Olimpiadi al via: l’Italia vincerà la partita finanziaria su cui spesso cadono le nazioni ospitanti? Milano Finanza lo ha chiesto al presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò nel giorno dell’inaugurazione dei Giochi invernali a Milano. Risposta secca: «Sarà un successo».
Domanda. Presidente Malagò, le Olimpiadi di Milano Cortina sono partite e qualcuno sostiene che saranno le più belle di sempre, è d'accordo?
R. Sono completamente d’accordo. I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 rappresentano un unicum nella storia dei Giochi e un modello innovativo e coraggioso per gli eventi sportivi che verranno. È l’Olimpiade dei territori, basata su un approccio improntato alla sostenibilità e alla valorizzazione delle infrastrutture esistenti, che valorizzerà lo spirito e le bellezze italiane con eccellenze di ogni tipo. Infine Milano Cortina raggiungerà un traguardo storico anche in termini di equilibrio di genere: con il 47% di atlete, saranno i Giochi Invernali più gender balanced di sempre.
D. Tutto pronto o qualche opera annessa sarà completata dopo?
R. Tutto è pronto ma chiunque conosce queste organizzazioni così complesse sa che le problematiche sono sempre dietro l’angolo e oggi l’aspetto più difficile per il Comitato Organizzatore è essere preparati per qualsiasi straordinarietà. Con l’occasione desidero ringraziare le circa 36 mila persone che hanno lavorato e stanno lavorando a Milano Cortina tra operai, hostess, testimonial e funzionari della fondazione. È stata una corsa contro il tempo e non dimentichiamo che da quando è cominciata l'avventura noi abbiamo attraversato quattro governi, con interlocutori diversi e in più ci sono stati Covid e guerre. Di fatto abbiamo organizzato le Olimpiadi negli ultimi due anni e mezzo con un’accelerazione impressionante.
D. Quanto sono costate le Olimpiadi, qualcuno ha parlato di 5-7 miliardi, e quanto faranno incassare?
R. Questi numeri sono non riscontrabili nel budget della fondazione in quanto ammesso che corrispondono alla realtà sono per la massima parte di competenza della Simico-Società Infrastrutture Milano Cortina 2026, società pubblica che si è occupata brillantemente di realizzare opere infrastrutturali da tempo richieste dagli enti locali.
D. Si rivolgerà la domanda a Simico, ma un suo punto di vista sui costi?
R. A livello economico ci saranno nell’immediato formidabili benefici per il Paese: ci sono studi di tre università che indicano valori tra 5,2 e 5,5 miliardi di euro di valore aggiunto e circa 36.000 nuovi addetti.
D. Quelle di Milano Cortina sono Olimpiadi diffuse; è il futuro di queste competizioni?
R. I Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 rappresentano un modello innovativo: valorizzano territori diversi, riutilizzano impianti esistenti e coinvolgono comunità più ampie. È un progetto in linea con le indicazioni del Cio e con l’evoluzione che il movimento olimpico internazionale ritiene necessaria. La scelta di distribuire le competizioni tra più località permette di ottimizzare le risorse, ridurre l’impatto ambientale e mettere in luce eccellenze già presenti sul territorio. E offre all’Italia l’opportunità di raccontarsi attraverso molteplici identità e culture unite in un’unica grande narrazione.
D. Il Papa Leone XIV e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella hanno auspicato una tregua olimpica; ci sarà?
R. Condivido le parole di gratitudine della presidente Coventry per il messaggio del Papa sulla tregua olimpica e condivido il pensiero di Mattarella. Le Olimpiadi cercano di unire le persone e dobbiamo continuare a credere nei nostri valori. I Giochi devono rappresentare un messaggio universale di dialogo. Nei giorni scorsi abbiamo inaugurato al Villaggio Olimpico di Milano il Murale della Tregua, che ha l'obiettivo di ricordare che lo sport può essere un veicolo di pace.
D. Queste Olimpiadi sono state definite green; sono ancora così sostenibili?
R. Il progetto nasce con l’obiettivo di garantire un equilibrio tra costi e benefici riducendo al minimo gli sprechi, ottimizzando le risorse e valorizzando le infrastrutture esistenti. In un’ottica di ottimizzazione dei costi, d’accordo con Cio, Ipc e federazioni internazionali, sono stati ridefiniti i livelli di servizio. Il modello economico dei Giochi è progettato per generare un ritorno positivo sul territorio attraverso l'incremento del turismo, lo sviluppo di infrastrutture e la creazione di opportunità lavorative.
D. Che flusso turistico vi attendete e che ritorni economici di lungo periodo? Milano ospita eventi importanti e riceve in eredità strutture come il villaggio olimpico, che diventerà uno studentato, e l’arena di Santa Giulia. Avranno un effetto volano come accaduto per l'Expo?
R. Io sostengo una tesi: ci sono due Olimpiadi. La prima va dal 6 al 22 febbraio (Giochi Olimpici, ndr) e dal 6 al 15 marzo (Paralimpiadi, ndr). Poi comincia una seconda Olimpiade, legata al concetto di legacy e su cui abbiamo lavorato molto: progetti nelle scuole in tutta Italia, promozione dei valori olimpici, iniziative con gli sponsor e riqualificazione delle infrastrutture, che negli anni potranno accogliere manifestazioni sportive, concerti, grandi eventi. A Milano il Villaggio Olimpico sarà riconvertito in uno studentato ampliando l’offerta abitativa per i giovani e valorizzando un’area strategica della città. Anche la nuova arena di Santa Giulia e l’Ice Park di Fiera Milano Rho sono asset significativi: quest’ultimo diventerà un padiglione multifunzionale in grado di rafforzare il ruolo del capoluogo lombardo nel settore dei grandi eventi.
D. E i turisti?
R. Da poco sono emersi dati che dichiarano l’arrivo di 400.000 turisti in più nella città di Milano rispetto alla media stagionale.
D. Domanda d'obbligo: come andranno queste competizioni a livello di medagliere? Saranno al livello delle Olimpiadi estive di Tokyo e Parigi?
R. Al di là del numero di medaglie, ciò che conta davvero è la qualità delle prestazioni. Sono convinto che i nostri atleti sapranno regalarci momenti di sport straordinari esprimendo al meglio il loro talento. Milano Cortina 2026 sarà l’occasione per celebrare l’eccellenza e la determinazione che da sempre contraddistinguono il nostro movimento sportivo.
D. Faccia una previsione: quante medaglie?
R. Esiste la missione di migliorare il numero formidabile di 17 medaglie ottenuto a Pechino 2022.
D. L’Italia è un piccolo e meraviglioso Paese ma ormai una potenza olimpica, perché?
R. Perché, come mostrato dal viaggio della fiamma olimpica che si è rivelato un successo senza precedenti, l’Italia è un Paese meraviglioso, ricco di energia e talento, che non si limita a fare sport ma vuole eccellere ed essere competitivo.
D. Lo sport è sempre più un fenomeno di massa, un milione di italiani in più nel 2025 hanno cominciato un'attività e tutto il comparto vale l’1,5% di pil. Cosa c'è dietro questo boom sociale ed economico?
R. Lo sport ha avuto un ruolo centrale nella mia vita personale e professionale. Non posso che essere felice di questo incremento e sono sicuro che i Giochi si riveleranno uno straordinario acceleratore in grado di far crescere ulteriormente questo interesse. E sono sicuro che lo sport avrà sempre di più un valore anche dal punto di vista del pil.
D. È deluso per l’esclusione dal board del Cio?
R. Accetto con serenità l'esito del voto. Ho sempre considerato i ruoli internazionali come un servizio al movimento sportivo, non come un traguardo personale. Ho ritenuto giusto candidarmi perché l’Italia non era più rappresentata, ma continuerò a lavorare con la stessa passione e lo stesso impegno di sempre, mettendo a disposizione esperienza, relazioni e senso delle istituzioni, come ho fatto in tutti questi anni. (riproduzione riservata)