Il taglio del bollo auto appena approvato dal governo potrebbe essere solo il primo passo di una strategia più ampia dell’esecutivo. Il vicepremier Matteo Salvini ha infatti già aperto ad ampliare, con la prossima legge di Bilancio, la platea delle vetture esentate portando il limite oltre gli 80 kW fissati dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri del 16 settembre. Ma soprattutto il leader della Lega è deciso a portare avanti la partita delle pensioni: la possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni è indicata come «la grande priorità» del Carroccio per la manovra.
«L’abolizione del bollo è uno straordinari punto di partenza. Ma appunto: è solo un punto di partenza, si può per esempio allargare anche ad auto più potenti. Nella legge di Bilancio penso che vedremo molto altro», ha detto Salvini al Corriere della Sera. Il provvedimento varato dal governo prevede per il 2027 l’esenzione dalla tassa automobilistica per i veicoli di piccola e media potenza oltre che per i motocicli.
Il ministro dei Trasporti è tornato sul tema parlando, giovedì 17, ai microfoni di Rtl 102.5, spiegando che l’obiettivo è rendere l’agevolazione «stabile e strutturale» e valutare, qualora ci saranno le risorse, un innalzamento della soglia di potenza. Salvini ha poi riaperto il dossier superbollo: secondo le stime che sta elaborando il ministero, l’imposta sulle auto oltre i 100 kW vale circa 250 milioni di euro l’anno. L’idea, ha spiegato, non sarebbe quella di cancellarla subito per tutti ma di alzare la soglia oltre la quale scatta il prelievo, con l’obiettivo di sostenere il mercato automobilistico e ottenere maggiori entrate per lo Stato.
Il vero capitolo della Lega per la manovra resta però quello previdenziale. «La grande priorità per la prossima manovra è la possibilità di andare in pensione a 64 anni», ha detto Salvini, indicando la misura come più urgente rispetto ad altre proposte del partito, tra cui la detassazione delle tredicesime e l’incremento degli stipendi dei giovani. La proposta punta a consentire l’uscita anticipata rispetto ai 67 anni previsti dall’attuale sistema, utilizzando i contributi versati.
Il nodo, naturalmente, resta quello delle coperture. Ed è qui che la Lega aggancia Quota 64 a un intervento sul sistema bancario. Salvini sostiene che il costo della maggiore flessibilità previdenziale sarebbe «ampiamente inferiore» rispetto all’ipotesi di un contributo a carico delle banche e definisce il progetto del partito, sul piano delle risorse necessarie, «inattaccabile».
Il meccanismo ipotizzato dalla Lega prevede un prelievo del 5% su alcune componenti dei profitti bancari legate alle commissioni sulle operazioni e al differenziale tra gli interessi riconosciuti sui depositi e quelli applicati su mutui, prestiti e affidamenti. Secondo Salvini, una misura di questo tipo potrebbe portare nelle casse dello Stato tra 2,5 e 3 miliardi di euro. A fare da sfondo alla partita il calendario della legislatura. «Si vota a fine legislatura», ha ribadito Salvini, ricordando che il mandato parlamentare scade nell’autunno del 2027. (riproduzione riservata)