I settori finanziario ed energetico tornano al centro dell'attenzione a Piazza Affari dopo le misure fiscali collegate alla manovra di bilancio da 26 miliardi di euro approvata dal governo Meloni. Ora dovrà essere esaminata dal Parlamento. Tra gli interventi oggetto di discussione figura un ulteriore incremento dell'addizionale Irap applicata alle imprese energetiche.
Il governo intende portare l'addizionale complessiva al 5% per il 2027, rispetto al precedente incremento del 2%, e introdurre un'aliquota aggiuntiva del 3% per il biennio 2028-2029. Le stime, confermate dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, indicano un gettito di 700 milioni di euro. Per le società sottoposte a regolamentazione tariffaria, l’onere fiscale maggiore non risulta recuperabile attraverso gli ordinari meccanismi di determinazione delle tariffe.
Attualmente i clienti che non effettuano una scelta passano al mercato libero mantenendo il proprio fornitore Stg, consentendo così agli operatori incumbent di conservare il cliente in assenza di una scelta esplicita. Tuttavia, tali operatori sono tenuti a proporre le condizioni economiche più favorevoli, mentre Arera vigilerà sulla metodologia adottata, sui criteri di segmentazione della clientela e sul piano di comunicazione.
Ciò limita la possibilità di rivedere al rialzo i prezzi al momento della transizione. Il 30 novembre si terrà una nuova asta per l’assegnazione dei clienti che entreranno nel regime Stg a partire da gennaio 2027, costituiti principalmente da clienti che perderanno lo status di vulnerabilità. Le assegnazioni riguarderanno il periodo compreso tra aprile 2027 e marzo 2030. Chiaramente, a detta di Banca Akros, si tratta di notizie negative, che confermano un rischio regolamentare in aumento in Italia.
Mentre il contributo richiesto al settore finanziario per finanziare la Legge di Bilancio sale a 5,5-6 miliardi rispetto alle attese iniziali di 5 miliardi. La premier Meloni ha confermato che le misure sono state adottate senza un accordo preventivo con il settore. In particolare prevedono un incremento del 3% dell’addizionale Ires su banche e assicurazioni, con l’aliquota Ires complessiva che arriverà al 30,5% per le banche (gettito stimato in area 1,5 miliardi) e al 27% per le assicurazioni (contribuiranno complessivamente per 1 miliardo, includendo gli anticipi di liquidità). Le società finanziarie prive di licenza bancaria e/o assicurativa non sembrano incluse nelle misure ma questa esclusione andrà confermata.
Previsti anche l’incremento delle aliquote della Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, che passerà dallo 0,20% allo 0,40% sulle transazioni in titoli azionari con una capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro e quelle in derivati su azioni e negoziazioni ad altra frequenza allo 0,06% dallo 0,04%, con un gettito aggiuntivo per 1 miliardo; la riduzione della deducibilità di spese amministrative e ammortamenti di beni strumentali ai fini Irap dal 90% al 30%; la rimodulazione della minor deducibilità degli interessi passivi (500 milioni di gettito atteso) e il differimento del recupero di deduzioni sulle imposte differite attive (dta), svalutazione di crediti ed eccedenze Ace (gettito stimato in area 2 miliardi).
Sulla base delle stime di Equita, un incremento dell’Ires di 3 punti percentuali comporterebbe un impatto negativo medio sull’utile per azione 2027 delle banche italiane in area -4%-4,5%, con Unicredit «relativamente meno penalizzata vista la sua presenza significativa all’estero». Detto questo, la tassazione rappresenta una notizia negativa per il settore, sia per l'impatto sulla redditività sia per il potenziale aumento del costo del capitale, legato all’incertezza fiscale maggiore e a un più alto premio per il rischio richiesto agli investitori».
Secondo le simulazioni di Intermonte, l’impatto delle maggiorazioni Ires sul panel delle banche e assicurazioni che la sim segue è pari a 1,4 miliardi per il 2027 ovvero un impatto medio a livello di utile per azione 2027 del 4% con Unicredit come la banca meno impattata per effetto, appunto, della rilevanza delle attività non domestiche. «Le misure non sono state concordate con il settore, ma sembra che gli spazi di manovra per ottenere dei miglioramenti non siano elevati», indica Intermonte.
Infine, è stato confermato un contributo di circa 700 milioni di euro dal settore dei giochi. Il testo approvato non chiarisce quali specifici provvedimenti contribuiscano a formare il gettito target dichiarato. Intermonte valuta comunque positivamente la conferma di un contributo coerente con quanto previsto dal Documento programmatico di bilancio. In attesa di maggior visibilità sulle misure, sulla base delle indiscrezioni degli ultimi giorni, si aspetta un impatto limitato su Lottomatica.
A Piazza Affari l’impatto della manovra si fa sentire di più sui settori bancario e assicurativo: Unicredit cala dello 0,7%, Intesa Sanpaolo dell’1%, Banco Bpm dello 0,87% e Mps dello 0,51%, questa nel giorno dell’assemblea degli azionisti. In calo anche Generali (-0,19%) e Unipol (-0,72%) tra gli assicurativi. Regge tra le utility Enel (+0,09%), non Snam (-0,84%), Italgas (-0,65%) ed Hera (-0,71%). Anche Eni si arrende alle vendite con un -0,41%. E Lottomatica flette, ma solo dello 0,55%. (riproduzione riservata)