Manovra, caccia a 10 miliardi. Dalle banche alle assicurazioni, ecco chi pagherà il conto
Manovra, caccia a 10 miliardi. Dalle banche alle assicurazioni, ecco chi pagherà il conto
Tra le ipotesi allo studio, ci sono nuovi interventi sulle Dta e un altro aumento dell’Irap per gli is

di di Anna Messia e Silvia Valente 14/10/2026 22:00

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Dovrebbe valere circa 25 miliardi di euro l’ultima manovra della legislatura. Stando a quanto risulta a MF-Milano Finanza il governo cerca 10 miliardi di coperture (di cui circa 3 miliardi da banche e assicurazioni) da sommare ai 15 miliardi di scostamento extra, per difesa ed energia, chiesti all’Ue per il prossimo anno, il cui ok ufficiale è atteso nell’Ecofin del 9 novembre.

«Tutti quelli che avranno la possibilità di contribuire in questo momento contribuiranno», ha chiarito il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Non proprio una novità. Lo scorso anno nell’ambito della legge di Bilancio le banche hanno già siglato - come ricordato in più occasioni dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli - un accordo triennale con il governo che garantisce alle casse pubbliche 10,5 miliardi fino al 2028. E proprio alla luce di quanto già deciso in passato, tra gli interventi allo studio per la manovra 2027 c’è un ulteriore aumento dell’Irap (salito già dal 4,65% al 6,65% nella scorsa manovra per il triennio 2026-28) di un altro punto percentuale per un anno. E non sono da escludere interventi sui crediti fiscali scontabili in anni futuri legati agli avviamenti (Dta), a strumenti finanziari e alla svalutazione crediti. Sul tavolo anche l’ipotesi di un aumento dell’Ires.

Le ipotesi per il nuovo contributo dalle assicurazioni

Un copione replicabile per le assicurazioni. Per le compagnie, come per le banche, si potrebbe guardare alle Dta (Deferred Tax Assets) iscritte nei bilanci. Invece di introdurre una tassa sugli extraprofitti, lo Stato potrebbe cioè modificare le regole con cui le compagnie deducono o ammortizzano l'avviamento e le imposte anticipate negli anni futuri, obbligandole di fatto a versare l'imposta in anticipo o a rallentare i benefici fiscali. Altra leva da utilizzare potrebbe essere un ulteriore aumento dell’aliquota Irap, arrivata – con l’incremento del 2% sovracitato nella scorsa legge di bilancio - al 7,9%. Una percentuale che però già supera l’aliquota applicata al settore bancario, dove il prelievo è del 6,65%. Sempre lo scorso anno, all’aumento dell’aliquota era stato aggiunto l’anticipo dell’85% dei contributi sui premi delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti che vanno al Servizio Sanitario Nazionale (pari al 10,5% dei premi). Quell’anticipo, insieme all’aumento dell’Irap, nella manovra 2026 aveva prodotto un extra gettito dalle assicurazioni stimato in 1,3 miliardi. Con la manovra di quest’anno, si potrebbe ragionare sul portare l’anticipo dell’85% al 100%, con un nuovo incasso di 250-280 milioni. Ma il governo ha bisogno di più e non sono esclusi colpi di scena, come quello che c’è stato sempre lo scorso anno quando si era ipotizzato di alzare retroattivamente, su 10 anni, la tassazione delle polizze di infortunio sul conducente dal 2,5 al 12,5% con un incasso stimato di 1 miliardo. Provvedimento poi corretto in corso d’opera eliminando la retroattività e sgonfiandone la portata.

Il nodo delle società energetiche

Ancora meno definito il possibile intervento sul comparto energetico. Anche perché non può passare inosservato il fatto che le società hanno già dato una mano a clienti e automobilisti contro caro-carburanti e rincaro delle bollette. Stando a quanto risulta a MF-Milano Finanza, si pensa di prendere spunto dal decreto bollette dello scorso febbraio, che ha introdotto un aumento dell’Irap del 2%, per ottenere 1 miliardo fino al 2028. Nel governo c’è anche chi propone una soluzione più morbida, sulla scia dell’anticipo (130 milioni) di imposta sugli utili chiesto a Eni per finanziare il taglio delle accise sul diesel.

Il capitolo coperture da tabacco e giochi

Il governo ha poi in canna un aumento di sigarette e prodotti da fumo. Un miliardo in più da aggiungere ai 15,6 miliardi record portati dal comparto nelle casse pubbliche nel 2025. Similmente l’esecutivo punta a ottenere un miliardo dal mondo dei giochi, che nel 2025 ha raggiunto 165 miliardi di scommesse. L’intervento potrebbe concentrarsi sul mercato dell’online o, in alternativa, rivedere le modalità di prelievo sulle vincite. Si fa strada, però, l’ipotesi della proroga delle concessioni, per un totale di 400 milioni. Potrebbe anche entrare nel pacchetto la gara per il Gratta e Vinci, concessione gestita da Brightstar in scadenza il 30 settembre 2028.

C’è poi la possibilità di fare ricorso alle risorse non spese del Pnrr, come fatto per finanziarie (1,6 miliardi) il taglio del bollo per le auto utilitarie. E non si è ancora chiusa la stagione delle privatizzazioni: ma cosa resta da vendere? (riproduzione riservata)