Manovra al rush finale tra pensioni e Irpef: il governo tratta con Bruxelles, ma il Cdm è vicino
Manovra al rush finale tra pensioni e Irpef: il governo tratta con Bruxelles, ma il Cdm è vicino
Colloquio in corso con l’Ue: l’Italia deve definire le modalità di spesa dei 14 miliardi della clausola di salvaguardia nazionale legati all’energia. Le trattative serrate a Palazzo Chigi sbloccano l’impasse: manovra in Cdm mercoledì 28

di di Anna Di Rocco 26/10/2026 21:00

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Difficile dare la colpa alle agende. Anche perché a Palazzo Chigi, settimana scorsa, erano stati molto chiari: siate pronti a cambiare gli appuntamenti, il Consiglio dei ministri per approvare la legge di Bilancio sarà convocato quando sarà tutto pronto. E nel tardo pomeriggio di lunedì 26 ottobre evidentemente non lo era ancora. Il motivo, ca va sans dire, riguarda le risorse. E, non da meno, lo stallo nei colloqui con Bruxelles per ottenere più flessibilità. 

Ma la volontà della presidente Giorgia Meloni e del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, era una: superare l’impasse entro fine  giornata. E, secondo quanto risulta a questo quotidiano, i ministri saranno chiamati ad approvare il testo della finanziaria mercoledì 28 ottobre in tarda mattinata. 

Flessibilità sì, ma come si spende?

Il ministro Matteo Salvini aveva più volte indicato martedì 27 come la giornata del varo della manovra, precisando che al testo finale mancavano «le ultime limature». Ma, a tenere aperta la partita, non sembrano essere dettagli. Il primo ostacolo vale infatti metà finanziaria: l’uso dei 14,3 miliardi di euro garantiti dalla clausola di salvaguardia nazionale che l’Italia ha chiesto di attivare.

Secondo quando riportato dall’Ansa, il governo non avrebbe ancora inviato una richiesta formale a Bruxelles sui singoli interventi da finanziare con la flessibilità aggiuntiva e il motivo è sempre lo stesso: l’esecutivo vuole allargare le sotto-misure finanziabili estendendo l’uso dei fondi destinati all’energia. La richiesta, per ora, ha trovato parere negativo in Commissione, ma i colloqui sono ancora in corso. Questo, inevitabilmente, ritarda i tempi della manovra: fonti Mef confermano che la legge di Bilancio potrà approdare in Cdm solo dopo la definizione delle linee guida sull’uso della clausola di salvaguardia per l’energia.

Il nodo pensioni, la Lega vuole «smontare» la legge Fornero

Il secondo ostacolo riguarda il conto salato delle pensioni. Perché la promessa della Lega sulla previdenza - quella di «smontare la legge Fornero» - deve fare i conti con la «manovra targettizzata» preannunciata dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Quella di Salvini è infatti una promessa che vale miliardi. Secondo il Documento programmatico di finanza pubblica, la spesa previdenziale salirà da 352 miliardi di quest’anno a 367 miliardi nel prossimo: il 15,3% del pil.

La proposta del Carroccio è consentire il pensionamento a 64 anni (con 36 anni di contributi), ma il costo rischia di restringere ulteriormente lo spazio per le altre misure. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la proposta sarebbe quella di usare la dotazione di 1 miliardo del Fondo per la flessibilità in uscita per poi ampliarne la portata. Il problema resta però lo stesso: come finanziare nuove uscite anticipate senza sacrificare altre misure previdenziali (come l’Ape sociale, opzione donna e l’ipopensione) o aumentare il costo complessivo della manovra. Che sulla carta vale 23,5 miliardi di euro, mentre nella teoria resta ancora da quantificare.

Le altre coperture, le altre misure

Oltre alla flessibilità europea, il resto delle coperture arriverà dalla spending review dei ministeri (1,2 miliardi), dall’aggio sulle lotterie e giochi online (700 milioni), da nuove entrate e tagli (2,3 miliardi) e da 5 miliardi provenienti da banche e assicurazioni. Gli istituti hanno però mostrato disappunto sul contributo, citando in più occasioni dell’accordo triennale già in essere. «So bene che le banche hanno fatto molto», ha detto il vicepremier Antonio Tajani, ma «in un momento particolare serve avere il sostegno di chi ha le condizioni finanziarie per farlo, senza una visione punitiva».

Le risorse disponibili condizioneranno tutte le promesse fatte dalla maggioranza ai cittadini (e futuri elettori). Le priorità restano le famiglie, il ceto medio, i giovani, gli anziani, il sistema sanitario e il caro-energia. Ma i nodi al pettine, affrontati anche nel tardo pomeriggio di lunedì 28 durante un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, restano. Il menù definitivo rimane anche appeso alla speranza che i colloqui con Bruxelles permettano di allargare i margini per contrastare l’inflazione. L’obiettivo restano 4 miliardi aggiuntivi, che farebbero lievitare l’ultima manovra della legislatura a 28 miliardi. (riproduzione riservata)