Vale 26 miliardi l'ultima manovra della legislatura e la quinta siglata dal governo Meloni. Ieri, mercoledì 28 ottobre, il consiglio dei ministri ha approvato il ddl Bilancio 2027, che adesso passa all’esame del Parlamento che dovrà approvarlo entro la fine dell’anno.
Il ddl Bilancio 2027 non contiene particolari sorprese, tra conferme di misure già in vigore e convalida di interventi spinti negli ultimi mesi dai partiti di maggioranza. Protagonisti, come atteso, giovani e ceto medio. Ma soprattutto il fisco: si è trovata la quadra per estendere la soglia del secondo scaglione, quella al 33%, per i redditi fino al 55 mila euro. Il beneficio è di 500 euro di tasse in meno l'anno e il costo per le casse pubbliche è poco più di 1,2 miliardi di euro. Con i tagli già fatti con le manovre precedenti, il risparmio totale arriva a 1.200 euro l'anno.
La manovra poi alza al 15% la soglia di accesso al regime forfettario per gli autonomi da 85 mila a 100 mila. C’è, però, un vincolo europeo: sopra gli 85 mila euro scatta l’obbligo di applicare l’Iva, e per esentare anche la nuova fascia serve il via libera della Commissione Ue. Il governo ha un anno per negoziare l’esenzione.
Non è a bilancio, almeno per ora, la detassazione delle tredicesime mentre viene reso strutturale il taglio del bollo per auto e moto di piccola cilindrata, che coinvolge 14,5 milioni di veicoli. In materia di mobilità,
Novità anche per le auto: in arrivo le targhe personalizzate. Chi vuole potrà scegliere, con un costo, lettere e numeri.
Confermati tutti i provvedimenti della manovra precedente che sarebbero scaduti a fine 2026, ossia un pacchetto da circa 9 miliardi: sale a 2,4 miliardi il credito d’imposta per gli investimenti nella Zes unica per il Sud, rinnovati la tassazione all’1% dei premi di produttività e la super deduzione del costo del lavoro al 120% «più assumi meno paghi», restano il bonus mamme lavoratrici e la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali, che ha incentivato il rinnovo dei contratti di oltre 4 milioni e 250mila lavoratori.
Un capitolo della manovra è dedicato ai giovani. «Introduciamo un premio ai giovani lavoratori under 30, 2.500 euro tassati all’1% che si possono ricevere nell’arco di 12 mensilità quanto in un’unica soluzione. «Vogliamo che un ragazzo che inizia a lavorare in Italia senta che questa nazione vuole spronarlo», ha sottolineato la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa dopo il cdm che ha approvato la manovra 2027.
Parte della flessibilità sull’energia extra chiesta a Bruxelles, andrà a finanziare la dotazione di climatizzatori e pompe di calore per tutte le scuole italiane. E ancora, con la Nec (National Escape Clause ossia la Clausola di Salvaguardia Nazionale) viene finanziato anche l’efficientamento delle università e degli ospedali italiani.
Altro tema centrale è la natalità. Ecco che la manovra riconosce un ulteriore mese di congedo parentale retribuito all’80%, e concede fino a 5 mesi e 6 mesi per chi ha rispettivamente 2 e 3 figli.
La manovra istituisce il cosiddetto fondo bebè. Ossia dal 2027 l’Inps aprirà una posizione previdenziale per ogni nuovo nato, in cui lo Stato verserà 100 euro all’anno fino ai 18 anni. Insomma si raggiungerà quota 1.800 euro, più i rendimenti. Cifra a cui possono contribuire liberamente genitori e familiari. Da precisare che le somme non sono tassabili né pignorabili e non utilizzabili prima dei 18 anni (salvo emergenza straordinaria con autorizzazione del giudice tutelare). A 18 anni si possono riscattare per università, avvio attività o continuare come strumento di previdenza complementare.
Il ddl Bilancio attiva, inoltre, un fondo da 850 milioni di euro per la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. I requisiti precisi saranno definiti con un decreto a gennaio.
Contro il caro-affitti, il ddl Bilancio 2027 prevede una cedolare secca al 10% sugli affitti a canone calmierato. Inoltre, per chi affitta a canone concordato a giovani sotto i 35 anni la cedolare secca scende ancora all’1%.
Per la prima volta nella storia, è stata introdotta la cedolare secca per i negozi al 21% «per aiutare a tenere aperte le serrande», ha evidenziato Meloni. Confermato anche il bonus del 50% e del 65% per le ristrutturazioni delle case.
Per la sanità dalla manovra 5 miliardi. Da un lato, la dotazione del Fondo sanitario nazionale è aumentato di altri 3,4 miliardi (di cui un miliardo già previsto dalla scorsa manovra) rispetto al 2026, portando il totale a 146,3 miliardi nel 2027. Una quota di questo ulteriore aumento viene vincolata al rafforzamento degli stipendi dei medici di pronto soccorso.
Dall’altro lato, ci sono 1,6 miliardi di euro per finanziare un voucher di 300 euro per gli over 75 con pensioni inferiori ai 28 mila euro annui. Coinvolta una platea di 5 milioni per spese sanitarie non coperte dal sistema sanitario nazionale, farmaci e visite specialistiche.
In materia di imprese, poi, la manovra conferma l’Energy Release – il meccanismo promosso dal governo italiano e gestito dal Gse (Gestore dei Servizi Energetici) per sostenere le imprese energivore – e la estende anche alle pmi. La dotazione è di 1 miliardo di euro.
Rinviato poi all’entrata in vigore di sei mesi la sugar e la plastic tax.
Il governo fa di nuovo cassa per oltre 6,2 miliardi di euro con Piazza Affari per finanziare la manovra che vale 26 miliardi di euro. Innanzitutto l’esecutivo interviene nuovamente, come già fatto in occasione della scorsa legge di bilancio, sull’imposta sulle transazioni finanziarie. L’aliquota salirebbe dall’attuale 0,2% allo 0,4% dal prossimo anno, sugli acquisti di azioni, strumenti finanziari partecipativi e titoli rappresentativi di società con capitalizzazione pari o superiore a 500 milioni, negoziati sui mercati regolamentati o sistemi multilaterali. Per gli acquisti fuori da questi mercati l’aliquota salirebbe dallo 0,4% allo 0,8%. Il governo punta così a raccogliere circa 500 milioni di euro, stando a quanto fa sapere Palazzo Chigi. Un contributo previsto in crescita nei prossimi anni, forse sin scia all’andamento positivo di Piazza Affari, visto che nel triennio - stando a quanto risulta a MF-Milano Finanza - dovrebbe toccare quota 1,7 miliardi.
Il nuovo incremento allo 0,4% comporterebbe nell’arco di due anni una quadruplicazione del prelievo collocando l’Italia in cima ai Paesi europei con la legislazione più sfavorevole per gli investimenti azionari. Basti pensare che «ciò significa che su un acquisto di 10 mila euro in borsa si pagavano 10 euro nel 2025 e se ne pagano 20 nel 2026. Con l’aumento si arriverebbe a 40 euro contro zero a Francoforte o Amsterdam», segnala l’Associazione Intermediari Mercati Finanziari in una nota non a caso intitolata «Una tassa contro i risparmiatori».
Sempre guardando all’impatto della manovra sulla piazza finanziaria milanese il governo chiede contributi a banche, assicurazioni e società energetiche che pesano per il 60,9% del Ftse Mib. Nel dettaglio, la manovra 2027 è finanziata con ben 5 miliardi chiesti «al settore finanziario, ma è prevista una franchigia di 90 mila euro per annullare l’impatto sulle banche di prossimità e quelle cooperative», ha precisato ne tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 28 ottobre, la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al ddl Bilancio 2027.
Tecnicamente gli interventi riguardano l’Irap e l’Ires. Da un lato, per l'Irap si interviene sulle «spese amministrative e gli ammortamenti dei beni strumentali: l'imponibilità passa dal 90% al 30%, quindi c'è un abbattimento della deduzione», ha spiegato il viceministro dell'Economia Maurizio Leo. Dall’altro lato, l'incremento dell'Ires «è del 3%; per le banche passiamo dal 27,5 a 30,5% e per le assicurazioni dal 24 al 27%» Sono escluse, ha aggiunto Leo, «le società di gestione dei fondi comuni di investimento e le società di intermediazione immobiliare».
Il governo chiede inoltre 700 milioni sia alle società energetiche sia al settore dei giochi. Diverse fonti parlano di un nuovo aumento dell’Irap per le aziende attive nel mondo dell’energia sul tavolo. L’aliquota era, infatti, già stata aumentata del 2%, dal 3,9% al 5,9%, per il 2026-2027 con il decreto Bollette emanato a fine febbraio. Il gettito complessivo atteso è di circa 1,1 miliardi di euro, di cui circa 500 milioni nel 2026, 550 milioni di euro nel 2027 e i restanti 80 milioni nel 2028. Ecco che il governo potrebbe reperire i 700 milioni aumentando l’aliquota anche per il 2028 e per il 2029. Meno risorse invece da Bruxelles: si parla di 12,2 miliardi rispetto ai 14,4 miliardi di flessibilità concessi dall’Ue. A pagare la manovra anche la spending review da circa 1,2 miliardi chiesta a ministeri e Palazzo Chigi. (riproduzione riservata)