco meno di 25 miliardi, se arriverà l’ok da Bruxelles all’extra spesa da 14,5 miliardi per la difesa e l’energia chiesta dall’Italia. Il verdetto spetta all’Ecofin del 9 novembre.

Non sorprende che quindi il Documento Programmatico di Bilancio (Dpb), lo scheletro finanziario della manovra, inviato nella notte di ieri, 14 ottobre, al Parlamento italiano e alla Commissione europea, avverta: la lista di entrate e spese non è quella definitiva perché «la definizione puntuale degli interventi terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le autorità europee». Il panorama, in ogni caso, non appare destinato a cambiamenti profondi, perché dal negoziato con la commissione non possono arrivare novità rivoluzionarie. In gioco, si legge nel Dpb, c’è in particolare la «migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia», in un riassunto che quindi nemmeno cita la richiesta di flessibilità nell’applicazione della regola della spesa.

Le direttrici della manovra

Gli obiettivi però sono messi nero su bianco nel Dpb, stilato dal ministero dell’Economia e delle Finanze: «Particolare rilievo sarà attribuito al finanziamento degli investimenti strategici e infrastrutturali, quale leva per sostenere la crescita e rafforzare la capacità produttiva del Paese. In tale ambito, gli interventi in materia di sicurezza energetica saranno orientati al rafforzamento degli investimenti sulla rete ferroviaria e al potenziamento delle infrastrutture pubbliche, con particolare riferimento a scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici», si legge.

Al centro poi cittadini e imprese. Gli interventi della prossima legge di Bilancio, precisa il Dpb, destinati alle imprese «saranno volti a rafforzare la competitività del sistema produttivo nonché al sostegno ai prezzi dell'energia elettrica per quota parte dei consumi, alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici attraverso, in particolare, maggiori contributi agli investimenti per impianti fotovoltaici, per la promozione del biometano e per la riconversione di impianti a biogas esistenti». E ancora, «la tutela del potere di acquisto si inserisce in una più ampia strategia volta a rafforzare il potenziale di crescita dell'economia, in continuità con l'azione già intrapresa dal Governo, salvaguardando, al contempo, la sostenibilità della finanza pubblica».

Quantitativamente, secondo le tabelle, le misure per la famiglia e spesa sociale varranno lo 0,21% del pil, circa 5 miliardi, e sono la voce più pesante. Per le «misure fiscali» è previsto lo 0,09% del pil, circa 2,16 miliardi, per la difesa lo 0,19% (4,5 miliardi) per la sanità lo 0,1% (2,4 miliardi), per il sostegno alle imprese lo 0,14% (3,3 miliardi) e per le infrastrutture lo 0,13% (3,1 miliardi). Non sembrano esserci i margini di bilancio per il taglio dell’Irpef per il ceto medio, con l’aumento da 50 a 60 mila euro della soglia di applicazione dell’aliquota del 33%.

Le coperture: 5 miliardi dal mondo finanziario

In attesa dell’ok dell’Ue ai 14,4 miliardi di extradeficit per energia e difesa, al capitolo ordinario della legge di bilancio restano circa 10 miliardi, come anticipato da MF-Milano Finanza.

«Concorrono al finanziamento della manovra, inoltre, misure a carico del settore finanziario e in materia di giochi» oltre al «miglioramento della capacità di programmazione della spesa che contribuirà a rendere più efficace l'impiego delle risorse disponibili e a sostenere il conseguimento degli obiettivi della manovra».

Nello specifico, leggendo le tabelle del Dpb, arriva dalle banche e dalle assicurazioni la fetta più ampia delle coperture della manovra non interessate dalla flessibilità Ue. Il comparto finanziario contribuirà, è previsto, per lo 0,21% del pil nel 2027, quasi 5 miliardi, oltre 4,6 miliardi di euro per l'esattezza. Poi circa 3 miliardi nel 2028 (0,13% del pil nel 2028) e oltre a 2 miliardi (0,10% del pil) nel 2029.

Dalla spending review dei ministeri il governo punta a ottenere lo 0,05% del pil nel 2027, circa 1,2 miliardi di euro, e lo 0,08 per il biennio successivo.

E si aggiunge il contributo del comparto dei giochi che sfiora quota 1 miliardi, pari allo 0,03% del pil nel 2027 e nel 2028 per poi scendere allo 0,02% nel 2029. (riproduzione riservata)