Manovra 2027, dalla Zes al cloud: ecco tutte le misure per le imprese
Manovra 2027, dalla Zes al cloud: ecco tutte le misure per le imprese
La manovra destina oltre 6 miliardi di euro per ridurre i costi energetici delle imprese, con obblighi di investimento in rinnovabili ed efficienza. Le pmi dovranno completare gli interventi entro 36 mesi per evitare sanzioni

di Silvia Valente 03/11/2026 15:04

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La manovra mette a disposizione oltre 6 miliardi di euro tra il 2027 e il 2030 per ridurre i costi energetici delle imprese: 2,5 miliardi per le energivore e 3,53 miliardi per micro, piccole e medie imprese (non iscritte nell’elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica tenuto dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali). Gli aiuti sono però legati alla transizione energetica: le aziende beneficiarie dovranno investire almeno l’equivalente del sostegno ricevuto in interventi per ridurre consumi ed emissioni, dalle rinnovabili all’efficienza energetica. Per le pmi gli investimenti dovranno essere completati entro 36 mesi. In caso di mancato rispetto degli obblighi, il Gse potrà recuperare gli aiuti con gli interessi.

Raddoppia la ritenuta tra imprese

Entrando nel dettaglio delle 175 pagine del ddl Bilancio 2027, l’articolo 35, raddoppia all’1% la ritenuta d’acconto tra le imprese per i pagamenti del 2028 e al 2% da quelli del 2029.

Per fare un esempio, una pmi con 1 milione di euro di fatture verso imprese dovrà così anticipare 10 mila euro nel 2028 e 20 mila euro l’anno dal 2029, che recupera solo in dichiarazione come acconto d’imposta. Sono esclusi i fornitori che, al momento del pagamento, hanno aderito al concordato preventivo biennale o sono in adempimento collaborativo, e i pagamenti con bonifico parlante. Dovrebbero essere esclusi anche i forfettari, che per legge non subiscono ritenute. Ecco che per chi fattura soprattutto ad altre imprese, l’adesione al concordato preventivo biennale 2028-2029 diventa anche il modo per incassare le fatture per intero.

Credito d’imposta cloud fino al 30%

La legge di Bilancio 2027 riconosce, inoltre, alle imprese residenti e alle stabili organizzazioni un credito d’imposta fino al 30% dei canoni di abbonamento a servizi di cloud computing, per i costi di competenza degli anni 2027, 2028 e 2029. Il tetto di spesa pubblica è fissato a 30 milioni l’anno. E i canoni devono riguardare l’uso dei beni immateriali cioè software, piattaforme, applicazioni, sistemi di intelligenza artificiale e cybersecurity. Un abbonamento cloud da 20 mila euro l’anno a un software gestionale vale al massimo 6 mila euro di credito per ciascun anno.

Altre risorse per la Zes Unica

La manovra 2027 stanzia (articolo 85) nuove e più risorse per finanziare il credito d’imposta per la Zes Unica per 2,4 miliardi di euro per il 2027 e di 1,25 miliardi per il 2028.

Le risorse incidono sull’importo effettivo del bonus: se le richieste superano il limite di spesa, il credito si riduce in proporzione, come accaduto per gli investimenti 2025, riconosciuti in prima battuta al 60,3% del richiesto. Con una dotazione più che raddoppiata per il 2027, a parità di domande, il rischio di riduzione diminuisce.

Benefici per imprese e lavoratori

Per il periodo d’imposta 2027 la maxi-deduzione del costo dei nuovi assunti a tempo indeterminato sale al 40% per i giovani con meno di 36 anni e all’80% per le lavoratrici madri-

La maggiorazione si calcola sul costo dei nuovi assunti entro l’incremento del costo del personale e spetta solo se a fine anno i dipendenti a tempo indeterminato superano la media dell’anno precedente, come chiarisce la circolare dell’Agenzia delle Entrate. Per ditte individuali e società di persone il vantaggio dipende dall’aliquota Irpef del titolare o dei soci.

La manovra, poi, proroga al 31 dicembre 2027 gli esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di donne, giovani e lavoratori nella Zes. Lo stesso articolo 42 del ddl Bilancio estende l’esonero alle trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel 2027 dei contratti a termine avviati dal 1° maggio al 30 novembre 2026, nel limite di 45,1 milioni di euro per il 2027.

Per il 2027 il limite di esenzione dei fringe benefit è di 1.000 euro e sale a 2.000 euro per i dipendenti che non hanno compiuto 31 anni, anche senza figli a carico, oltre che per chi ha figli (articolo 45 del ddl). Nel limite rientrano anche le somme rimborsate per utenze domestiche, affitto e interessi sul mutuo della prima casa.

La manovra riapre fino al 30 settembre 2027 l’assegnazione agevolata dei beni ai soci nonché consente di rivalutare gli immobili d’impresa con imposta sostitutiva dell’8% o del 4%.

E ancora, in materia fiscale, i dividendi corrisposti ai lavoratori e derivanti dalle azioni attribuite in sostituzione di premi di risultato per un importo non superiore a euro 1.500 annui, sono esenti dalle imposte sui redditi per il 50 per cento del loro ammontare.

Misure per i settori specifici

Il ddl Bilancio 2027 alza al 90% la deducibilità delle auto elettriche e ibride degli agenti di commercio, consente alle imprese artigiane di crescere oltre i limiti di dipendenti e rinvia ancora plastic tax e sugar tax al primo luglio 2027.

Confermata, invece, per il 2027 l’esenzione dei redditi dominicali e agrari di coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli fino a 10 mila euro, al 50% fino a 15 mila euro, che riguarda l’Irpef agricola. Il credito d’imposta 4.0 agricoltura sale a 82,1 milioni di euro per il 2027 e per il 2028 nonché viene creato un fondo da 60 milioni per l’efficientamento della flotta da pesca. Dal 2027 i pescatori hanno un trattamento sostitutivo della retribuzione pari all’80% per massimo novanta giorni l’anno. Per il turismo il trattamento integrativo speciale del 15% su lavoro notturno e straordinario festivo vale da gennaio a settembre 2027, e i contratti di sviluppo del settore ricevono 20 milioni per il 2027.

Iperammortamento e Nuova Sabatini già in vigore per il 2027

C’è però qualche grande assente nella prima versione del ddl Bilancio 2027: non c’è la proroga dell’iperammortamento, che è legge per gli investimenti fino al 30 settembre 2028, e non viene rifinanziata la Nuova Sabatini né viene realizzato il voucher AI studiato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Sicuramente va precisato che alcune misure a favore delle imprese sono già valide comunque per il 2027, alla luce della manovra dello scorso anno. Infatti, l’iperammortamento Transizione 5.0 è in vigore per gli investimenti fino al 30 settembre 2028. E per la Nuova Sabatini sono già previsti 450 milioni per il 2027. (riproduzione riservata)