Continua il perfezionamento delle misure da inserire nella manovra 2027, l’ultima della legislatura. La maggioranza ha perfezionato l’accordo poche ore prima del consiglio dei ministri chiamato ad approvare il ddl Bilancio programmato per oggi, 28 ottobre, alle 15.
In materia di fisco alla fine l'aliquota Irpef del 33% verrebbe estesa fino a 55 mila euro (oggi 50 mila). Si era parlato di 60 mila, ma costava 2,7 miliardi l'anno, troppo per far quadrare i conti di una manovra che vale 23,5 miliardi e potrebbe salire intorno ai 25 miliardi. E allo stesso tempo dovrebbero essere detassate le tredicesime per i redditi più bassi, con aliquota al 10% o al 15%.
I giovani, come promesso più volte dagli esponenti della maggioranza che sostiene il governo Meloni, sono protagonisti della manovra 2027.
Nel ddl Bilancio dovrebbero entrare sia la flat tax al 5% per i neoassunti under 35 con contratto stabile, fino a circa 30-35 mila euro, sia la deduzione per le imprese che assumono under 35, al 130-140%, che sale al 180% per l'assunzione di madri lavoratrici.
Tra le ipotesi sul tavolo anche una mini-Irpef per gli under 30 e una no tax area più ampia per gli under 25. Per i rinnovi contrattuali resterebbe anche per il prossimo anno confermata la tassazione al 5% sugli aumenti.
Guardando, invece, alla fine della vita lavorativa degli italiani, non dovrebbe entrare la richiesta della Lega di abbassare a 64 anni l'età di uscita dal mondo del lavoro. Al suo posto nasce un fondo per la flessibilità in uscita, operativo dal prossimo anno.
Sarebbe ancora da concludere definitivamente la trattativa sulla card sanitaria da 300-500 euro, proposta da Forza Italia, per gli over 75 a basso reddito, con soglia Isee da definire. Servirebbe per dentista, protesi, esami e visite non coperti, e ticket. Il Fondo sanitario non crescerebbe oltre il miliardo già previsto.
Con il focus sempre sulle famiglie, la manovra 2027 andrebbe a prorogare il bonus mamme e gli aiuti per gli asili nido. Allo stesso modo, l’esenzione dal bollo auto verrebbe allargata ai veicoli fino a 133 kW, ma solamente per le famiglie con almeno quattro figli.
Tra le altre misure che dovrebbero entrare c’è la modifica, spinta dalla Lega, dell’estensione della flat tax per gli autonomi: il tetto di ricavi sale da 85 mila a 100 mila euro, ma con obbligo di applicare l'Iva oltre gli 85 mila.
E poi, su proposta di Fratelli d’Italia, si fa strada la cedolare secca sui negozi (probabile): 21%, ridotta al 10% nei centri metropolitani.
Sarebbe pronto un fondo da 480 milioni per assunzioni e previdenza delle forze dell'ordine. E si ragiona a una riapertura delle rottamazioni quater e quinquies, chiesta dalla Lega, estesa alle cartelle da accertamento. E con la manovra possibile l’uso dei fondi Pac per aiutare gli agricoltori sul costo dei carburanti.
Le coperture della manovra si ampliano. Il contributo del settore finanziario vale quasi 5 miliardi, con esenzione allo studio per le banche di prossimità e i piccoli istituti locali. L’accordo, ha chiarito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è stato trovato nella maggioranza ma che con le banche si definirà dopo.
Per il settore, tra le ipotesi allo studio dell’esecutivo c’è un aumento dell’addizionale Ires per banche e assicurazioni, oggi pari al 3,5%, che si somma all’aliquota ordinaria del 24% portando il prelievo complessivo al 27,5%. L’obiettivo è avvicinarlo al 30%.
Sul tavolo anche un nuovo rialzo della Tobin tax e un intervento sulle imposte anticipate (Dta). Per la Tobin tax l’ipotesi è raddoppiare dallo 0,2% allo 0,4% il prelievo sugli acquisti di azioni, strumenti finanziari partecipativi e titoli rappresentativi di società con capitalizzazione pari o superiore a 500 milioni, negoziati sui mercati regolamentati o sistemi multilaterali. Per gli acquisti fuori da questi mercati l’aliquota salirebbe dallo 0,4% allo 0,6%. L’obiettivo del governo, stando a quanto risulta a MF-Milano Finanza, è raccogliere altri 1,7 miliardi di euro.
Le altre risorse comprendono 14,3 miliardi legati alla flessibilità richiesta all’Ue per energia e difesa, 2,3 miliardi di maggiori entrate o tagli, 1,2 miliardi dalla spending review dei ministeri e 700 milioni dall’aggio sulle lotterie e dai giochi online. (riproduzione riservata)